Nairo Quintana controlla un Vincenzo Nibali in procinto di attaccare © LaPresse
Nairo Quintana controlla un Vincenzo Nibali in procinto di attaccare © LaPresse

Quintana c’è, la Movistar meno

Giro, nel tappone dello Stelvio il colombiano non brilla ma guadagna. La tattica del team lascia a desiderare

Doveva essere la frazione in cui iniziare il recupero e, effettivamente, così è stato. Tuttavia non tanto per merito proprio quanto per fattori esterni. Questo nonostante il Movistar Team abbia tentato di smuovere le acque sin dalle prime battute, provando a tradurre sul campo la superiorità in salita sul meno fornito Team Sunweb in modo da dare al proprio capitano la possibilità di accorciare il gap dalla maglia rosa.

La rosa è più vicina per un Quintana meno brillante delle attese
Ma Nairo Quintana, oggi, non è apparso lo straordiNairo atleta visto in svariate occasioni, ultima delle quali sul Blockhaus. Partendo dalla fine, per il colombiano la giornata si chiude con il segno positivo visti i problemi attraversati da Tom Dumoulin. Dai 161″ del mattino (ossia 2’41”) il ventisettenne si trova ora a soli 31″ dalla vetta della graduatoria, con tre tappe a sua disposizione contro l’unica cronometro in cui dovrà difendersi.

Sono invece 41″ che lo separano dal primo inseguitore, vale a dire colui che è riuscito a distanziarlo nel finale dell’impegnativa giornata odierna, l’unico che, con lui, sappia già come si vinca una corsa a tappe di tre settimane. La sfida diretta fra Quintana e Vincenzo Nibali era quella da tutti attesa alla partenza di Alghero; l’andamento della tappa di oggi ha riproposto il duello, dopo i balbettii propri soprattutto del siciliano nelle frazioni in archivio. Ma senza tagliar fuori dal discorso la maglia rosa, emozionante nella sua difesa e che potrebbe veder placarsi gli inconvenienti intestinali.

Ultimi scampoli di Giro per Bennati; sul Mortirolo si muovono in tre
Riavvolgiamo il nastro e analizziamo come si è mossa l’armata spagnola. Sono proprio i navarri a chiudere sui primi tentativi che caratterizzano la prima ora di gara, affrontata a tutta velocità. Quando si forma il primo tentativo di 27 unità gli spagnoli sono presenti con due elementi, ovvero sia Winner Anacona e Daniele Bennati. A titolo di cronaca è il toscano colui che transita per primo al traguardo volante; ma questo rimane il suo ultimo frammento di Giro perché, una volta permesso alla fuga di guadagnare margine, l’aretino si stacca, venendo prima ripreso dal plotone e poi, nel corso della frazione, ritirandosi dal Giro.

L’andatura del gruppo nelle prime rampe del Mortirolo fa sì che vi sia il ricongiungimento con i battistrada, provocando un immediato rimescolamento delle carte. Il quale, a conti fatti, si rivela preziosissimo per il Movistar Team: da un elemento al comando gli uomini di Eusebio Unzué se ne ritrovano ben tre. Si tratta di Andrey Amador, Winner Anacona e Gorka Izagirre; ossia del vicecapitano, dell’ultimo gregario in salita e del tuttofare della squadra. Tre contro gli zero di Bahrain e FDJ e il solo Ten Dam per il Team Sunweb, posto più che altro come futuro appiglio per il capitano.

La strana condotta sullo Stelvio: Quintana resta solo
L’azione guadagna margine nel fondovalle, con il vincitore di Peschici che si sacrifica; all’imbocco dello Stelvio sono quasi 3 i minuti che separano fuga e gruppo dei migliori. Condizione ideale, si pensa, per assistere ad un attacco di Quintana una volta arrivati nella seconda parte dell’ascesa sopra quota 2000 metri, lì dove solitamente il Condor (il volatile, ma anche il colombiano) meglio si esprime.

Che, tuttavia, non arriva. E, anzi, lascia interdetti la gestione dell’ascesa più lunga del Giro100 da parte del team. Negli otto fuggitivi che rimangono in testa sono presenti sia Amador che Izagirre, mentre non riesce a tenere le ruote Anacona; dietro, con Quintana, non rimane nessuno, lasciando quindi potenzialmente scoperto il leader in caso di problema meccanico, malessere o momento di difficoltà.

