Vincenzo Nibali in conferenza stampa © LaPresse
Vincenzo Nibali in conferenza stampa © LaPresse

Giro d’Italia, le sensazioni dei big

Le dichiarazioni della vigilia di Nibali, Quintana, Pinot, Dumoulin, Thomas, Jungels, Pozzovivo, Greipel e Gaviria

VINCENZO NIBALI (Bahrain-Merida)
«Mi sento abbastanza bene. Il clima qui in Sardegna è eccezionale. Non vedo l’ora di prendere il via del 100° Giro d’Italia. Le mie aspettative sono conosciute da tutti: voglio salire sul podio finale. Non è facile finire sul gradino più alto, se non fosse possibile vincere di nuovo il Giro combatterò per il secondo o il terzo posto per onorare la corsa. Abbiamo lavorato bene come squadra per essere qui nella condizione migliore. Ho il massimo rispetto per gli avversari. Sarà una sfida lunga con tanti imprevisti. Mauro Vegni ha disegnato una gara ancor più difficile degli anni passati. Mi ha anche reso l’onore di portare il Giro nella mia terra (la Sicilia). Ci sarà pure un circuito cittadino a Messina. Sono pieno di gioia sia per me, sia per i miei tifosi che per la mia famiglia. Non è la prima volta che il Giro arriva in Sicilia ma stavolta ha un sapore speciale. La quarta tappa ha un dislivello di 4000 metri. Arriverà dopo tappe nervose in Sardegna. Sarà il primo scontro diretto con i rivali: li vedremo come staremo. Andremo sull’Etna da un versante diverso rispetto a quello di sei anni fa. È più duro stavolta e verrà dopo un giorno di riposo. Comincerò il Giro con molta cautela e con la speranza di andare regolare».

NAIRO QUINTANA (Movistar Team)
«Non so se è possible vincere Giro e Tour nello stesso anno. È la prima volta che ci provo, ma prima devo vincere il Giro. Ho grandi ricordi della mia prima partecipazione anche perché l’ho vinto. Non potevo mancare a questa edizione speciale. È il centesimo Giro, è storico. Ci sono più grandi squadre rispetto al solito. Questo cambia la dinamica della corsa. Ci sono anche più corridori di classifica della mia generazione. Nella quarta tappa sull’Etna avremo già una fotografia più chiara dei protagonisti. La settimana decisiva sarà però l’ultima e spero di ottenere il miglior risultato possibile».

THIBAUT PINOT (FDJ)
«Ho trascorso un paio di giorni difficili dopo il Tour of the Alps. Sono stato giù di morale a causa della tragica morte di Michele Scarponi. Lo apprezzavo molto. Ho anche avuto problemi ad allenarmi per il maltempo. Questa è la mia prima partecipazione al Giro d’Italia. Forse avrei bisogno di correrlo più volte prima di poter vincerlo. Esco da due delusioni al Tour de France per la classifica generale, anche se avevo deciso di correre il centesimo Giro lo stesso un anno e mezzo fa. Il mio principale avversario sono io: rischio sempre di avere una giornata no. Conosco i miei rivali, gareggiamo insieme da qualche anno. Il clima non dovrebbe essere un problema, a meno che ci siano 50 gradi. Spero di non cadere e di non ammalarmi. Tutti dicono che Quintana è il favorito. Dietro di lui siamo più o meno dieci corridori dello stesso livello».

TOM DUMOULIN (Team Sunweb)
«Sono qui per fare bene in classifica generale. Vincere il Giro è fuori portata. Per riuscirci, dovrei essere nella forma migliore di sempre ed anche avere tanta fortuna. Nairo Quintana è il favorito. Negli anni passati e anche lo scorso mese ha dimostrato che anche essendo al 90% si gioca la vittoria. Vincenzo Nibali è sempre pericoloso. L’anno scorso non mi aspettavo che vincesse lui e ce l’ha fatta. La mia preparazione è andata bene. Abbiamo una squadra forte, siamo mentalmente e fisicamente freschi per tre settimane di corsa. Ho corso solo un Grande Giro con obiettivo la classifica generale, la Vuelta a España dell’anno scorso. In salita provavo a limitare i danni. Da allora sono più tranquillo e sono migliorato in salita. La prima metà del Giro non è molto difficile. Non credo che saranno dei distacchi importanti in classifica dopo l’Etna e il Blockhaus. La tappa dello Stelvio e del Mortirolo è la più dura, anche se ogni tappa dell’ultima settimana non va sottovalutata».

