Un'inquadratura prima della partenza © Corriere dello Sport
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“Paga per correre”, ribaltata la sentenza: inibiti Citracca e Savio, squalifica per Coledan

La prima sezione della Corte Federale d’Appello della Federciclismo, riunitasi mercoledì 22 marzo in merito al ricorso presentato dalla procura generale del CONI nel caso noto come “Paga per correre”, ha in parte ribaltato il provvedimento emesso il 18 novembre scorso dal tribunale di primo grado che aveva assolto tutti gli imputati.

La Corte ha condannato Angelo Citracca (team manager della Wilier Triestina) a tre mesi di inibizione per «aver condizionato il passaggio al professionismo dell’atleta Giorgio Brambilla, chiedendo al procuratore di quest’ultimo, Fabio Emilio Perego, un importo in denaro a titolo di sponsorizzazione, nonché di aver richiesto a Giuseppe Rivolta, procuratore dei corridori Christian Delle Stelle, Angelo Pagani e Antonio Parrinello di reperire uno sponsor sempre l’ingaggio degli atleti».

La Corte ha condannato Gianni Savio (Team manager della Androni Giocattoli) a tre mesi di inibizione per «aver condizionato, nel corso dell’anno 2013, il passaggio al professionismo di Patrik Facchini chiedendo il reperimento di una sponsorizzazione per ottenere l’ingaggio nella squadra di cui Savio era team manager».

La corte ha condannato Marco Coledan (atleta della Trek-Segafredo) ad una squalifica di 15 giorni. Per il rimanente imputato, ossia Bruno Reverberi (team manager della Bardiani CSF), è stata confermata l’assoluzione. La sentenza è immediatamente esecutiva ed è appellabile di fronte al Collegio di Garanzia del CONI.

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