Tom Dumoulin guarda di soppiatto Nairo Quintana dopo l'arrivo © LaPresse
Tom Dumoulin guarda di soppiatto Nairo Quintana dopo l'arrivo © LaPresse

Dumoulin: «Spero che perdiate il podio»

Giro d’Italia, le dichiarazioni della 18a tappa. Nibali: «Tom, impara a tenere i piedi per terra»

TEJAY VAN GARDEREN (BMC Racing Team)
«Qualcosa non era a posto la scorsa settimana. Ho avuto un paio di giorni negativi. In un grande giro non puoi permetterti di avere giornate no. Sono felice di tornare alla vittoria e mostrare di avere una buona forma. Sono deluso dalla mia prestazione in classifica, ma contento di aver vinto la tappa, la prima in un grande giro. Mi sono emozionato perché negli anni scorsi ho avuto diversi intoppi: ora spero che il peggio sia alle spalle. Amo l’Italia. Amo il Giro. Ho vissuto a Lucca, in Toscana, e per diversi anni consecutivi sono venuto da queste parti per dei training camp. L’Italia è bella, la gente è appassionata e positiva. Sono sorpreso di aver aspettato così tanto tempo prima di correre il Giro, tornerò sicuramente. Landa è un corridore forte e molto veloce, ho cercato di usare la tattica migliore per batterlo. Ho dovuto essere paziente e non attaccare subito. Sapevo che il traguardo era in discesa e dovevo essere in prima posizione. Mi ha chiuso un po’, ma mi sono detto: “se cado, cado.. ma non sarò io a frenare”. Forse non posso competere con Quintana in salita in cima al Blockhaus, ma mi vedo come un corridore più simile a Dumoulin. Devo solo riuscire ad evitare le giornate negative»

MIKEL LANDA (Team Sky)
«Sono ancora una volta deluso. Volevo conquistare la vittoria per il team: sono veramente orgoglioso di loro, hanno fatto di nuovo un grande lavoro. Ci sono due giorni per provarci ancora. La Maglia azzurra è stata una motivazione speciale in questi giorni e oggi abbiamo messo a segno un punto importante nella lotta per portarla fino a Milano»

TOM DUMOULIN (Team Sunweb)
«Non so se oggi sono stato il più forte, sicuramente sono rimasto con i più forti. Mi hanno attaccato, non ha funzionato. È stata una buona giornata per me. I miei rivali mi hanno attaccato, non è stato facile chiudere su di loro sul Gardena, ma ce l’ho fatta. Non sono mai andato in difficoltà. Nel finale non ero del tutto soddisfatto della situazione. Con solo quattro chilometri pianeggianti o quasi prima della fine, sarebbe stato bello per Nibali, Quintana ed io rimanere insieme, per questo ero frustrato, deluso e arrabbiato con loro. Sarebbe bello se perdessero il podio: continuano a focalizzarsi su di me e non si preoccupano di Pinot che oggi è andato via ed è più forte di loro a cronometro. Alla fine è una buona situazione per me. Quintana è lo scalatore più forte, a volte lo posso seguire a volte no. Il rapporto watt/kg sviluppato sul Blockhaus è stato uno dei migliori degli ultimi anni. Oggi, alla fine dell’ultima salita, ho voluto testare i miei rivali. Domani Piancavallo non sarà l’ultimo ostacolo. Conosco la salita ma non l’ho mai fatta, dopo ci saranno ancora due giorni molto duri, soprattutto la tappa 20 con il Monte Grappa è molto difficile. Se pedalo con il mio ritmo, non perdo molto. Qualora non mi sentissi bene, invece, succederebbe il contrario»

VINCENZO NIBALI (Bahrain Merida)
«Dumoulin sarebbe contento se io e Quintana perdessimo il podio? Me ne frego di quanto possa pensare, è meglio che stia attento perché potrebbe perdere anche lui il podio. Io non sono mai stato così spavaldo, dovrebbe imparare a tenere i piedi per terra e sarebbe meglio parlasse in rosa a Milano, non certo oggi. La tappa poteva prendere una piega diversa. Tom è sicuramente bravo e bisogna fargli complimenti, ma oggi è stato anche parecchio fortunato perché la tattica nostra e della Movistar era quella perfetta. Ha avuto la possibilità di rientrare grazie al percorso – spiega Nibali – particolarmente favorevole. La decisione mia e di Nairo di non rispondere agli attacchi di Pinot e Pozzovivo nel finale? A Dumoulin questo non deve interessare, non può pretendere che lo portiamo in carrozza fino a Milano e gli stringiamo pure le mani»

NAIRO QUINTANA (Movistar Team)
«Dovevo attaccare e tutto il team ha lavorato come ci aspettavamo per propiziare le accelerazioni. È stata una tappa veloce e credo che abbiamo corso bene. Abbiamo provato in tutti i modi, giocando le diverse carte a nostra disposizione, però non siamo riusciti a guadagnare tempo su Dumoulin. Il quale si è difeso bene ed ha trovato alleati che lavoravano per i rispettivi interessi. Siamo arrivati assieme, però speravamo almeno di lasciarlo sfinito. Nel finale ho provato a lasciarli la responsabilità di chiudere il buco aperto da Pozzovivo e Pinot essendo lui il leader. Come si è visto, Dumoulin ha una gran forma. I miei dati fisici sono buoni, però la verità è che il livello è alto e tutti sono in ottima condizione. Ci restano due giorni e dobbiamo continuare a provarci, da lontano se possibile, anche se domani sarà un giorno diverso. Dobbiamo sfruttare ogni situazione e attaccare, attaccare e attaccare»

DOMENICO POZZOVIVO (AG2R La Mondiale)
«Nel momento di attaccare ai meno 3 km dall’arrivo, dove le pendenze erano più accentuate, ho capito che eravamo tutti allo stesso livello. Tutti eravamo affaticati. Mentre ho attaccato ho visto che solo Pinot era con me; ho subito capito che era possibile guadagnare tempo sui rivali perché mi attendevo del tatticismo fra gli altri, e così è stato. Vedevamo Van Garderen e Landa nell’ultimo km e ho creduto che il discorso vittoria di tappa fosse ancora aperto. Ma oggi era difficile fare di più; di certo questa è una giornata positiva con i distacchi che si sono ridotti»

ADAM YATES (Orica Scott)
«Non è stata una giornata facile ma alla fine ho preso la maglia bianca. Per quanto a lungo, lo vedremo, perché restano due tappe di montagna e una crono dove Jungels è decisamente favorito su di me. Devo guadagnare più tempo nei prossimi giorni. Solo nella salita finale ho sofferto mentre nelle altre mi sentivo bene. Rubén Plaza è un animale: ha pedalato per quasi metà tapa da solo. Se sta bene come oggi, può vincere una tappa. Ma tutto il team ha fatto un gran lavoro. Non appena ho detto che stavo bene sul Valparola, i ragazzi si sono messi in testa a fare un bel ritmo. Speriamo di poterci ripetere domani e sabato»

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