La risicata vittoria di Matteo Montaguti al Tour of the Alps © Diego Mosna
La risicata vittoria di Matteo Montaguti al Tour of the Alps © Diego Mosna

Montaguti riassapora il gusto della vittoria

Tour of the Alps, l’italiano dell’AG2R torna al successo dopo sette anni. Secondo posto per Pinot, domani finale con il Bondone

Uno dei corridori meno noti al grande pubblico ma di maggior sostanza del ciclismo italiano è Matteo Montaguti. Pochi, al di fuori degli appassionati (ivi compresi i membri il suo numerosissimo fans club), conoscono questo solido romagnolo, che dal 2011 fa parte dell’AG2R La Mondiale. Non eccelle in nessuna specialità, Montaguti, ma sa farsi valere come uomo per tutte le stagioni al servizio dei capitani o per le fughe da lontano. Oggi ha colto il successo più importante della sua ormai lunga carriera.

Cinque compongono una fuga di qualità
Dopo due giornate sfortunate, il maltempo finalmente abbandona il Tour of the Alps. Il sole splende sin dal mattino fra Alto Adige e Trentino, sede dell’odierna Bolzano-Cles. 165.2 i km in programma, che non verranno affrontati da Miles Scotson; il campione australiano del BMC Racing Team è infatti l’unico non partente. Dopo un subitaneo tentativo di Filippo Fortin (Tirol Cycling Team) l’azione di giornata nasce poco prima del km 20.

Cinque i protagonisti, di cui tre italiani: il veneto Simone Andreetta (Bardiani CSF), il laziale Stefano Pirazzi (Bardiani CSF) e il lombardo Davide Villella (Cannondale-Drapac). Con loro presenti anche lo svizzero Kilian Frankiny (BMC Racing Team) e il francese Jérémy Roy (FDJ). Il loro margine al km 25 raggiunge quota 2’35”, proprio quando inizia il Passo della Mendola.

Sulla Mendola passa per primo Roy
Dal versante di Appiano sono ben 15 i km di ascesa, con pendenza media quasi costante al 6.5%. Nel corso della salita non si registra alcun attacco né fra i battistrada né nel plotone. I 10 punti in palio li conquista l’ingegner Roy, che supera Pirazzi e Andreetta. Il gruppo scollina ai 41 km quasi 4′ di ritardo. Nel corso della discesa il plotone, trainato dal Team Sky, riduce in maniera cospicua, scendendo a 2’45” al km 50.

Il vantaggio torna però a salire fra la conclusione della discesa e il falsopiano iniziale della Val di Non; al traguardo volante di Sarnonico (km 78) Frankiny passa per primo, con il gruppo ricacciato a 3’40”. Il margine massimo di giornata viene toccato ai meno 60 km dal termine, con il quintetto che possiede 4’20” sul gruppo compatto, controllato agevolmente dal Team Sky. Diverse formazioni danno il cambio ai britannici; fra di loro anche i Sangemini-MG.KVis, che si stanno mettendo in mostra in questi giorni.

Pirazzi se ne va, Cataldo si muove dal gruppo
All’inizio della Forcella di Brez, quindi ai meno 40 km dal termine, il margine del quintetto è di 1’30”; sono 5.9 i km di dura salita al 10.2%, con il tratto conclusivo ancor più ostico. Mentre nel gruppo è l’Androni Giocattoli che si fa vedere davanti, dopo un’ultima tirata di Andreetta, Pirazzi fa il forcing: su di lui rientrano alla spicciolata Villella, Frankiny e Roy. Una seconda accelerata del ciociaro distanzia definitivamente anche Roy, che pare ad un certo punto poter essere della partita, prima di essere costretto a desistere.

Nel gruppo tira sempre il Team Sky, precisamente con il minuto Kenny Elissonde; lo fa per un paio di km, fino a quando Ilia Koshevoy (Wilier Triestina) attacca. Il bielorusso viene però letteralmente sverniciato da Dario Cataldo (Astana Pro Team), che prosegue con un gran ritmo. Su di lui prova a rientrare Manuel Senni, ma il giovane romagnolo del BMC Racing Team non riesce nel suo intento.

Landa controlla bene, Frankiny si conferma un bel prospetto
Davanti, quasi in contemporanea, Pirazzi saluta la compagnia di Frankiny e Villella con una nuova accelerazione, provando ad involarsi tutto solo. Anche in gruppo c’è fermento: con Cataldo sempre a bagnomaria, ci provano Davide Formolo (Cannondale-Drapac) e Danilo Celano (Nazionale italiana), con Thibaut Pinot (FDJ) che cerca di sfruttare il loro movimento per evadere. Ma il Team Sky controlla la situazione e li va a prendere con l’unico gregario ancora rimasto al leader Thomas, ossia il detentore della corsa Mikel Landa.

Il lucano Celano non ha alcuna intenzione di restarsene tranquillo e attacca in maniera decisa, andando a riagguantare Cataldo ai meno 1000 metri dallo scollinamento. Su di loro prova a rinvenire Pierre Rolland (Cannondale-Drapac), ma non riceve luce verde dal “segugio” Landa. Davanti, con sorprendente maturità per essere un neopro’, Frankiny riesce, gestendosi bene, a rimanere a portata di sguardo da Pirazzi, scollinando con 10″ di ritardo dall’azzurro.

