Toms Skujins © Laura Fletcher
Toms Skujins © Laura Fletcher

Tra i cinque litiganti gode Skujins

Coppi & Bartali, il lettone della Cannondale-Drapac beffa gli attaccanti che si marcano, li batte e si prende la maglia di leader

La tappa più attesa della Settimana Internazionale Coppi & Bartali si è risolta con una beffa per gli uomini al comando, fattisi uccellare causa eccessiva marcatura che ha favorito il rientro di chi inseguiva. A vincere è un giovane corridore, tra i più simpatici del plotone internazionale, che dà la svolta ad un inizio di formazione alquanto incolore per la propria squadra.

Sette in fuga, ci sono tre italiani
Le due semitappe di ieri hanno già indirizzato la classifica, facendo subito capire chi non può più sognare di far sua la graduatoria. Con la frazione odierna, la Riccione-Sogliano sul Rubicone di 130 km, la situazione si fa ancora più definita data l’altimetria, caratterizzata dalla tripla ascesa a Le Ville di Monte Tiffi con pendenza media del 7% e punte attorno al 16%.

Dopo il primi tentativi la fuga si forma attorno al km 7, e a comporla sono sette elementi: protagonisti gli italiani Giacomo Berlato (Nippo-Vini Fantini), Massimo Rosa (Nazionale italiana) e Michele Scartezzini (Sangemini-MG.KVis), gli spagnoli Julen Amezqueta (Wilier Triestina) e Jon Irisarri (Caja Rural-Seguros RGA), il francese Brice Feillu (Fortuneo-Vital Concept), e il colombiano Didier Sastoque (Bicicletas Strongman).

Vantaggio massimo di 3’20”, gruppo controlla
Su di loro cercano di riportarsi, invano, prima tre atleti e poi ulteriori due. Questa battaglia non permette all’azione di guadagnare subito un margine di sicurezza, tanto che al km 15 il vantaggio è inferiore ai 30″. Una volta che nessuno ha più cercato l’evasione il plotone dà definitivamente via libera: al km 20 il margine è di 1’30” mentre al km 30 si tocca quota 3’20”, che rappresenta l’apice di giornata.

Sono quasi 42 i km percorsi nella prima ora di gara dalla fuga, dove il miglior piazzato è Irisarri, alla partenza 73° a 1’30” dal leader Calmejane. I cui gregari della Direct Énergie si incaricano di non lasciar crescere il margine della fuga e scollinano al gpm di Verucchio (km 42) con 3’15” di ritardo rispetto ai battistrada, dove Feillu ha anticipato Scartezzini e Rosa. Due di loro si piazzano anche nel secondo gpm, quello di Torriana (km 51): stavolta è Scartezzini che precede Irisarri e Feillu.

Berlato non ce la fa, Feillu si invola
Davanti un atleta inizia a far fatica e, al termine della discesa, perde definitivamente contatto, lasciandosi riassorbire dal gruppo: è a sorpresa Giacomo Berlato, uno che al top della forma non ha certo paura a rimanere in avanscoperta. All’ingresso nel circuito conclusivo, da ripetere per tre occasioni, il gruppo tirato dalla Cannondale-Drapac, transita distante 2′ tondi. Nella prima scalata a Le Ville di Monte Tiffi Scartezzini e, in un secondo momento, Rosa perdono le ruote della compagnia.

Dal gruppo prova l’evasione David López García ma lo spagnolo del Team Sky viene rapidamente ripreso. Davanti il più pimpante è Feillu: il vincitore di tappa al Tour de France (anno domini 2009) attacca prima dello scollinamento, dove passa con 24″ sugli inseguitori e 1’20” sul plotone dove tocca alla sinora deludente Gazprom-RusVelo trainare il plotone. Il gruppo passa anche sul traguardo col medesimo ritardo, mentre aumenta fino a 1’10” quello del trio Amezqueta-Irisarri-Sastoque.

