Lizzie Deignan vince a Plouay © Boels Dolmans
Lizzie Deignan vince a Plouay © Boels Dolmans

Lizzie anticipa la festa francese

Deignan s’impone nel GP de Plouay precedendo allo sprint la beniamina di casa Pauline Ferrand-Prévot. Quinta Elena Cecchini

Ha tardato un po’ ad arrivare, ma sembrava oggettivamente impossibile che Elizabeth Deignan potesse chiudere la stagione 2017 senza alcuna vittoria in corse del calendario Women’s World Tour. Quest’anno l’iridata di Richmond si era aggiudicata il Campionato Nazionale ed il Tour de Yorkshire, ma nel massimo circuito internazionale dell’UCI era ferma al triplo secondo posto nelle Classiche delle Ardenne dietro alla compagna di squadra Anna Van der Breggen, all’altro secondo posto a La Course by Le Tour de France ed al terzo posto alla Strade Bianche: un’annata quindi molto solida nelle gare di un giorno, meno in quelle a tappe, e spesso caratterizzata da un grande lavoro a favore delle compagne di squadra che a volte le ha appunto tolto quel poco che sarebbe servito per vincere.

Oggi Elizabeth Deignan è riuscita quindi a fare sua l’ultima grande classica della stagione prima del Campionato del Mondo, quel GP de Plouay che l’aveva già vista trionfatrice nel 2015, un successo che le permise di conquistare la sua seconda Coppa del Mondo consecutiva con un doppio sorpasso a Jolien D’Hoore ed a Anna Van der Breggen, all’epoca ancora rivale. Quella odierna è stata una vittoria cercata in ogni modo e stavolta anche la squadra si è dedicata al 100% alla causa dell’atleta britannica: la stessa Van der Breggen si è messa a disposizione per ricambiare quanto fatto nel corso dell’anno e con una corazzata simile al proprio fianco il successo non poteva proprio sfuggire.

La Côte de Ty Marrec anima la corsa
Il percorso di questa edizione numero 16 del GP de Plouay era assai noto alle atlete: si partiva con quattro giri grandi da 26.9 chilometri l’uno, il quinto ed ultimo giro invece era più breve con i suoi 13.9 chilometri ma era come gli altri caratterizzato dalla Côte du Lézot all’inizio e soprattutto dalla dura Côte de Ty Marrec a pochi chilometri dalla linea d’arrivo; la lunghezza complessiva quindi era di 121.5 chilometri, identica a quella delle tre precedenti edizioni.

I primi 50 chilometri sono trascorsi senza particolari emozioni in corsa e con il gruppo che ha viaggiato ad un’andatura non proprio rilassata ma comunque regolare. Sul finire del secondo giro sono quindi iniziati gli scatti: la prima a provarci è stata l’olandese Riejanne Markus (WM3) ed a lei si è poi unita Katia Ragusa (BePink), ma l’azione è durata poco ed il gruppo si è ricompattato. Il terzo giro è stato caratterizzato da alcune scaramucce, ma è stata di nuovo la salita di Ty Marrec a fornire il terreno per gli attacchi più convinti: prima un allungo di Tiffany Cromwell (Canyon), poi in contropiede hanno tentato Elisa Longo Borghini (Wiggle) e Rossella Ratto (Cyclance), ma ancora una volta da dietro non hanno lasciato spazio. A 40 chilometri dall’arrivo il gruppo era quindi compatto, sebbene molto ridotto rispetto alla partenza con 124 atlete al via.

Canyon e Boels fanno la corsa dura
Prima di affrontare per la quarta volta la Côte de Ty Marrec, la Canyon-SRAM si è impagnata a rendere dura la corsa. A 35 chilometri dal traguardo è partita all’attacco la britannica Hannah Barnes che è riuscita a prendere una trentina di secondi in vantaggio grazie alla collaborazione dell’olandese Janneke Ensing della Alé Cipollini; ancora una volta, però, il gruppo non si è messo a fare molti calcoli ed è andato a riprendere le due fuggitive dopo una decina di chilometri in avanscoperta. A punto si è vista di nuovo davanti Tiffany Cromwell senza però riuscire a portare via un gruppetto, un po’ più di spazio è riuscito a prenderselo di forza la tedesca Claudia Lichtenberg (Wiggle) ma ancora una volta il gruppo di testa è presentato compatto all’appuntamento con la temuta Côte de Ty Marrec.

