Luka Mezgec ritratto con Mark Cavendish durante la prima tappa del Tour de Slovénie © Vid Ponikvar - Sportida
Luka Mezgec ritratto con Mark Cavendish durante la prima tappa del Tour de Slovénie © Vid Ponikvar - Sportida

Pioggia e tante cadute allo Slovénie. Tappa e maglia per Mezgec, 2° Ferrari

La seconda frazione del Tour de Slovénie, lunga 169.9 km e con partenza e arrivo a Lubiana, è scattata poco dopo le 11. Due gli abbandoni, quelli dei corridori coinvolti pesantemente ieri nella caduta finale; il sudafricano Jacques Reinardt van Rensburg (Team Dimension Data) si è fratturato la clavicola destra mentre il comasco Davide Orrico (Sangemini-MG.KVis) deve fare i conti con una probabile frattura della rotula del ginocchio destro.

La fuga di giornata è nata dopo una dozzina di km; protagonisti il ceco (già all’attacco ieri) Tomas Buchacek (Elkov-Author), il croato Bruno Maltar (Meridiana Kamen), lo sloveno Gorazd Per (Adria Mobil), il russo Anton Vorobyev (Gazprom-RusVelo) e gli italiani Ivan Santaromita (Nippo-Vini Fantini), Enrico Salvador (Tirol Cycling Team) e Andrea Vendrame (Androni Giocattoli).

Il gruppo lascia fare, permettendo loro di guadagnare fino a 5′ nella prima ora di gara. Nel corso dell’ascesa verso il gpm di Slivna (km 86.3) Maltar non riesce a tenere l’andatura, perdendo irrimediabilmente contatto e venendo prima raggiunto dal gruppo per poi optare per il ritiro; in vetta transita per primo Vendrame, davanti a Buchacek e Salvador. Il plotone, tirato dal Bahrain Merida, passa con un ritardo attorno ai 4′.

Il successivo gpm di Bogensperk (km 107.2) vede primeggiare Salvador su Buchacek e Per; nella discesa da segnalare la caduta di Vendrame. Il neopro’ veneto si mostra dolorante, dovendo abbandonare l’avventura. La medesima discesa viene affrontata a tutta velocità dal gruppo, trainato dalla Orica-Scott, tanto che si verifica una rottura a metà plotone, poi ricompattatosi in pianura.

Mentre anche Vorobyev si stacca, inizia a piovere copiosamente sulla corsa, con il classico nubifragio estivo a bagnare il gruppo. Nel quale si assiste ad un’altra caduta; tra i coinvolti Jakub Mareczko (Wilier Triestina-Selle Italia), che si rialza ma che, dolorante, si sfila prima della volata.

I quattro battistrada superstiti possiedono 2′ ai meno 30 km, venendo poi riassorbiti ai meno 15 km. Mentre ci si dirige verso il circuito finale di 4.9 km, una nuova scivolata ai meno 6 km fa andare a terra il russo Alexandr Foliforov (Gazprom-RusVelo) e gli azzurri Iuri Filosi (Nippo-Vini Fantini) e Filippo Fortin (Tirol Cycling Team); fortunatamente i tre si rialzano senza conseguenze fisiche.

È la Orica-Scott la formazione che si incarica di condurre il gruppo per le bagnate strade della capitale; e proprio all’ultimo km nuova caduta, con il primo uomo della Orica che finisce lungo, per poi venir imitato da altri colleghi fra cui l’austriaco Gregor Mühlberger (Bora-Hansgrohe) e Matteo Busato (Wilier Triestina-Selle Italia).

Nella successiva curva ai meno 700 metri altra, inevitabile caduta, con una decina di corridori che finiscono a gambe all’aria. Fra di loro il leader, l’irlandese Sam Bennett (Bora-Hansgrohe). Chi si lancia in testa, conscio della propria forza ed esperto conoscente nel finale, è Luka Mezgec; lo sloveno della Orica-Scott prende qualche metro di margine e, con una lunga progressione, va tutto solo fino all’arrivo, conquistando la prima vittoria stagionale.

Secondo posto per Roberto Ferrari (UAE Team Emirates), rimasto molto attento nell’intricatissimo circuito lubianese. Terzo l’australiano Mark Renshaw (Team Dimension Data). A seguire i cechi della Elkov-Author Alois Kankovsky e Jiri Polnicky, gli azzurri Andrea Palini (Androni Giocattoli), autore di un’eccellente mossa per superare la bici di un caduto, Sonny Colbrelli (Bahrain Merida) e Marco Canola (Nippo-Vini Fantini), lo sloveno Rok Korosec (Amplatz-BMC) e il sudafricano Ryan Gibbons (Team Dimension Data).

Mezgec diventa anche il nuovo leader della classifica. Domani tappa decisiva per l’esito della classifica generale. La Celje-Rogla di 167.7 km si conclude con 13.7 km di salita al 7.5%, che porta alla rinomata località sciistica.

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