Valverde raggiante in quel di Lo Port © Bettiniphoto
Valverde raggiante in quel di Lo Port © Bettiniphoto

L’Embatido rivendica il Catalunya sul campo

Van Garderen crolla sotto il ritmo dei Trek: a Valverde tappa e maglia sull’arrivo in salita di Lo Port

Al termine della tappa regina della Volta a Catalunya possiamo affermare con certezza che la tanto discussa penalità di un minuto rifilata alla Movistar nella cronometro a squadre sarà l’unico motivo per cui nelle ultime due giornate della corsa spagnola ci potrà essere ancora almeno un minimo di battaglia per il successo in classifica generale: senza quella sanzione, infatti, Alejandro Valverde avrebbe già ampiamente ipotecato la vittoria finale, così un minimo di incertezza può ancora esserci. Il murciano ha conferma oggi di essere il corridore più forte tra quelli in gara: sul traguardo di Lo Port ha staccato tutti, ha vinto la sua seconda tappa dopo quella di La Molina e ha anche conquistato il primato in classifica con un buon margine.

Fuga a 15 con tre italiani
Come già accaduto nei giorni scorsi, l’inizio di tappa non è stato semplice per chi voleva andare in fuga: il gruppo infatti non ha lasciato andare via nessuno per più di 50 chilometri e solo l’ascesa verso il Coll de Fatxes ha fatto sì che 15 corridori potessero prendersi con la forza un certo margine. Il drappello di battistrada era formato da Cyril Gautier (AG2R), Robert Gesink (LottoNL), Dario Cataldo (Astana), Daniel Navarro (Cofidis), Robert Kisterlovski (Katusha), Damien Howson (Orica), Laurens de Plus (Quick-Step), Pierre Rolland (Cannondale), Tsgabu Grmay e Antonio Nibali (Bahrain-Merida), Valerio Conti (UAE), Hector Saez (Caja Rural), Aldemar Reyes (Manzana), Nick van der Lijke (Roompot) e Rafael Valls (Lotto Soudal): il più vicino al leader Tejay Van Garderen era l’abruzzese Dario Cataldo, distante comunque più di tre minuti e mezzo e quindi non minaccioso per la BMC.

Il vantaggio massimo dei 15 uomini al comando è stato di 5’40”, toccato al chilometro 96, e a quel punto sono entrate in azione la Trek-Segafredo di Alberto Contador ed il Team Sky di Chris Froome. Dopo il traguardo volante di El Perelló, la corsa è rientrata sulla costa ed a quel punto il vento ha creato scompiglio nel gruppo: al chilometro 120 sotto l’azione di Trek e Sky, infatti, il gruppo si è rotto in almeno quattro ventagli e per una decina abbondante di minuti è regnato il caos.

Il gruppo chiude ai meno 32
Tutti i migliori corridori in gara non si sono fatti sorprendere da quest’azione e così, appena il gruppo ha cambiato direzione, la situazione s’è ricomposta e tranquillizzata: in queste fasi concitate, però, il vantaggio dei fuggitivi è crollato sotto ai due minuti. Al chilometro 138 c’è stata una caduta di Rafal Majka che ha coinvolto anche Chris Froome, ripartito e rientrato in gruppo senza grossi problemi: giornata non particolarmente fortunata per il britannico del Team Sky che era già stato vittima di una foratura nei chilometri iniziali.

A questo punto il destito dei fuggitivi era ormai segnato anche per Sky e Trek hanno continuato a tenere alta l’andatura del gruppo: il forte drappello di battistrada, con gli italiani Dario Cataldo, Antonio Nibali e Valerio Conti, è stato quindi raggiunto a 32 chilometri dal traguardo. Da quel punto in avanti il plotone non ha più lasciato andare via nessuno: la Sky si è spostata dalla testa della corsa anche perché Nieve aveva forato, al posto dei britannici si è messa a lavorare con grande decisione la Movistar, intenzionata a lottare per la vittoria di tappa e per gli abbuoni in classifica.

