Cicloturismo in Salento, tra le “Maldive” e il mistero

Si dice Salento e si pensa subito al mare cristallino ed alle spiagge caraibiche: tutto vero, certo, ma c’è un altro aspetto di questa terra meravigliosa, ricca di paesaggi dalle piccole strade, con muretti che sembrano delimitare come in un dipinto il panorama, dove il segno più evidente è l’ulivo. Natura selvaggia, scenari da sogno, dove il vento e la terra la fanno da padroni, con altrettanta fierezza nei confronti di mare e sabbia. E con paesaggi così, non si può non pensare a piacevoli escursioni nella natura in bicicletta.

Già, la bici: questo mezzo tanto ecologico quanto affascinante, che evoca sentimenti di avventura, di forza, di resistenza, oltre che essere identificabile con lo “strumento” ideale per unire l’utile al dilettevole, e cioè spostarsi, muoversi, pur senza inquinare e godendo in tutta tranquillità della natura circostante.

Nella fattispecie, la penisola salentina, da sempre intenso crocevia di tante ed importanti rotte nel Mediterraneo, offre al biker una moltitudine di itinerari, sia lungo la costa che nell’entroterra, ognuno con caratteristiche e fascini diversi, che sicuramente non lascia mai i ciclisti delusi, anzi!

Proviamo ad illustrarne qualcuno, partendo dalla Via Ionica: da Gallipoli a Santa Maria di Leuca, ecco la famosa Finibus Terrae, un itinerario ricco di angoli panoramici, caratterizzato da una costa bassa e sabbiosa, dove si incontrano le torri di avvistamento cinquecentesche, da cui le località balneari della zona prendono il nome. Ed ecco quindi Torre Mozza, con Marina di Pescoluse, e Torre San Giovanni, nel tratto di costa noto come “Le Maldive del Salento” dove sorge anche il famoso resort La Casarana a Lido Marini: qui il panorama è spettacolare, con spiaggia di sabbia finissima e bianca, in contrasto con le sfumature del blu di un mare trasparente e pulito, e dune ricoperte di giglio bianco e acacie…

Altro itinerario per il nostro suggerimento di cicloturismo è la Paralitoranea da Gallipoli a Leuca, che si sviluppa nella campagna che costeggia il mare: il percorso, pur se con pendenze non particolarmente impegnative, è un’alternanza continua di saliscendi sulle colline, un vero divertimento per gli appassionati del genere. La strada è ricca di masserie, costruzioni restaurate e utilizzate come aziende agrituristiche, di cui il Salento, e la Puglia in genere, è veramente ricco: spesso sono alloggi ricavati da antichi fabbricati rurali, di pietra e tufi locali, e rappresentano la vera essenza di questi luoghi, ed in fondo ne nascondono un po’ segreti e fascini misteriosi.

Ed eccoci all’anello di Otranto, la litoranea che insegue alcune tra le più famose località della zona, senza dubbio una delle più belle strade da percorrere in bici: partendo da Otranto, si prosegue passando dalla Torre Sant’Emiliano, che all’orizzonte lascia intravedere i monti dell’Albania. Pedalando, si prosegue con Porto Badisco, (pare) il primo approdo di Enea in Italia. Girata una curva, ecco apparire Santa Cesarea, digradante verso il mare, con palazzi in stile moresco.

Ed infine, ultima tappa a Castro Marina, dove troviamo numerose grotte suggestive, da quella dei Cervi, con pareti dipinte, alla Romanelli, fino alla famosa Zinzulusa, così chiamata poiché ai pescatori che la scoprirono, le stalattiti apparvero come stracci appesi, gli “zinzuli”, appunto.

Volendo ritornare dall’interno (percorso consigliato), sarà possibile immergersi in affascinanti piccoli borghi, ricchi di uliveti, come Minervino di Lecce con il dolmen (tomba megalitica preistorica) “Li Scusi”, e come Uggiano La Chiesa, l’antica torre di avvistamento a protezione di Otranto, che sarà anche il nostro ipotetico punto di arrivo.

Non pensiamo di avere esaurito i percorsi ciclabili che il Salento può offrire, ma al cicloturista vogliamo lasciare anche la sorpresa e l’entusiasmo di scoprire questi ed altri pittoreschi itinerari, pedalando in una terra meravigliosa, ricca di fascino e tradizione.

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