Tom Dumoulin taglia il traguardo di Bormio a 2'18" da Vincenzo Nibali © LaPresse
Tom Dumoulin taglia il traguardo di Bormio a 2'18" da Vincenzo Nibali © LaPresse

Dumoulin: «Situazione diversa rispetto a domenica»

Giro100, le dichiarazioni: Tom non si aspettava favori. Quintana: «Volere e potere non sono lo stesso»

VINCENZO NIBALI (Bahrain-Merida)
«Sono veramente felice di aver vinto questa tappa bellissima: una frazione spettacolare e difficile, con lo Stelvio, la montagna più alta del Giro. Una tappa con il Mortirolo e la doppia scalata dello Stelvio sarà ricordata a lungo. Non saprei dire quale delle mie vittorie di tappa sia la più bella. L’unico dispiacere è di non essere riuscito ad alzare le braccia al cielo dopo il traguardo. Il mio primo attacco sullo Stelvio non è stato irresistibile, mentre il secondo è stato quello giusto. Ci siamo scambiati poche parole con Nairo [Quintana], giusto per trovare un accordo e lavorare insieme. Combatteremo fino alla fine a Milano, non sarà facile. Questa settimana è veramente dura e ci sono tante occasioni per attaccare, sopratutto per Quintana che vorrà ridurre il gap che lo separa da Dumoulin».

TOM DUMOULIN (Team Sunweb)
«Sono riuscito a salvare la Maglia Rosa. Ho inseguito da solo per gli ultimi 35 chilometri, perdendo solamente due minuti: le mie gambe stavano veramente bene. Avrei potuto seguire Quintana e Nibali e rimanere con loro. Sono molto deluso, ho perso tanto tempo a causa del problema che ho avuto. Quando è successo, la corsa era nel vivo, andavamo a tutta e Steven Kruijswijk era davanti. Una situazione diversa da quella di domenica, quando era caduto Quintana. Oggi non mi aspettavo che i miei rivali lasciassero andare Kruijswijk. Non è affatto finita, ma devo riuscire a superare questo momento di rabbia e guardare avanti in questo Giro. Sono arrabbiato con me stesso».

MIKEL LANDA (Team Sky)
«Purtroppo ho perso la tappa nei metri finali. Ma questo è il ciclismo: puoi perdere oppure puoi imparare qualcosa. Oggi mi sentivo molto bene più o meno dall’inizio della tappa: è stata una giornata molto veloce con la fuga che è partita sulla prima salita. Ho lottato per vincere ma purtroppo mi hanno ripreso proprio negli ultimi chilometri».

NAIRO QUINTANA (Movistar Team)
«Una giornata buona per noi, con un grande lavoro di squadra. Sapevamo che avremmo potuto recuperare del tempo all’arrivo. Siamo molto più vicini e questo ci porta morale e tranquillità. Speriamo di continuare a salire la scala nel resto della corsa. Le mie gambe stavano bene, ho perso solo un po’ di tempo rispetto a Nibali nella discesa finale. Non volevo prendere troppi rischi perché era una discesa molto veloce. Speriamo che le gambe continuino così o anche meglio durante questa settima. Pensavamo che mandare avanti degli uomini fosse una buona strategia per approfittare del ritmo elevato. Ci abbiamo provato con Andrey. Per una ragione o per un’altra il leader ha perso contatto con il nostro gruppo: io non ho attaccato né accelerato in quel momento, a me sembrava una forma di rispetto perché era stato sportivo con me quando sono caduto domenica. Ma altre squadre hanno fatto la loro corsa, non per approfittare di quella sfortuna ma solo per i loro interessi. Il ritmo è stato molto alto tutto il giorno e dopo una tappa così lunga e dura tutti eravamo più o meno sullo stesso livello, che significa stanchi morti. Di certo mi sarebbe piaciuto prendere cinque minuti di vantaggio sul leader [ride], ma la realtà è stata diversa da ciò che volevamo. Molte volte volere e potere non sono la stessa cosa. Tutto sommato siamo soddisfatti del risultato di oggi. Dobbiamo continuano a lottare contro Dumoulin ma anche tenere d’occhio Nibali che è vicino a noi, corre in casa e sta alzando il livello del giorno. Dobbiamo continuare a restargli vicini».