La Trek prepara l’attacco di Contador
A 13 chilometri dal traguardo sono iniziate le prime rampe dell’ascesa finale di Lo Port, nonostante per l’organizzazione iniziasse ufficialmente quasi cinque chilometri dopo: alcuni tentativi abbastanza velleitari di corridori fuori classifica non hanno toccato minimamente gli squadroni dei grandi favoriti. Il Team Sky si è messo come al solito davanti con il suo treno chiarendo che sarebbe stato Chris Froome, e non Geraint Thomas che era messo leggermente meglio in classifica, l’uomo da temere per il finale: un po’ di selezione c’è stata ma meno di questo ci si potesse aspettare e così, dopo un attacco di Pierre Latour ai meno 7 chilometri, Alberto Contador ha ordinato a Mollema e Pantano di andare davanti e alzare il ritmo.

L’attacco di Contador è arrivato a poco meno di quattro chilometri dall’arrivo, dopo che un grande Pantano aveva mandato in mille pezzi il gruppetto di testa facendo staccare, tra gli altri, anche il leader della corsa Tejay Van Garderen. Qui si è formata la selezione decisiva: Froome ha risposto all’ultimo di Contador e lo stesso ha fatto Valverde spalleggiato da uno straordinario Marc Soler. La coppia Movistar è riuscita addirittura a rilanciare l’andatura, costringendo Froome a fare un po’ di elastico: oltre alla vittoria di tappa, qui era in ballo anche la classifica e con Van Garderen staccato tutti i corridori del gruppetto di testa erano intenzionati a tenere alto il ritmo per mettere più secondi possibili tra loro ed il traballante leader del Catalogna.

La tappa si infiamma negli ultimi due chilometri
Sul quartetto di testa è rientrato anche l’altro britannico Adam Yates (Orica) ma a due chilometri dall’arrivo Marc Soler ha dato l’ultima violenta accelerazione prima di staccarsi: Yates non ha retto, e anche Froome ha sofferto il cambio di ritmo preferendo rientrare in progressione su Alberto Contador e Alejandro Valverde. In vista dell’ultimo chilometro il murciano ha attaccato a sua volta ed è riuscito a guadagnare metri su metri rispetto a Contador e Froome: il capitano della Movistar ha tirato a tutta fino al traguardo, continuando a pedalare anche mentre festeggiava la vittoria a braccia alzate per non perdere neanche un secondo.

Alla fine il distacco di Chris Froome e Alberto Contador è stato di 13″, a cui devono sommarsi le differenze date gli abbuoni: un colpo importantissimo per Alejandro Valverde che ha trovato anche un Soler in grande spolvero e che potrebbe essere l’uomo in più per tutta la stagione. Il giovane spagnolo, dopo tutto il lavoro per il suo leader, è riuscito ancora ad arrivare quarto a 25″, Adam Yates ha chiuso quinto a 32″, poi troviamo Daniel Martin sesto a 46″ e quindi la stellina francese David Gaudu settimo a 58″, ultimo a perdere meno di un minuto dall’Embatido. A Tejay Van Garderen non è bastato trovare il supporto del compagno di squadra Samuel Sánchez negli ultimi chilometri: i due BMC sono arrivati a 1’53” e addio sogni di podio in classifica.

Valverde nuovo leader della generale
La nuova generale vede Alejandro Valverde leader con 21″ su Chris Froome, Alberto Contador è terzo a 47″ e poi nell’ordine ci sono Marc Soler, Adam Yates, Tejay Van Garderen e Geraint Thomas con distacchi superiori al minuto: i giochi per il podio sembrano fatti anche perché la Movistar, pur avendo perso oggi Castroviejo, è una squadra che ha mostrato grande solidità. Domani la tappa con arrivo a Reus avrà l’Alto de la Musara a 35 chilometri dall’arrivo: la salita è abbastanza lunga, ma la pendenza media è solo del 5% e sarà dura invertarsi qualcosa contro un Valverde così.

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