Harm Vanhoucke riceve il bacio delle miss © Giro della Valle d'Aosta
Harm Vanhoucke riceve il bacio delle miss © Giro della Valle d'Aosta

A Les Combes Vanhoucke la combina grossa

Il belga vince la 3a tappa del Giro della Valle d’Aosta con tre minuti sul secondo. Giovanni Carboni resta leader della generale

Dal nostro inviato

Il menù di questo Giro della Valle d’Aosta sempre appassionante e spettacolare nelle location prevedeva per la seconda frazione una tappa davvero particolare: una sorta di mini Liegi-Bastogne-Liegi incastonata tra le montagne, con strappi secchi e impegnativi ed un tratto di sterrato lungo 4 chilometri da ripetere in due occasioni. Il tutto in attesa del tappone di domani a Breuil Cervinia che dovrebbe, in teoria, dare la svolta decisiva ai discorsi di classifica.

La Villeneuve-Les Combes d’Introd di 138,4 chilometri ha però visto finalmente il primo trionfo straniero di questa edizione, in una giornata che, per la tipologia di tracciato già anticipata, poteva prestarsi benissimo ad azioni da lontano. A spuntarla è stato così Harm Vanhoucke, interessante scalatore belga ventenne che nella Lotto U23 è visto spesso come il “secondo uomo”, dato che le maggiori attenzioni sono spesso calamitate da Bjorg Lambrecht. In realtà Vanhouke non è affatto sconosciuto agli osservatori italiani più attenti, vista la bella vittoria ottenuta al Piccolo Giro di Lombardia dello scorso anno mentre in questo 2017 si era già aggiudicato la Flèche Ardennaise e aveva concluso sul podio una gara a tappe durissima come Le Tour de Savoie (terzo dietro Bernal e, appunto, Lambrecht).

Di certo sarebbe stato bello poter ammirare il belga anche sulle strade del Giro d’Italia ma a questo punto tornare indietro è impossibile e di fronte alla splendida impresa odierna, realizzata in una corsa utilizzata anche per preparare al meglio i prossimi appuntamenti, non ci si può che limitare ad applaudire convintamente. Applausi scroscianti che vanno anche all’Hopplà Petroli Firenze, vera mattatrice di giornata e capace di ottenere due terzi di podio con un tenacissimo Massimo Rosa e un ottimo Alessandro Monaco, oltre ad un Montagnoli volenteroso e attivo sui traguardi volanti. Resiste ancora al comando invece Giovanni Carboni, bravo assieme ad un pimpante Sivakov (nonostante il russo fosse reduce da una caduta in discesa nella tappa di ieri), ad ottenere il non secondario obiettivo di riuscire a distanziare ulteriormente proprio Lambrecht, distante solamente 3″ al mattino ed ora scivolato a 42″.

Parte la fuga, l’Hopplà attacca in massa
In una frazione il cui primo GPM era fissato dopo appena 4 chilometri era facile prevedere il nascere di una fuga già dalle primissime battute e così, sulle rampe del Col d’Introd, hanno attaccato in 6: il belga Harm Vanhoucke della Lotto, il russo Evgeny Koberniak della nazionale russa, l’etiope Hafetab Weldu della Dimension Data e ben 3 atleti dell’Hopplà Petroli Firenze: il piemontese Massimo Rosa e il toscano Andrea Montagnoli, già in fuga nella tappa di ieri e il pugliese Alessandro Monaco, che dopo una giornata difficile salendo verso Scalaro ha ritrovato una buona gamba.

I sei sono riusciti a prendere il largo nei confronti di un gruppo che ha iniziato già a perdere pezzi ma si è mantenuto sostanzialmente compatto per quanto riguarda gli atleti più attesi, con le maglie della BMC di Sivakov e della Colpack di Carboni ad occupare le posizioni d’avanguardia. Rosa ha messo inevitabilmente nel mirino la maglia a pois di miglior scalatore e, dopo il GPM d’Introd conquistato da Vanhouke, è transitato per primo in cima alla durissima e spettacolare ascesa di Charvensod, con punte prossime al 20% e poi anche sul nuovo passaggio all’Introd e a Gressan, portandosi così nettamente al comando della speciale graduatoria. L’azione intanto è proseguita, raggiungendo un vantaggio massimo di 4’34” prima che il gruppo iniziasse a limare lo svantaggio. Nel mentre Andrea Montagnoli ha consolidato la sua leadership nella classifica dei traguardi volanti, aggiudicandosi il secondo traguardo a Pollein (al primo passaggio aveva prevalso Kobernyak).

