Damiano Caruso di giallo vestito sul podio del Tour de Suisse © Tim De Waele
Damiano Caruso di giallo vestito sul podio del Tour de Suisse © Tim De Waele

Un nuovo Damiano si veste di giallo

Nel primo arrivo in salita Caruso è secondo e conquista la leadership del Tour de Suisse. A vincere in fuga è Lawrence Warbasse

La vittoria di tappa che avrebbe interrotto un digiuno che dura da più di quattro anni, dall’ultima tappa della Settimana Coppi e Bartali 2017, non è arrivata, ma la prima tappa di montagna di questo Tour de Suisse ci ha mostrato un Damiano Caruso molto brillante ed in grande condizione: il siciliano della BMC è stato infatti il migliore degli uomini di classifica sull’arrivo in salita di Villars-sur-Ollon e così ha potuto conquistare la maglia gialla di leader della generale. Quest’anno Caruso aveva già vestito per un giorno la maglia di capoclassifica alla Tirreno-Adriatico, ma stavolta le cose sono diverse: lì era arrivata dopo il successo nella cronosquadre, qui se l’è conquistata di forza in salita dopo essere arrivato in Svizzera come capitano designato della BMC. La squadra ha dato una grande occasione al 29enne ragusano prima di portarlo al Tour de France come gregario di lusso per Richie Porte, per il momento Caruso ha saputo approfittarne al meglio.

A negare il successo a Damiano Caruso è stato lo statunitense Lawrence Warbasse che compirà 27 anni tra pochi giorni. Il corridore della Aqua Blue Sport è stato l’unico superstite di una fuga a quattro partita dopo pochi chilometri e ha colto un successo a suo modo storico: è infatti il primo della carriera professionistica di Warbasse che era passato nel 2013 proprio con la BMC dopo aver fatto bene tra gli Under23, ma soprattutto è la prima vittoria in assoluto per la neonata formazione irlandese che per festeggiare ha scelto quindi un palcoscenico di prestigio, quello di una corsa World Tour che gli ha dato fiducia concendo subito una Wild Card.

La fuga parte al km 14
La tappa di oggi è partita senza Davide Martinelli e soprattutto Sebastien Reichenbach, elvetico e potenziale uomo di classifica della FDJ che però ieri aveva perso circa sette minuti e causa di problemi intestinali. Dopo 14 chilometri percorsi a gran velocità e con diversi tentativi di attacco ha preso il largo una fuga di quattro corridori che poi si rivelerà quella vincente: il più rappresentativo, e meglio posizionato in classifica generale a 1’16” da Matthews, era l’ex campione del mondo di ciclocross Lars Boom (Team LottoNL-Jumbo), ma assieme a lui c’erano anche l’altro olandese Nick Van der Lijke (Roompot), il canadese Antoine Duchesne (Direct Energie) e appunto lo statunitense Lawrence Warbasse (Aqua Blue).

Nella prima parte di tappa il plotone ha un po’ cincischiato anche perché dopo un breve prologo a cronometro e due tappe relativamente facili, i rapporti di forza tra i favoriti di questo Giro di Svizzera non erano ancora chiari: nessuna squadra aveva certezze sul proprio capitano, nessuno voleva correre il rischio di spremersi finendo con l’avvantaggiare i rivali e così il Boom, Duchesne, Van der Lijke e Warbasse hanno preso 7’55” di vantaggio al chilometro 35, un margine che è rimasto stabile attorno agli otto minuti fino a quando mancavano 60 dei 143 chilometri previsti nella tappa di oggi.

Niente scatti sul Col des Mosses
Prima della salita finale verso Villars-sur-Ollon, la frazione di oggi prevedeva il gran premio della montagna di prima categoria del Col des Mosses che, nonostante la lunghezza, era poco più di falsopiano in salita, ad eccezione di brevi tratti dove la pendenza si faceva sentire un po’ di più. Qui finalmente il plotone si è attivato all’inseguimento ed è stata la Bahrain-Merida di Ion Izagirre a farsene carico: davanti intanto hanno continuato a pedalare dandosi cambi più o meno regolari, ma Lars Boom ha comunque perso contatto quando mancavano 38 chilometri al traguardo.

La salita del Col des Mosses terminava ai meno 34 km ed è stato l’olandese Nick Van der Lijke a scollinare per primo dopo aver superato un breve momento di difficoltà in uno dei tratti con le pendenze più impegnative: il terzetto di testa che comprendeva anche Lawrence Warbasse e Antoine Duchesne a quel punto aveva ancora 4’55” di vantaggio sul colobiano Jonathan Restrepo (Katusha) che proprio in vista del gpm era uscito dal gruppo che poi è passato a 5’05”. A questo punti i fuggitivi hanno iniziato a crederci anche perché la lunga discesa verso Aigle andava tutta a loro favore.

Warbasse parte da solo, Dumoulin si stacca
Nel breve tratto di fondovalle prima dell’ascesa conclusiva il gruppo principale ha stentato ancora ad organizzarsi e così a 10 chilometri dall’arrivo, praticamente ai piedi della salita finale, Duchesne, Van der Lijke e Warbasse avevano ancora quattro minuti di vantaggio: un gap non tranquillizzante, ma che poteva essere sufficiente per un corridore capace di difendersi bene come Warbasse. E infatti è stato proprio l’americano della Aqua Blue Sport a mettersi davanti a fare il ritmo: a 9.2 km dall’arrivo ha ceduto per primo Duchesne, poco dopo la stessa sorte è toccata anche a Van der Lijke e Warbasse ha potuto così iniziare la cavalcata solitaria tenendo sempre d’occhio il gap nei confronti del gruppo dei migliori.

