Tomasz Marczynski vince ad Antequera alla Vuelta a España 2017 © Photo Gómez Sport
Tomasz Marczynski vince ad Antequera alla Vuelta a España 2017 © Photo Gómez Sport

Due vittorie per Marczynski, due cadute per Froome

Vuelta a España, il polacco vince anche ad Antequera. Contador attacca e guadagna, Froome cade due volte. Nibali ora è a 59″

Non è la prima volta e non sarà neanche l’ultima: nei grandi giri ci sono tappe intermedie, magari sottovalutate da molti, che per il colpo di genio di un corridore o per un episodio sfortunato finiscono con regalare a sorpresa emozioni molto maggiori rispetto alle grande frazioni di montagna. È il caso di questa dodicesima tappa della Vuelta a España che, quando ormai sembrava dovessimo raccontare solo della bella seconda vittoria in fuga del polacco Tomasz Marczynski, è stata animata prima dal solito scatto di carattere di Alberto Contador e poi dai problemi di Chris Froome in discesa: alla fine tutto si è risolto in pochi secondi guadagnati dallo spagnolo e alcuni persi dal britannico senza spostamenti in classifica generale, ma è stata l’ennesima dimostrazione che da qui a Madrid tutti dovranno tenere sembre gli occhi ben aperti e la concentrazione alta.

Anche oggi partenza a tutta
L’avvio di tappa è stato una fotocopia di quello degli ultimi giorni: un’ora di scatti e controscatti a grande velocità, ma nessun gruppo o gruppetto che riuscisse ad ottenere il via libera dal plotone della maglia rossa. Stavolta ci sono voluti 49 chilometri affinché partisse l’azione buona: a comporre la fuga erano Edward Theuns (Trek-Segafredo), José Joaquín Rojas (Movistar Team), Pawel Poljanski e Andreas Schillinger (Bora Hansgrohe), Julien Duval (AG2R La Mondiale), Brendan Canty (Cannondale Drapac), Michael Morkov (Team Katusha-Alpecin), Stef Clement (LottoNL-Jumbo), Jan Polanc (UAE Team Emirates), Tomasz Marczynski (Lotto Soudal), Omar Fraile (Team Dimension Data), Anthony Pérez (Cofidis, Solutions Crédits), David Arroyo (Caja Rural-Seguros RGA) e Peter Koning (Aqua Blue Sport). Oltre a diversi nomi ormai abbonati alle fughe in questa Vuelta 2015, era molto interessante la presenza del belga Edward Theuns, l’unico che poteva essere lì davanti come punto d’appoggio per lo scatto del capitano.

Nove minuti per la fuga dopo il Puerto del León
Nel lungo tratto pianeggiante di avvicinamento alla prima salita di giornata, il Puerto del León, i 14 battistrada hanno guadagnato costantemente sul gruppo principale tirato come sempre dal Team Sky: nei primi 20 chilometri la fuga ha guadagnato più di cinque minuti e mezzo, poi il vantaggio ha continuato a salire superando per la prima volta i sette minuti a 76 chilometri dal traguardo, proprio all’inizio della lunga ma non durissima ascesa del Puerto del León. Nonostante un picco di pendenza massima superiore al 10%, questa prima difficoltà di giornata è stata superata in maniera molto tranquilla da tutti i corridori: i 14 fuggitivi sono rimasti tutti assieme compatti e, anzi, hanno addirittura portato a otto minuti il loro margine di vantaggio nei confronti degli inseguitori.

È successo poco anche nella successiva discesa, gli unici fatti degni di nota sono accaduti proprio in testa alla corsa. Il danese Michael Morkov (Team Katusha-Alpecin) ha tentato un allungo solitario attorno ai 45 chilometri all’arrivo e poco dopo il francese Julien Duval (AG2R-La Mondiale) è stato vittima di una caduta senza gravi conseguenze. Morkov ha preso un vantaggio massimo di 28″ sugli altri 13 attaccanti ed alla fine è rimasto in avanscoperta per una dozzina di chilometri prima che il drappello di ricomponesse. Nel frattempo, però, il gruppo ha perso ancora terreno rispetto al gruppo dei battistrada: il vantaggio massimo di tutta la tappa è stato di nove minuti quando mancavano 26 chilometri all’arrivo, ossia esattamente quando davanti iniziavano la salita ed ultima salita di oggi, il Puerto del Torcal.

Marczynski parte sul Torcal e vince la sua seconda tappa
Tra i fuggitivi c’è stata selezione fin dalle prime rampe grazie soprattutto ad un forcing di Omar Fraile, uno sempre pericolosissimo in giornate come questa: lo spagnolo della Dimension Data è passato davanti al traguardo volante posto in località Villanueva de la Concepción al terzo chilometro di salita, nella sua scia a quel punto erano rimasti solo il polacco Tomasz Marczynski (Lotto Soudal) e l’australiano Brendan Canty (Cannondale-Drapac). La pedalata migliore era di gran lunga quella di Marczynski che ha rotto gli indugi ai meno 22 chilometri: il polacco ha salutato la compagnia, ha scollinato con un minuto di vantaggio sui più immediati inseguitori e tra pianura e discesa si è difeso ottimamente andando a conquistare la sua seconda vittoria di tappa in questa Vuelta a España dopo quella di Sagunto.