Vanhouke attacca, nel gruppo si muove Sivakov
Mentre la corsa fiaccava decisamente le gambe degli atleti e la Colpack si mostrava convinta nell’inseguimento, la corsa è giunta agli ultimi 20 chilometri, con la penultima ascesa verso Champlong Dessus a rappresentare un ideale trampolino di lancio nel drappello dei fuggitivi: ne ha così approfittato Harm Vanhoucke, che ha subito guadagnato una manciata di secondi di vantaggio nei confronti di Massimo Rosa, approcciando così in solitudine il tratto sterrato, con Monaco, Kobernyak e Weldo a inseguire poco più indietro. Nel gruppo, intanto, si era mosso lo spagnolo Sergio Samitier della Lizarte, che ha tentato un difficilissimo inseguimento solitario, per poi essere ripreso dall’avanguardia del gruppo.

Proprio le ultime rampe della penultima ascesa hanno stuzzicato un pimpante Pavel Sivakov, che si è prodotto in un bell’attacco ad anticipare il tratto sterrato, a cui ha risposto molto bene Giovanni Carboni, con il russo Nikolay Cherkasov riuscito a riportarsi sui due maggiori contendenti in seconda battuta.

Vanhoucke imprendibile, Rosa e Monaco ottimamente a podio
Davanti intanto Vanhoucke ha approcciato la salita finale con un vantaggio di oltre un minuto sui diretti inseguitori, dando ormai vita ad un vero e proprio show solitario, che l’ha portato ad incrementare il proprio vantaggio, che ha finito per superare i 2 minuti negli ultimi 5 chilometri, ossia quelli che dopo un tratto in cui era possibile rifiatare, vedeva le rampe conclusive verso Les Combes. Impossibile quindi togliere il successo al talentuoso ventenne belga, giunto in beata solitudine sul traguardo. A tutti gli altri non è rimasto che lottare per le posizioni di rincalzo, con la coppia dell’Hopplà riuscita a salvaguardare il podio, con l’arrivo in parata (a 3 minuti netti di distacco) di Rosa e Monaco, in cui il fratello d’arte ha platealmente ringraziato il pugliese per il grande apporto ricevuto nel corso di tutta la giornata.

Alle loro spalle non si sono verificati grossi sussulti, col resto della fuga ormai ripreso e con Sivakov, Carboni e Cherkasov preoccupati di guadagnare più vantaggio possibile su Lambrecht e compagnia. Lo sprint per la quarta posizione ha premiato Cherkasov davanti a Sivakov e Carboni, giunti a 3’14”. A 3’50” Storer ha conquistato la settima posizione mentre Filippo Zaccanti ha preceduto a 3’53” Lambrecht e Cras, che hanno chiuso la top ten. Giornata difficile invece per la maglia bianca Marc Hirschi (spesasi però per la causa di Sivakov), con il simbolo del primato tra i più giovani passato sulle spalle del colombiano Einer Rubio della Vejus.

Carboni ancora leader alla vigilia del tappone di Cervinia
In virtù degli eventi odierni Giovanni Carboni resta leader con appena 1″ di vantaggio su Pavel Sivakov, che resta così pienissimamente in corsa per il successo finale. Bjorg Lambrecht mantiene la terza posizione ma ora paga 42″, seguito da Storer a 1’05” e Zaccanti a 1’25”. Carboni mantiene anche la leadership nella classifica a punti mentre Rosa e Montagnoli sono al comando rispettivamente della classifica dei GPM e dei Traguardi Volanti.

Con una situazione ancora molto incerta il Giro della Valle d’Aosta giunge così alla vigilia della Valtournenche-Breuil Cervinia, che anche in questa edizione si conferma tappa regina della corsa: le dure e lunghe ascese a Champremier e St. Pantaleon anticiperanno la salita finale verso Cervinia, che condurrà gli atleti a 2000 metri di quota. Nascondersi sarà impossibile e chi vorrà trionfare nella classifica generale sarà chiamato inevitabilmente all’azione.

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