Edward Theuns vince a Lanaken © Trek-Segafredo
Edward Theuns vince a Lanaken © Trek-Segafredo

Theuns ride, Lampaert piange

Edward torna al successo dopo più di un anno nella quarta tappa del BinckBank Tour, Yves ripreso ai 70 metri finali

Il belga Edward Theuns è finalmente tornato a salire sul gradino più alto di un podio e per la prima volta in carriera lo ha fatto in una corsa di categoria World Tour: il 26enne fiammingo di belle prospettive della Trek-Segafredo aveva esultato l’ultima volta nel maggio 2016 al Giro del Belgio, poi c’è stato il grave infortunio patito nella cronometro del Tour de France dell’anno scorso e oggi Theuns ha ritrovato la vittoria nella quarta frazione del BinckBank Tour. Il portacolori della Trek non è un velocista puro ma già ieri aveva messo paura a Peter Sagan con una bella volata di rimonta che lo aveva portato al secondo posto.

Prima ora molto battagliata
In vista delle dure frazioni del weekend, il BinckBank Tour proponeva oggi una frazione attorno a Lanaken, tutta in territorio belga ma a due passi da Maastricht e dal confine olandese. Un’altra occasione dichiarata per gli sprinter: rispetto alle giornate precedenti il percorso era un po’ più nervoso ed impegnativo, ma non tanto per la presenza di diversi lievi dislivelli, quanto perché questi era accompagnati da strade strette e tortuose ed il tutto era condito da una buona dose di maltempo che da queste parti non manca quasi mai.

Tutti questi fattori, anziché placare gli animi, hanno acceso la tappa fin dall’inizio per una prima ora di corsa volata a 49 km/h di media. Nei chilometri iniziali ci sono stati numerosi scatti e controscatti, tanto che in alcuni momenti il gruppo è sembrato anche potersi spezzare in due o più tronconi: in una fase così caotica non ha quindi sorpreso vedere all’attacco anche corridori come Tony Gallopin, Greg Van Avermaet o lo stesso leader della corsa Stefan Küng che non volevano farsi sorprendere in posizione troppo arretrata. La fuga buona è partita solo dopo il primo traguardo volante che era posto al chilometro 35.8: i primi ad avvantaggiarsi sono stati André Greipel (Lotto Soudal) e Nils Politt (Katusha), poco dopo a loro si è unito anche Pim Ligthart (Roompot).

Greipel cerca la fuga per scacciare la crisi
Il Tour de France chiuso senza vittorie di tappa è stato un duro colpo per André Greipel e le cose non sono migliorate tra Belgio e Olanda: proprio al termine della tappa di ieri il velocista tedesco della Lotto Soudal aveva dichiarato in un’intervista di aver perso il suo istinto sulla bicicletta, oggi quindi ha cercato la fuga forse anche per provare a cambiare una situazione che a 35 anni rischia anche di diventare irreversibile. Greipel, Ligthart e Politt sono riusciti a guadagnare un massimo di 2’35”: troppo poco per farsi illusioni di arrivare a giocarsi la vittoria parziale.

Tante sono state le squadre che si sono alternate in testa al gruppo, anche perché sotto la pioggia battente i rischi che si potevano correre nella pancia del gruppo erano maggiori delle energie spese lavorando davanti: e così dopo la BMC si sono messe a tirare a rotazione anche il Team Sky, la Cannondale-Drapac, l’AG2R La Mondiale e la Bora-Hansgrohe. A 50 chilometri dall’arrivo il vantaggio del terzetto di testa era sceso a 1’22”, davanti sono ancora riusciti a prendersi gli abbuoni in palio al Chilometro d’Oro ai meno 32 ma poi il ricongiungimento con il plotone principale è avvenuto quando mancavano 26 chilometri dal traguardo: oggi niente giochetti tra rallentamente e accelerazioni per andare a chiudere sulla fuga negli ultimi dieci chilometri.

Ci provano Dowsett e Smith, poi Lampaert
Annullata la fuga, il Team Sky ha continuato a tenere un ritmo alto per non far scattare nessuno, ma questo ha provocato un po’ di selezione da dietro: tra coloro che hanno perso contatto c’era anche il campione francese Arnaud Démare che forse non si è ancora del tutto ripreso dai problemi che l’aveva costretto a terminare anzitempo il Tour de France. L’andatura della squadra britannica, però, non poteva continuare a lungo e così, grazie ad un rallentamento del gruppo, ai meno 14 chilometri sono scattati Alex Dowsett (Movistar) e Dion Smith (Wanty) che hanno preso subito una manciata di secondi di vantaggio.

Dowsett e Smith sono riusciti a guadagnarsi un gap di 22″ quando mancavano 9 chilometri all’arrivo: da lì in poi hanno sempre perso terreno fino al ricongiungimento agli ultimi 4500 metri. Per chiudere sulla coppia al comando, però, molte squadre hanno dovuto consumare gli uomini che poi avrebbero dovuto far parte del treno della volata: il Team Sky ha addirittura usato il veronese Elia Viviani che, dopo l’argento al Campionato Europeo, in questo BinckBank Tour si sta mettendo a disposizione del compagno di squadra Danny Van Poppel. Una volta ripresi Alex Dowsett e Dion Smith dal gruppo è uscito il belga Yves Lampaert che con le sue doti sul passo ha messo davvero in crisi un gruppo già molto provato dall’inseguimento precedente: la Quick-Step Floors si è giocata questa carta anche perché poco dopo Marcel Kittel ha dovuto alzare bandiera bianca e si è lasciato sfilare nelle retrovie.

Lampert ripreso in piena volata, vince Theuns
All’ultimo chilometro il vantaggio di Yves Lampaert era ancora buono a sarebbe bastata solo una piccola indecisione alle sue spalle per consegnargli la vittoria di tappa e 10″ di abbuono che lo avrebbero portato al secondo posto in classifica. E invece la Trek-Segafredo ha organizzato bene il suo treno per Edward Theuns, Jasper Stuyven ha fatto un ottimo lavoro da ultimo uomo e così i corridori lanciati nella volata sono piombati addosso a Lampaert quando mancavano appena 70 metri al traguardo: un beffa atroce anche se il corridore della Quick-Step Floors non può avere nulla da rimproverarsi.

Lo sprint invece se lo è aggiudicato Edward Theuns che è rimasto sempre in testa senza dare possibilità di recupero ai rivali. La tappa molto tirata ha dato vita ad un podio decisamente impronosticabile: al secondo posto infatti si è piazzato lo sloveno Marko Kump della UAE Team Emirates, terzo è arrivato il belga Tim Merlier della Veranda’s Willems mentre sono rimasti fuori dal podio Peter Sagan, Dylan Groenewegen, Danny Van Poppel e Magnus Cort Nielsen che hanno chiuso nell’ordine dal quarto al settimo posto. La classifica generale è rimasta invariata con Stefan Küng in maglia verde, ma domani in Olanda si inizierà a fare sul serio: attorno a Sittard si disputerà una piccola Amstel Gold Race, una tappa di 167.3 chilometri ricca di brevi strappi che, soprattutto in caso di maltempo, potrebbero fare la prima selezione in classifica.

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