GERAINT THOMAS (Team Sky)
«Essere il leader della squadra in un grande giro è una delle sfide più grandi della mia carriera. È andata abbastanza bene finora ma tante cose possono succedere. Abbiamo una squadra molto forte. Non vedo l’ora di cominciare. Il fatto che sia la 100a edizione non influenzerà particolarmente la mia condotta di gara. Ha influito sicuramente nella scelta del percorso ma in corsa vivrò giorno per giorno e tenterò di sfruttare ogni opportunità di far bene. Il livello del gruppo è molto alto, così come il percorso. Non mi sento vecchio. L’età è solo un numero. Gli anni sulla pista mi hanno lasciato abbastanza fresco. Sono pronto per un paio di stagioni in bici più della media. Quintana e Nibali hanno vinto questa corsa precedentemente. Sono favoriti sugli altri. Io e Landa abbiamo una chance ma non siamo di quel livello. Non siamo i favoriti, dunque correremo in modo diverso rispetto a come facciamo di solito al Tour de France».

BOB JUNGELS (Quick-Step Floors)
«L’anno scorso ho fatto un grande passo avanti vincendo la Maglia Bianca. La vittoria finale in un grande giro sarebbe un’altro passo importante. Ho preparato il Giro al cento per cento ma non mi considererei tra i grandi favoriti. Non ho corso tanti grandi giri come ad esempio Vincenzo Nibali. Il Giro dell’anno scorso non era facile ma ci sono più salite quest’anno, di cui alcune da leggenda. Non ho paura, non partirei al meglio se ne avessi. La durezza di una corsa la fanno i corridori. La prima crono può rendere interessante la corsa con corridori come Dumoulin, Dennis ed io».

DOMENICO POZZOVIVO (AG2R La Mondiale)
«Questo è uno dei percorsi più duri che io abbia mai affrontato al Giro. Nell’ultima settimana non c’è un solo giorno che non sia importante per la classifica generale, sin dalla tappa 4 sull’Etna poi si affronteranno tappe importanti. L’Etna mi motiva in modo unico, ci vado spesso per allenarmi. Ho un feeling speciale con questa montagna. Venendo dall’Italia del sud ho anche un rapporto unico con la Sicilia. Inoltre, non essendoci prove a cronometro prima di quella salita, molto adatta a me, posso sognare la Maglia Rosa. I giochi per gli scalatori quest’anno si apriranno prima del solito. Ho già terminato il Giro 4 volte nei primi 10, è il mio obiettivo anche quest’anno. Sarebbe ancor più speciale considerando la lunga lista di pretendenti alla classifica generale in quest’edizione unica».

ANDRÉ GREIPEL (Lotto Soudal)
«Sono felice di far parte della centesima edizione. Mi piace veramente questa corsa. Non direi no a vincere un’altra tappa, abbiamo una squadra molto forte sia per le volate che le tappe in linea. Se la prima tappa arrivasse in volata venerdì, sarebbe bello indossare la Maglia Rosa per la prima volta. Non vedo l’ora di provarci. In un Grande Giro, solo al massimo 21 corridori tra i 198 al via possono vincere una tappa, essere uno di loro è sempre un grande successo. Sulla carta sembra che sia il miglior velocista ma c’è un gruppo di velocisti di alta qualità come Caleb Ewan, Fernando Gaviria, Giacomo Nizzolo, etc. Sono giovani che vogliono sfidarmi ma anch’io voglio sfidare loro. Questo è il mio quattordicesimo Grande Giro, ho più esperienza di loro… ma a loro della mia esperienza non importa nulla! Hanno un grande futuro davanti e non sarà facile batterli».

FERNANDO GAVIRIA (Quick-Step Floors)
«Mi sento un po’ nervoso perché una corsa di tre settimane è una nuova avventura per me, ma sono anche molto entusiasta. Tra i velocisti al via André Greipel è quello con più esperienza ed anche il corridore che ha l’albo d’oro più importante. Tutti i velocisti hanno la stessa ambizione: vincere. Ho fatto un buon mese di allenamento in Colombia prima dal Giro. L’obiettivo della Maglia Rosa alla fine della prima tappa è uno stimolo in più ma il mio vero obiettivo è di arrivare a Milano e finire il mio primo grande giro».

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