Stavolta le big hanno fatto sul serio e finalmente si è rivista una brillantissima Pauline Ferrand-Prévot che, dopo due stagioni abbastanza travagliate, nell’ultimo periodo sembra aver ritrovato una bella condizione fisica: ad inizio mese aveva trovato il podio (seconda) nella prova di Coppa del Mondo di MTB di Mont-Sainte-Anne in Canada, oggi invece è tornata protagonista anche su strada come non la si vedeva da tempo. L’accezione della francesa della Canyon-SRAM ha portato in testa alla corsa un drappello di cinque atlete con Elizabeth Deignan, Elisa Longo Borghini, Anna Van der Breggen e Ashleigh Moolman, sostanzialmente tutte le più in forma del gruppo: ma il percorso di Plouay non taglia fuori dai giochi le velociste ed ecco quindi che Orica-Scott e Team Sunweb si sono messe davanti a tutta per inseguire il pericolossimo quintetto di testa.

Deignan e Ferrand-Prévot sull’ultimo strappo
L’ultimo giro, quello lungo appena 13.9 chilometri, è stato quindi di massima intensità. La violenta azione del gruppo ha fatto sì che per l’ennesima volta il gruppo si ricompattasse a 12.5 chilometri dal traguardo, ma non c’è stato neanche il tempo di respirare che Canyon-SRAM e Boels-Dolmans hanno di nuovo messo pressione alle altre squadre mandando all’attacco la generosissima Tiffany Cromwell e la canadese Karol-Ann Canuel. In quest’ulteriore lavoro per ricucire molte squadre si sono sfinite bruciando quelle energie che poi sarebbero state fondamentali negli ultimi chilometri: ai meno 7.5 chilometri anche Canuel e Cromwell sono state raggiunte e tutto è stato quindi rimandato all’ultimo passaggio sulla Côte de Ty Marrec.

Se al precedente passaggio era stata Pauline Ferrand-Prévot a forzare il ritmo, in quello conclusivo è salita in cattedra Elizabeth Deignan seguita proprio dalla francese: le due hanno fatto il vuoto alle loro spalle anche perché né Longo Borghini, né Moolman, né altre atlete sono riuscite a seguire la grande progressione della campionessa britannica. Le due battistrada non hanno tardato a trovare un accordo per darsi cambi regolari dopo la salita: la situazione era troppo perfetta per entrambe per sprecarla in giochi tattici che non avrebbero portato a molto; Deignan e Ferrand-Prévot a quel punto hanno deciso di giocarsela in volata.

Volata senza storia, bene Cecchini
Lo sprint per la vittoria non ha avuto storia, troppo più forte Elizabeth Deignan che è andata a trionfare con addirittura due secondi di vantaggio su una comunque soddisfatta Pauline Ferrand-Prévot che su strada non andava a podio proprio dal GP de Plouay del 2015. Il primo gruppo inseguitore è arrivato a 10″ dalla vincitrice ed è stato regolato dalla potente australiana Sarah Roy che quest’anno aveva già vinto una tappa al Women’s Tour: quarta ha chiuso la vincitrice dell’anno passato, la polacca Eugenia Bujak, mentre quinta si è piazzata la nostra Elena Cecchini alla sesta top10 stagionale in classiche del Women’s World Tour. Nel gruppetto c’era anche Giorgia Bronzini che non è andata oltre alla 15esima posizione: la gara dura si è fatta sentire sul rettilineo finale, ma altre velociste come Chloe Hosking e Coryn Rivera sono arrivate poco più staccate a 21″ e quindi può essere un buon segnale in vista del Mondiale di Bergen.

Al termine del Women’s World Tour adesso restano solo due prove, il Boels Rental Ladies Tour in Olanda dal 29 agosto al 3 settembre, ed infine la Madrid Challenge by La Vuelta il prossimo 10 settembre: in classifica comanda sempre Anna Van der Breggen che oggi ha marcato nel tabellino un 19° posto che comunque e permette di aumentare il proprio vantaggio di 4 punti sulle assenti Katarzyna Niewiadoma (ora a 61 lunghezze) e Annemiek Van Vleuten (-96), come pure su Coryn Rivera ed Elisa Longo Borghini che sono rimaste a secco. Di punti in palio ce ne sono ancora tanti tra tappe e classifiche finali, ma sembra molto difficile che la campionessa olimpica in carica possa farsi sfuggire quest’ennesimo grande trionfo da aggiungere al proprio palmarès.

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