Uno scorticato Geraint Thomas, prima di essere intervistato da Stefano Rizzato ©LaPresse
Uno scorticato Geraint Thomas, prima di essere intervistato da Stefano Rizzato ©LaPresse

2013-2017: 5 anni di Skyfall al Giro

Ancora un disastro inglese: Thomas, Landa atterrati con Yates da una moto. Guai anche per Dumoulin

Torna prepotentemente alla ribalta il tema della sicurezza in gara dei corridori. Nella tappa odierna, a pochi chilometri dall’inizio formale della salita del Blockhaus, una moto della Polizia Stradale ha innescato una rovinosa caduta in gruppo che ha coinvolto, tra gli altri, Geraint Thomas, Mikel Landa e Adam Yates. Una dinamica assurda, con il veicolo fermo inspiegabilmente a bordo strada, e all’interno della carreggiata, in una fase in cui il gruppo lanciatissimo occupava l’intera sede stradale. Inevitabile è stato l’impatto tra il plotone e la moto, urtata per primo da Wilco Kelderman che ha poi buttato giù mezzo Team Sky ed alcuni uomini della Orica-Scott.

Maledizione Sky al Giro
L’incredibile episodio è costato caro al Team Sky: a terra sono rimasti, infatti, i due capitani designati Geraint Thomas e Mikel Landa. Il gallese ha cercato di limitare i danni, risalendo in bici ed accusando un ritardo di 5’07” dal vincitore di tappa Nairo Quintana. Naufragato, invece, Mikel Landa, giunto in cima al Blockhaus a più di 26’ minuti. Molto probabilmente, il basco ha riportato seri guai fisici, al contrario di Thomas che pare essersela cavata solo con qualche escoriazione.

Per la formazione britannica si tratta di un altro, ennesimo, fallimento al Giro d’Italia. Sir Bradley Wiggins, Richie Porte, Mikel Landa e ora anche Geraint Thomas. Le spedizioni italiane dello squadrone inglese si sono sempre concluse con un nulla di fatto, con la sola eccezione di Rigoberto Uran che riuscì a chiudere il Giro 2013 al secondo posto dietro Vincenzo Nibali.

Da Wiggins a Thomas, tante esperienze negative
Un
flop iniziato quattro anni fa proprio in Abruzzo, quando Wiggins fu respinto dal diluvio della tappa con epilogo a Pescara (vinta da Adam Hansen). Una maledizione che ha colpito anche Richie Porte nel 2015 e Mikel Landa lo scorso anno. Al Giro 100 la responsabilità non è da attribuirsi né ai corridori né ai vertici della formazione britannica ma solamente ad un episodio sfortunatissimo che, tuttavia, poteva essere evitato.

Da lodare l’atteggiamento degli “uomini in nero”, risaliti subito in sella per concludere la tappa nel miglior modo possibile, cercando di limitare i danni. Oltre a Thomas e Landa, a farne le spese è stato anche Diego Rosa, anch’egli entrato a contatto con l’asfalto. Nella caduta, inoltre, sono rimasti coinvolti anche Vasil Kiriyenka, Sebastián Henao e Kenny Elissonde. Sono ancora da valutare le condizioni dei corridori.

Yates, dal Bianco al nero
Giornata nera anche per Adam Yates. Il corridore della Orica-Scott, leader della classifica dei giovani, non sembra aver accusato particolari guai fisici ma i 4’36” rimediati da Quintana non lasciano intravedere un prosieguo di Giro sereno. Nella graduatoria per la Maglia Bianca, Yates paga adesso 2’04” dal nuovo leader Davide Formolo che, a sua volta, ha un vantaggio di 45” sull’ex Maglia Rosa Bob Jungels. Yates, quarto nell’ultimo Tour de France, non si arrende e promette di combattere nonostante il forte ritardo accumulato.

Anche Kelderman ko: un guaio per Dumoulin?
Blockhaus agrodolce per il capitano del Team Sunweb Tom Dumoulin. L’olandese ha ben impressionato lungo le dure rampe abruzzesi, chiudendo al terzo posto alle spalle di Quintana e Pinot. Neo della giornata è stato il ritiro del connazionale Wilco Kelderman, rimasto coinvolto nella rovinosa caduta ai meno 15 km dal traguardo. Dumoulin, che con la prestazione odierna rilancia le proprie ambizioni di podio, perde dunque un uomo chiave in salita.

Al termine della tappa, rimane l’amaro in bocca per l’incredibile episodio che ha inevitabilmente condizionato il Giro d’Italia di tre dei protagonisti più attesi. Con Thomas e Yates fuori classifica, potrebbe cambiare anche la condotta tattica nelle tappe di montagna, già a partire dall’insidioso arrivo a Bagno di Romagna di mercoledì prossimo. Martedì, invece, preziosa chance per Thomas di riguadagnare posizioni in classifica, con la cronometro da Foligno a Montefalco, terreno congeniale al gallese ex scudiero di Froome. Condizioni fisiche permettendo. Per Yates, Giro tremendamente in salita.

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