Che sfortuna per Craddock! Cattaneo e López García se ne vanno
Chi invece vive una giornata tremenda è Lawson Craddock: sto statunitense della Cannondale-Drapac era caduto poco prima dell’entrata nel circuito, procurandosi numerose escoriazioni e provando a stringere i denti pur se pedalando ad oltre 10″ di ritardo dal gruppo. Il quale riprende senza problemi il terzetto inframezzato e inizia la seconda salita con circa 1′ di ritardo dall’unico superstite. Attorno a metà salita attacca dal gruppo Danilo Celano (Amore & Vita-Selle SMP) che riprende e stacca Feillu; allo scollinamento il lucano può contare solamente 6″ sul gruppo.

Nella discesa cerca un nuovo allungo López García in compagnia di uno che, in questo periodo, sta andando fortissimo, ossia Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli): la coppia inizia il giro conclusivo con 22″ sul plotone (composto da una cinquantina di elementi), dove è la Caja Rural-Seguros RGA a dettare l’andatura. Non appena inizia l’ultima salita il bergamasco stacca il basco e prova ad involarsi in vista di un altro successo con i fiocchi.

Cinque al comando, all’inseguimento due quartetti
Ma il ventiseienne lombardo inizia a perdere rispetto al gruppo sempre più frazionato a causa dell’andatura imposta dai verdi spagnoli e, vedendo il loro riavvicinamento, decide di rialzarsi e di farsi riprendere. Ed è proprio uno degli iberici che decide di attaccare: il giovane Jaime Rosón se ne va assieme alla temibile coppia colombiana della Androni Giocattoli composta da Egan Bernal e Rodolfo Torres. Dopo qualche tentennamento rientra anche Celano, e il quartetto prova ad involarsi.

Il plotone ormai ristretto a pochi eletti rimane ad una manciata di metri dai quattro tanto che il russo Kirill Pozdnyakov (Synergy Baku) riesce, dopo una bella accelerazione, a riportarsi su di loro cercando di sorprenderli in contropiede. Questo quintetto scollina in vetta con una decina di secondi su Matteo Busato (Wilier Triestina), Arnold Jeannesson (Fortuneo-Vital Concept), Eduardo Sepúlveda (Fortuneo-Vital Concept) e Toms Skujins (Cannondale-Drapac) e 30″ su un nuovo poker, ossia il leader Lilian Calmejane (Direct Énergie), Marco Canola (Nippo-Vini Fantini) e gli azzurri Mauro Finetto e Manuel Senni.

L’accordo non c’è e da dietro rientrano. Skujins sorprende tutti e va a vincere
I battistrada non trovano l’accordo giusto fra discesa e breve falsopiano e così Pozdnyakov cerca il colpaccio in solitaria, venendo però riassorbito ai meno 4 km. Quando mancano solamente 2000 metri il quintetto possiede il medesimo margine che aveva al gpm sui due gruppi inseguitori. I cinque tuttavia si controllano eccessivamente e i quattro primi inseguitori riescono a rientrare proprio in prossimità dell’arco dell’ultimo km.

Sulle ultime rampe in lastricato un corridore riesce a guadagnare qualche secondo: è Toms Skujins che è capace di resistere andando a cogliere il successo. È il suo primo stagionale che permette, oltre a se stesso, di togliere il fastidioso zero dalla casella delle vittorie anche per la sua Cannondale-Drapac e per il suo paese, ossia la Lettonia.

Il lettone prende anche la maglia, domani spazio ai velocisti
Il gap che il venticinquenne baltico è riuscito a creare in un così breve spazio non è da disprezzare: secondo è Arnold Jeannesson (Fortuneo-Vital Concept) a 7″, che ha la meglio su Matteo Busato (Wilier Triestina), Jaime Rosón (Caja Rural-Seguros RGA) e Eduardo Sepúlveda (Fortuneo-Vital Concept).

Grazie a questo risultato Skujins balza al comando della generale con 16″ su Calmejane e 17″ su Bernal. Domani tappa decisamente più semplice, tutta attorno a Crevalcore dove, al termine dei 171.4 km previsti, gli sprinter si daranno battaglia.

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