STEVEN KRUIJSWIJK (Team LottoNL-Jumbo)
«È stata una giornata molto dura. Non era nei piani di attaccare così presto, ma volevo anticipare i grandi favoriti: mi sentivo bene all’inizio della giornata e così ho deciso di attaccare. Mi è costato molte energie, ma alla fine ero nella fuga buona. Si sa che è possibile che la fuga vada bene in giornate come questa: non è come quando i favoriti ti lasciano 15 minuti di vantaggio, ma puoi comunque attaccare spesso. Devo ancora vincere una tappa al Giro nella mia carriera e mi piacerebbe molto farlo. In giornate come questa è possibile. Sfortunatamente non avevamo abbastanza vantaggio e non sono riuscito a stare con Landa. Certamente dopo la scorsa settimana volevo guadagnare posizioni, se non sei tra i migliori cinque o sei sai che dovrai provarci in maniera diversa. In una giornata come oggi è difficile dire se stai bene o male: è stata una tappa pesantissima e c’è ancora molto che ci aspetta. Ma il vantaggio è che queste giornata sono migliori per me che per gli altri».

DOMENICO POZZOVIVO (AG2R La Mondiale)
«Sapevo che questa tappa sarebbe stata buona per me. Conoscevo le strade a memoria perché stesso vengo ad allenarmi in altura all’ombra dello Stelvio. In cima all’ultima salita, l’Umbrail, eravamo davvero stanchi: ho dovuto dei crampi scendendo verso Bormio. La velocità è stata altissima tutto il giorno nonostante il fatto che fosse una tappa molto dura, è andata abbastanza bene per me oggi, le gambe stavano bene. Da adesso il Giro sarà una sofferenza tutti i giorni fino alla fine, domani la partenza sarà difficile ma spero che potremmo respirare un poco. Sono fiducioso».

THIBAUT PINOT (FDJ)
«Giornata dura, ma ho limitato per perdite. Dopo metà corsa sapevo che non avrei avuto le gambe per seguire i migliori e mi sono impegnato a tenere il ritmo per non perdere terreno, per gestire la salita che era dura. Non è a causa della giornata di riposo. Dopo sei ore e mezza di corsa non ci si pensa, ma posso dire che non sono più al meglio da alcuni giorni».

MANUEL SENNI (BMC Racing Team)
«Oggi le mie gambe hanno iniziato a stare davvero bene ed era la tappa regina quindi volevo provare qualcosa. Ero nella prima fuga ma non abbiamo avuto molta fortuna. Molti uomini forti sono rientrati dal gruppo sulla salita e io sono riuscito a stare con i 26 più forti. Salendo lo Stelvio la prima volta ho perso le ruote e poi non sono stato in grado di restare con il gruppo maglia rosa. Alla fine sono giunto all’arrivo ma spero che le mie gambe continuino a stare bene per il resto del Giro d’Italia. Conosco le strade qui molto bene, non necessariamente i primi 50 chilometri ma dopo conosco molto bene le salite. Devo vedere domani come recuperano le mie gambe ma penso che proverò qualcosa ogni giorno. Non ho niente da perdere».

DMITRIY KONYCHEV (Katusha-Alpecin)
«È stata una buona prestazione quella di Zakarin oggi. Avevamo pianificato di fare qualcosa ma c’è stata un po’ di confusione quando il leader si è fermato per una sosta d’emergenza. Zakarin ha provato ad attaccare ma io l’ho fermato mentre cercavamo di capire meglio cosa stesse succedendo. Invece di attaccare ha continuato a seguire gli altri. Poi ha trovato un buon ritmo con Quintana e Pozzovivo ma era impossibile guadagnare tempo in discesa perché sappiamo che non è la sua qualità migliore. Ha perso circa 30″ rispetto a Nibali nella tappa, ma per me è andata bene perché ha guadagnato su altri dei suoi rivali».

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