A 6 chilometri dall’arrivo il vantaggio di Lawrence Warbasse sul gruppo dei migliori era di ancora di 2’20”: intanto il leader della corsa Michael Matthews era già staccato da tempo, ma a pagare il ritmo imposto da Tejay Van Garderen sono stati anche Steve Morabito e, soprattutto, l’olandese Tom Dumoulin che logicamente non poteva essere al meglio dopo il successo al Giro d’Italia. Alla fine Dumoulin è arrivato abbastanza tranquillamente al traguardo perdendo 7’12” dal vincitore di oggi: il suo obiettivo per il prosieguo di questo Tour de Suisse sarà verosimilmente il successo nella cronometro finale a Sciaffusa.

Ai meno 6 km si accende la bagarre
La lotta per la conquista della maglia gialla di leader è iniziata a poco più di 6 chilometri dal traguardo ed il primo a scattare è stato Damiano Caruso con Domenico Pozzovivo e Steven Kruijswijk che sono stati i più lesti a saltargli in scia: in poche pedalate si sono accodati anche Matthias Frank, Simon Spilak e Marc Soler. Questo sestetto è salito con un buon ritmo e nessuno è più riuscito a rientrare su di loro, neanche il colombiano Miguel Ángel López che ad un certo punto era riuscito ad avvicinarsi abbastanza facendo tutto da solo.

Con due uomini nel gruppetto dei migliori l’AG2R La Mondiale ha provato ad ottenere qualche vantaggio: ai meno 5 è scattato Domenico Pozzovivo che già nei primi giorni aveva palesato una bella gamba, ma il lucano non è riuscito a fare il vuoto alle proprie spalle ed è stato raggiunto a poco più di 3000 metri dal traguardo. A quel punto ci ha provato Matthias Frank ma anche lo svizzero padrone di casa non ha avuto grande fortuna: Caruso, Spilak e Kruijswijk lo hanno tenuto a vista e sono andati a riprenderlo all’ultimo chilometro proprio mentre lo spagnolo Marc Soler iniziava a perdere metri.

Warbasse va a vincere, Caruso secondo
Nei chilometri finali della salita Lawrence Warbasse ha perso pochissimo rispetto agli inseguitori e così è riuscito a tagliare il traguardo con un vantaggio di 40″: la sua classifica era già compromessa, ma la prima vittoria da professionista per lui vale più di qualsiasi piazzamento. Tra i migliori invece si è deciso tutto in volata con Damiano Caruso che è andato a prendersi la seconda posizione, ed il relativo abbuono da 6″, davanti a Steven Kruijswijk e allo sloveno Simon Spilak, che appena ha sentito l’aria della Svizzera ha ritrovato subito la gamba dei giorni migliori. Domenico Pozzovivo ha sofferto il cambio di ritmo e ha perso 4″ rispetto ai colleghi, 7″ invece il ritardo dell’altro AG2R Matthias Frank.

Dietro il distacchi si sono fatti più interessanti: lo spagnolo Marc Soler ha accusato 59″ rispetto a Warbasse e 19″ rispetto a Caruso, Miguel Ángel López è arrivato a 1’07”, poi a seguire troviamo Mikel Nieve a 1’20”, Rui Costa e Pello Bilbao a 1’34” e Valerio Conti a 1’44”. Se le difficoltà di Dumoulin potevano essere ampiamente preventivabili dopo le fatiche ed i festeggiamenti del Giro d’Italia, il titolo di delusione del giorno prende la strada della Spagna: lo spagnolo Ion Izagirre, uno che da il meglio di sé proprio nelle brevi corse a tappe, è andato in difficoltà dalla prime accelerazioni e non è riuscito a limitare i danni perdendo quasi quattro minuti rispetto agli altri uomini di classifica. Molto attardati anche il ceco Jan Hirt (6’27”) e soprattutto il colombiano Carlos Betancur (6’56”) che pur sembrava aver dato timidi segnali di ripresa.

Caruso leader, domani si passa in Italia
La nuova classifica generale vede quindi Damiano Caruso davanti a tutti, ma il siciliano della BMC è ancora ben lontano dall’ipotecare la vittoria finale del Giro di Svizzera: Steven Kruijswijk lo segue a soli 15″, Domenico Pozzovivo è terzo a 24″ a pari tempo con lo sloveno Simon Spilak, Marc Soler è quinto a 31″ e Matthias Frank sesto a 33″; tutti gli altri hanno ritardi superiori al minuto con un bravissimo Valerio Conti che attualmente è nono a 1’20”. L’ultimo italiano ad essere leader al Tour de Suisse era stato un altro Damiano, Cunego, nel 2011 che però alla fine venne beffato per appena 4″ da Levi Leipheimer.

Domani il Giro di Svizzera farà tappa nel Canton Ticino dopo uno sconfinamento di diversi chilometri in Italia: si parte da Bex e si arriva a Cevio dopo 222 chilometri, con gli ultimi 50 chilometri abbastanza facili. Questo però non vuol dire una tappa dall’esito scontato in volata: a metà percorso, infatti, i corridori dovranno affrontare la lunghissima salita fino ai 1989 metri del Passo Sempione e una volta in Italia dovranno scalare anche l’ascesa di Druogno; gli uomini di classifica dovranno tenere gli occhi ben aperti anche perché potrebbe mettercisi anche il meteo a rendere più dura la tappa.

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile