Pugno chiuso per Dumoulin a Oropa. Sullo sfondo, Quintana notevolmente staccato © Bettiniphoto
Pugno chiuso per Dumoulin a Oropa. Sullo sfondo, Quintana notevolmente staccato © Bettiniphoto

Lui è Tom, tutti gli altri sono Jerry

Dumoulin a Oropa gioca al gatto col topo: Quintana attacca, lo riprende e lo stende. Nettamente staccati Nibali e Pinot

Un rullo compressore. Una mietitrebbiatrice. Un treno. Una ruspa. O qualunque altra diavoleria meccanica vi venga in mente. Questo lungagnone di Maastricht è diventato il peggiore incubo degli scalatori presenti al Giro, e si candida a diventarlo nei prossimi anni anche per tutti gli altri contendenti ai GT. Un Nairo Quintana mai umiliato in questo modo, un Vincenzo Nibali letteralmente scoppiato a ruota del treno di cui sopra, e tanti altri corridori con ambizioni di classifica diventati piccoli piccoli al confronto con lui, Tom Dumoulin, che a Oropa ci ha fatto emozionare vincendo in maglia rosa come quel signore là, 18 anni fa, che non gli somiglia quasi per nulla, a cominciare dalla chioma fluente, se non in una cosa, nella cattiveria agonistica dimostrata oggi.

Fuga difficile ma inoffensiva
La Castellania-Oropa di 134 km è una tappa dalla semplice lettura: andatura alta in attesa della salita finale al santuario biellese. Con la partenza da un altro “santuario”, il luogo di nascita dell’immortale Fausto Coppi. Non partono André Greipel (e si sapeva) e Jakub Mareczko, che preferisce evitare preventivamente brutte figure sulle salite. Di diverso avviso è invece Caleb Ewan, che continua a correre spendendosi nella tappa per il capitano Adam Yates.

Bisogna aspettare 30 km, corsi costantemente oltre i 50 km/h con continui attacchi, finché Natnael Berhane (Team Dimension Data), ha il via libera del gruppo. Lesti si riportano Daniel Martínez (Willier Triestina Selle Italia) e Sergey Lagutin (Gazprom-RusVelo), andando a formare un terzetto che verrà tenuto sotto costante controllo dal gruppo.

Corsa al Santuario, cade Hansen ma è OK
Non più di due minuti e mezzo il vantaggio massimo del terzetto, ottenuto a metà gara tra il traguardo volante di Caresana e quello di Vercelli: sono FDJ, Movistar e Orica-Scott a tenere sotto controllo l’azione, con l’ambizione di andare a prendere la tappa con relativi abbuoni, non immaginando cosa loro aspetterà. La fuga viene ripresa prima dell’arrivo al santuario, a 18 km dall’arrivo. Dopodiché comincia la corsa alla testa, prima dell’imbocco, e ne fanno le spese Alexander Foliforov (Gazprom-RusVelo) e soprattutto Adam Hansen (Lotto Soudal), a terra con qualche dolore alla mano, niente che possa compromettere la striscia di partecipazione ai GT dell’australiano.

Zakarin inaugura gli attacchi dei big
A prendere ad alta velocità la salita di Oropa è, come sul Blockhaus, la Movistar (anche troppo alta, tant’è che inizialmente Rojas fa il buco. Diego Rosa (Team Sky) è il primo a tentare di muoversi, ai -8, ma subisce il ritmo degli spagnoli ed è costretto ad alzare bandiera bianca dopo due chilometri. Ai – 5.3, segue ad un allungo molto affaticato di Igor Antón (Team Dimension Data) la prima mossa di un uomo di classifica, Ilnur Zakarin (Team Katusha-Alpecin), il quale sfoggia come oggi gli scappi particolarmente la gamba.

La situazione si calma, finché ai -4.3 non è Adam Yates (Orica-Scott) a piazzare un allungo deciso, sul quale rilancia con altrettanta convinzione Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale). Non sono allunghi decisivi, ma svelano le difficoltà di alcuni uomini di classifica, su tutti Bob Jungels (Quick Step Floors) e Bauke Mollema (Trek-Segafredo) che cominciano a staccarsi già da 20 corridori: per loro la terza settimana sembra già cominciata, e non nel migliore dei modi.

L’attacco di Quintana, Dumoulin risponde sornione
A 4 km dall’arrivo è il momento dell’attacco più atteso e importante, quello di Nairo Quintana: Zakarin prova a saltare alla sua ruota, cedendo poco dopo, mentre Tom Dumoulin, che fino a quel momento era rimasto sornione a metà gruppo, si porta in testa e comincia a fare il suo passo, capendo che nessun altro gli darà una mano. Alla sua ruota restano Vincenzo Nibali, Mikel Landa, Zakarin e Adam Yates; sprofonda invece Thibaut Pinot, non in giornata e costretto ad arrancare all’inseguimento con Kruijswijk.

Quintana sembra inizialmente guadagnare, ma presto Tom Dumoulin lo riporta a vista. Il colombiano è nervoso, si volta in continuazione, capisce che, contro ogni aspettativa, l’olandese non è per niente sofferente, anzi, lentamente si riporta sotto. L’aggancio avverrà a 1,5 km dall’arrivo, con due uomini in meno: Yates e soprattutto Vincenzo Nibali, che scoppia come troppo spesso gli capita in queste circostanze.

Dumoulin, una trenata continua fino all’arrivo
Ripreso Quintana Dumoulin non si ferma anzi, tenta di sorprenderlo  rilanciando a sua volta, ma non trova collaborazione da Zakarin e così rifiata (relativamente) un attimo, pensando al finale della tappa. La sua scelta immediata: in prossimità della fiamme rouge riprende una buona lena ed imposta un ritmo infernale. Mikel Landa è l’unico che non ha speso in attacchi, ma è cotto a puntino, mentre Quintana resiste a stento.

Così, quando ai -300 metri Tom Dumoulin comincia ad accelerare per la volata, resta solo un ottimo Ilnur Zakarin a giocarsela, attaccando a sua volta; ma al confronto con l’olandese, il russo è legnoso e si vede nettamente passato sul rettilineo d’arrivo. In poche decine di metri, Dumoulin infligge 3″ a Zakarin, 9″ a Landa e soprattutto 14″ a Quintana, un’azione da vero padrone del giro.

Pinot limita i danni, Nibali scoppia
Dopo le difficoltà iniziali, Pinot riesce comunque a tenere un buon passo, sorpassando Nibali e Yates e giungendo a 35″. Yates arriva a 41″, Nibali ritrova un bravo Pellizotti che lo porta a 43″, appena davanti Kruijswijk e Kangert (46″) e Pozzovivo (50″). Più pesanti i distacchi per Jungels, a 1’22”, e per Bauke Mollema, a 1’46”, decisamente più di quanto potevano preventivare stamattina.
La classifica giustamente si allunga, con Tom Dumoulin che ora conta 2’47” di vantaggio su Quintana, 3’25” su Pinot e 3’40” su Nibali. Zakarin fa un bel salto in avanti in classifica, passando dalla decima alla 5a posizione a 4’24”, mentre scivola in sesta Mollema, a 4’32”.

Risale anche Kangert, ora a 4’55”, Pozzovivo resta ottavo a 4’59”, mentre retrocedono in nona Jungels (5’28”) e in decima Andrey Amador (5’36”), oggi non in grande spolvero. Con la prestazione di oggi, Tom Dumoulin soffia anche la maglia di miglior scalatore ad Omar Fraile, il vincitore a Bagno di Romagna E al momento, lo spagnolo sembra l’unico che abbia possibilità concrete di togliere una maglia a Dumoulin, nel breve.

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La vignetta di Pellegrini

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