A 33 anni Marczynski sta forse attraversando il suo momento migliore della carriera, almeno paragonabile alla Vuelta 2012 quando concluse 13° nella generale ma senza successi parziali: sulla carta la Lotto Soudal non sembrava avere molto da giocarsi in questa Vuelta, e invece dopo 12 tappe ha già il bilancio largamente in attivo con due successi. A 52″ è arrivato un gruppetto di quattro corridori regolato in volata proprio da Omar Fraile con ancora piazzati José Joaquín Rojas e Pawel Poljanski, oggi terzo e quarto rispettivamente, mentre quinto è arrivato Stef Clement.

Tra i big è sempre Contador a dare spettacolo
Mentre davanti Marczynski si involava verso la vittoria, dietro è stato ancora una volta Alberto Contador ad accendere la miccia. Il madrileno della Trek-Segafredo è scattato dal gruppo assieme a Nicolas Roche quando mancavano poco più di 23 chilometri al traguardo: un’azione che non ha trovato la collaborazione di altri uomini di classifica e che ha provocato comunque una reazione da parte del Team Sky che si è visto costretto ad aumentare l’andatura per tenere sotto controllo Contador che poi si è tolto di ruota anche Roche tirando dritto da solo.

Nel tratto più duro di salita Contador ha guadagnato anche più di 30″ rispetto al gruppo maglia rossa che a quel punto si era ormai ridotto a sole 21 unità: tutti i principali uomini di classifica erano lì davanti con Nibali che aveva ancora Pellizotti al suo fianco, l’unico nome di una certa importanza a perdere contatto era stato il britannico Adam Yates che però già ieri a Calar Alto era uscito dai giochi lasciando circa nove minuti. In vista del gran premio della montagna il Team Sky aveva ridotto ad appena 15″ il gap nei confronti di Contador che però, proprio in cima alla salita, aveva trovato ad aspettarlo il compagno di squadra Edward Theuns pronto a dare tutto in discesa e nel tratto finale in pianura.

Froome cade due volte in discesa
Pur essendo lontano 3’55” in classifica, Alberto Contador dava qualche timore al Team Sky che in discesa non certo rallentato: in una curva verso sinistra Chris Froome ha perso il controllo della ruota anteriore e si è ritrovato per terra, per sua fortuna a bassa velocità e senza conseguenze fisiche. La maglia rossa ha provato a montare nuovamente in bici, ma i danni riportati dal mezzo lo hanno costretto a rimettere piede a terra e ad attendere il pronto intervento dell’ammiraglia per il cambio: a quel punto Froome ha potuto ripartire ma nella curva successiva, stavolta verso destra, ha sbagliato l’impostazione e di nuovo è finito al suolo; anche in questo caso la fortuna lo ha assistito dal punto di vista fisico, come pur da quello meccanico.

Se non ci fosse stato Alberto Contador davanti all’attacco, probabilmente avremmo nuovamente assistito alla scena in cui tutti gli uomini di classifica invocano il fair play e aspettano il leader della corsa, ma oggi non si poteva rischiare di lasciare spazio al capitano della Trek-Segafredo che si sta avvicinando sempre di più al terzo gradino del podio: Vincenzo Nibali ha quindi prontamente messo a tirare Franco Pellizotti sempre più uomo fondamentale della Bahrain-Merida, poi è intervenuta anche l’Astana che nel gruppetto poteva contare su Aru, López e Bilbao. Al termine della discesa Contador aveva addirittura più di un minuto di vantaggio su Chris Froome che aveva con sé i compagni Mikel Nieve e Wout Poels, a metà strada c’era il plotoncino con tutti gli altri uomini di classifica ma solo gli italiani, ed in parte la Sunweb, hanno messo a lavorare i loro gregari.

Nibali recupera 20″ a Froome, Contador 42″
Alla fine negli ultimi 2500 metri Alberto Contador è andato da solo lasciando indietro un’ormai stremato Edward Theuns, ed inevitabilmente ha perso qualche secondo: il gruppo di Vincenzo Nibali è arrivato al traguardo perdendo 22″ nei confronti del capitano della Trek-Segafredo, Chris Froome invece è stato bravissimo a limitare i danni concedendo 42″ allo spagnolo e 20″ a tutti gli altri. Alla fine le differenze sono state minime, ma sicuramente a Froome poteva andare molto peggio sia per le cadute, sia per la mancanza di collaborazione tra tutti gli uomini di classifica che avrebbe potuto far aumentare di almeno un’altra quindicina di secondi il suo ritardo.

La nuova classifica generale adesso recita Chris Froome in maglia rossa per il decimo giorno consecutivo, ma Vincenzo Nibali ha ridotto il suo distacco a 59″: il leader ha sempre la cronometro dalla sua, ma forse qualche sicurezza può averla persa soprattutto se nei prossimi giorni di forzerà di nuovo il ritmo lungo le discese. Le posizioni in classifica sono rimaste tutte invariata, solo si sono ridotti i distacchi: Contador, con i secondi guadagnati oggi, è sempre nono ma si trova ora a 3’13” dalla vetta e ad un minuto esatto dal podio; e più si avvicina, più il Pistolero può diventare letale.

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