Viva la frenesia: Anacona rientra, Amador attacca, Izagirre si ferma
Al ché si assiste all’anomalia Anacona: inizialmente fatto rallentare, al colombiano viene poi suggerito di provare a rientrare sul drappello al comando, con tanto di sforzo supplementare non da poco. Missione riuscita a circa 1 km dallo scollinamento, tornando così ad una netta superiorità numerica fra i battistrada.

Già nelle primissime fasi della discesa il terzetto prende strade diverse: Amador, sfruttando le sue doti, attacca, venendo raggiunto dal solo Landa; Anacona rimane in compagnia degli ex battistrada; Izagirre viene fermato per andare a far compagnia al capitano. Questa situazione potrebbe far prefigurare una successiva frenesia di Quintana, con il basco a fargli il ritmo sull’Umbrailpass prima dello scatto secco e il colombiano e il costaricano ancora in avanscoperta a spendersi fra le ultime pendenze e la discesa.

Ripresi Anacona e Amador, Quintana contraccambia il favore a Dumoulin
Spoiler alert: così non sarà. Davanti si riassiste al ricongiungimento fra la coppia Amador-Landa e gli altri cinque (compreso Anacona, il quale si mette a tirare il plotoncino con Deignan): all’inizio della terza ed ultima asperità di giornata è di 1’45” il vantaggio sul gruppo maglia rosa, che, mentre Kruijswijk scatta con i soli Landa e Hirt capaci di resistere, di lì a breve si fermerà per espletare le funzioni corporali.

Memore del gesto domenicale successivo alla sua caduta dal Miragolo San Salvatore, Quintana preferisce non mettere a lavorare Izagirre, lasciando tale compito ad altre formazioni. Una scelta che si protrae una volta ripreso Anacona, il quale può far poco prima di staccarsi. Fornisce un maggior contributo Amador, che si mette a fare il ritmo nel gruppo quando mancano più di 5 km dallo scollinamento.

Nibali se ne va in discesa, Quintana perde poco
Allo scatto di Nibali il centroamericano finisce il proprio compito per oggi; è ora che entri in azione il leader. Il quale non perde un metro né sul primo né sul successivo allungo del rivale italiano, apparendo efficace ma con il viso più contratto del consueto. Qualche pedalata in più serve all’escarabajo per riagguantare il messinese dopo il tentativo ai meno 2 km dalla vetta; Quintana dà cambi all’avversario e con lui, Pozzovivo e Zakarin conclude il versante elvetico dello Stelvio.

Come da previsioni Nibali forza in discesa; il capitano Movistar in un primo momento è bravo a non cedere terreno. Ma l’abilità dell’italiano nell’affrontare i tornanti del monte retico scava pian piano un buco che si ingrossa sempre più, distanziando i due contendenti. Il prosieguo della discesa di Naironman non è per nulla malvagio, tanto che sul traguardo sono solo 12 i secondi che lo separano dai primi due.

Oggi non al meglio ma guadagna: e se nei prossimi giorni fosse al top…
Come già riportato, in graduatoria il distacco dalla maglia rosa si è ridotto a poco più di mezzo minuto e, considerando quanto ancora previsto dal menu della Corsa Rosa, tutto gioca a favore del colombiano. Che non sarà stato brillante, imperturbabile ed esplosivo come altre volte; ma che ha dimostrato ancora una volta di essere sul pezzo.

Nelle prossime giornate, oltre ad un suo rendimento quantomeno identico a quello odierno, sarà però fondamentale sfruttare al meglio le risorse della squadra. Perché oggi, alla fine del discorso, non si è di certo assistito al miglior utilizzo delle carte a disposizione dello squadrone spagnolo. Eppure questa, al termine della gara, verrà ricordata come una delle giornate più favorevoli al colombiano e ai suoi. Per stavolta è andata bene ma fra Dolomiti, Piancavallo e Grappa-Foza meglio non ripetere le stesse imprecisioni.

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La vignetta di Pellegrini

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