Diego Ulissi conclude al secondo posto la tappa di Le Puy en Velay al Tour de France 2017 © Bettiniphoto
Diego Ulissi conclude al secondo posto la tappa di Le Puy en Velay al Tour de France 2017 © Bettiniphoto

Ulissi, che bella reazione!

Tour de France, il pagellino della 15a tappa: Caruso si muove bene, Aru corre con intelligenza. Martin sempre in movimento

Bauke Mollema – 10
La prima gioia per la Trek Segafredo in un Tour fin qui negativo gliela regala l’olandese, il quale realizza una vera e propria impresa. Subito dopo aver scollinato sul Col de Peyra Taillade ha salutato i compagni di fuga, involandosi verso il successo di tappa. In pochi pensavano che sarebbe risuscito a vincere sul traguardo di Le Puy-en-Velay, dopo 28 km di sforzo solitario. Ma l’olandese non sbaglia nulla: incrementa il vantaggio in discesa, si difende sulla Côte de Saint-Vidal e stringe i denti negli ultimi km. Eccezionale.

Diego Ulissi – 9
Il livornese si muove molto bene, andando all’attacco per il terzo giorno in questa settimana. Solo un grande Mollema gli nega la vittoria. Ieri sera non ha festeggiato molto per il suo compleanno perché voleva regalarsi il successo di tappa. La gamba c’è e da un punto di vista tattico ha corso con oculatezza. Dopo giornate in cui si è dimostrato incerto ha finalmente corso alla perfezione. Nella terza settimana ci riproverà. Ieri bocciato oggi promosso.

Warren Barguil – 9
Dire che abbia già vinto la maglia a pois non è corretto; strappargliela, però, sarà complicato, dato che guida la classifica con oltre 70 punti di margine. Anche oggi disputa una tappa garibaldina, transitando per sui primi tre gran premi della montagna. Tenta di far sua anche la seconda tappa in tre giorni, ma si accontenta del quinto posto. Sta correndo un Tour de France da grande protagonista, rimanendo sempre nel vivo della corsa. Presente.

Christopher Froome – 8.5
Anche nelle difficoltà ha dimostrato di essere il più forte. Fora ai piedi del Col de Peyra Taillade e perde 50″ dal gruppo dei rivali tirato dalla AG2R La Mondiale; con grande lucidità riesce però a riportarsi sotto. Nel finale, grazie al prezioso aiuto di Landa, controlla la corsa. Pericolo scampato ma l’ha vista brutta.

Daniel Martin – 7.5
Come nella tredicesima tappa attacca nel finale e rosicchia qualcosa al resto, per la precisione 14″, degli uomini di classifica. Ora è quinto a soli 1’12″ dalla maglia gialla. Non è molto ma sicuramente è un’iniezione di fiducia in vista dell’ultima decisiva settimana. L’irlandese c’è e se non avesse accumulato suo malgrado il ritardo nella tappa di Chambéry sarebbe ancor più in alto in classifica. Attenzione perché il corridore della Quick Step Floors punta la podio di Parigi e non va sottovalutato. Pericoloso.

Romain Bardet – 7
L’unico uomo di classifica che tenta di ribaltare la situazione è il francese della AG2R La Mondiale. Prima e durante il Col de Peyra Taillade mette i suoi a tirare a tutta. Prova anche ad attaccare, ma viene subito dai rivali. Il coraggio, come sempre, non gli manca. Aggressivo.

Damiano Caruso – 7
Il suo obiettivo era di vincere la tappa. Centra la fuga di giornata e viene aiutato alla perfezione da Moinard, Roche e da un superlativo De Marchi; ma nel finale, come da lui dichiarato dopo il traguardo, gli mancano le forze per giocarsi il bersaglio grosso. Grazie all’ampio margine che il Team Sky ha concesso alla fuga odierna riesce a scalare quattro posizioni in classifica, attestandosi ora in decima piazza. Martedì inizierà la terza settimana con un duplice obiettivo: provare a vincere una tappa e consolidare il piazzamento in classifica. Missioni non impossibili.

Fabio Aru – 6.5
Corre quasi tutta la tappa attaccato alla ruota di Christopher Froome. Dopo le difficoltà del finale della frazione precedente oggi è attento e, fin quando riescono, beneficia dell’aiuto dei compagni di squadra, in quella che poteva essere una giornata molto complicata da gestire. Inizia la terza settimana con 18″ di distacco dalla maglia gialla, previsione francamente ottimistica alla viglia. Sulle Alpi può ancora ribaltare tutto.

Thibaut Pinot – 5
Entra nella fuga buona ma non è mai pimpante, a differenza degli altri compagni d’avventura. Su un percorso adatto alle sue caratteristiche avrebbe potuto essere lì a giocarsi il successo invece non ci prova mai. Come Mollema anche il francese ha disputato il Giro d’Italia da protagonista; se l’olandese vince, lui viene respinto sul suo terreno preferito, la salita. È fuori condizione, e si vede. Bocciato.

Nairo Quintana – 4
Perde quasi 4″ dalla maglia gialla. Che non fosse il suo Tour lo si era capito da tempo ma vivere una giornataccia simile era difficile da prevedere. Ora che è fuori dalla top ten della generale, solo una vittoria di tappa potrebbe rendere meno amaro il suo Tour. Disperso.

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La vignetta di Pellegrini

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