Pinot ci prova, Scarponi cade in discesa
Villella invece viene ripreso dalla coppia Cataldo-Celano, la quale trova ai meno 500 metri dalla vetta due nuovi elementi. Si tratta di Pinot e del leader dei gpm Alexander Foliforov (Gazprom-RusVelo), che sono riusciti a prendere margine sul gruppo. Il francese e il russo distanziano i tre italiani ai meno 150 metri dallo scollinamento, transitando 23″ dopo Pirazzi ma con solo una dozzina di secondi sul gruppo, ancora forte di una ventina di unità.

Già nelle primissime fase della discesa l’alfiere della Bardiani mostra delle carenze nell’abilità di guidare il mezzo in discesa; Pirazzi viene presto ripreso e subito staccato da Frankiny, decisamente più a suo agio nell’impostare le curve. Nel gruppo, che paga 30″, una caduta: finisce a terra Michele Scarponi (Astana Pro Team), che riesce a ripartire senza grossi danni. Per proteggere il proprio leader, Cataldo si mette davanti al gruppo e, parlamentando con gli ex compagni Landa e Thomas, riesce a far diminuire l’andatura, permettendo il comodo rientro del marchigiano (e di altri scattatisi in salita).

Dupont prova a rientrare sulla testa
In un brevissimo falsopiano, approfittando del rallentamento del gruppo, ci prova Hubert Dupont (AG2R La Mondiale), uno che da queste parti spesso si è ben comportato. Vuole imitarlo qualche momento dopo Rolland, ma l’ex Europcar viene ripreso da un gruppo che si trova a quasi 50″ di ritardo da Frankiny. Sul quale, al termine della discesa più impervia ai meno 26.5 km, rientra Pirazzi; la coppia ha 30″ su Dupont e 55″ sul plotone.

Altri due provano l’evasione: si tratta del neopro’ Fausto Masnada (Androni Giocattoli) e del venezuelano Yonder Godoy (Wilier Triestina), che rimangono al vento per un paio di km prima di venire riassorbiti. Chi, invece, continua imperterrito è Dupont: l’esperto lionese ricuce poco a poco il gap dai battistrada e, ai meno 18 km, inizia a vederli. Solo 25″ lo separano dalla coppia; se la sta prendendo decisamente più comoda il gruppo, che transita con 1’20” di ritardo.

Il francese flirta con la ciclamino e rientra sulla testa
Con tale situazione, Dupont, che in graduatoria è tredicesimo a 1’02”, sarebbe in lotta per strappare la maglia ciclamino a Thomas. Conscio che l’inseguitore è sempre più prossimo, Pirazzi tenta una nuova accelerazione per riaumentare il vantaggio. Ma Dupont non molla e, anzi, si fa sempre più vicino, con solo 15″ di gap ai meno 12 km, dopo il primo passaggio a Cles. Il gruppo, invece, continua a perdere ed è a 1’35”.

Lo stoico inseguimento di Dupont, uno che in dodici anni e mezzo tra i pro’ non è ancora riuscito a conquistare un successo (ultima affermazione in carriera nel 2004 a Lozio al Giro Baby), si conclude positivamente ai meno 5.5 km, nell’ultimo tratto di salita. Questo nonostante Pirazzi abbia provato ad impedire a tutti i modi il riaggancio e dietro il gruppo, nuovamente tirato da Landa, si sia pericolosamente fatto sotto.

Battistrada ripresi, Pinot inizia la volata
È proprio Dupont che, ai meno 4 km, aumenta l’andatura; Frankiny resiste, Pirazzi no. Il laziale sbuffa e riesce a rientrare 700 metri più tardi, proprio al termine dell’ultima asperità di giornata. L’incedere di Landa è però importante e, ai meno 4 km, il gap è di soli 45″. Che diminuisce ulteriormente quando ci prova, nuovamente e senza buon esito, Celano, favorendo l’accelerazione di tutto il gruppo; Cataldo e Hugh Carthy (Cannondale-Drapac) si mettono a tirare, provocando un nuovo brusco calo del vantaggio dei fuggitivi.

Che possiedono meno di 30″ ai meno 3 km e solamente una dozzina ai meno 2 km; il ricongiungimento definitivo si registra ai meno 1200 metri, con Frankiny che, con le pochissime energie che gli rimangono in corpo, effettua un’ultima tirata. La volata viene impostata da Ben Gastauer (AG2R La Mondiale) che, alla sua ruota, si trova Thibaut Pinot. Il transalpino inizia lo sprint ai meno 200 metri, raggiungendo la parte del centrodestra della carreggiata.

Vittoria per Montaguti, domani l’ultima tappa 
Con poca malizia, il transalpino non chiude la strada nella semicurva ai meno 70 metri; così facendo, sul lato chiuso, può passare Matteo Montaguti. Il romagnolo riesce a superare il rivale proprio nell’immediata dirittura d’arrivo, tanto che pare in dubbio la vittoria nonostante la pronta esultanza. Per il trentatreenne forlivese dell’AG2R La Mondiale si tratta del ritorno al successo dopo ben sette anni di digiuno (tappa e maglia al Giro della Provincia di Reggio Calabria).

A seguire terzo Rohan Dennis (BMC Racing Team), quarto Luis León Sánchez (Astana Pro Team), quinto José Mendes (Bora-Hansgrohe), quindi a seguire Damiano Caruso (BMC Racing Team), Lawrence Warbasse (Aqua Blue Sport), Iuri Filosi (Nippo-Vini Fantini), Matteo Busato (Wilier Triestina) e Davide Villella (Cannondale-Drapac).

Con l’abbuono odierno Pinot si porta a 13″ da Thomas, con Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale) terzo a 16″. Domani quinta ed ultima tappa, da Smarano a Trento: 192.5 km con il Monte Bondone da affrontare e come giudice di una corsa ancora tutta aperta.

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