Peter Sagan vince il Grand Prix de Québec © Veloimages
Peter Sagan vince il Grand Prix de Québec © Veloimages

Aspettiamo le prossime 100

GP de Québec, conto tondo tra i professionisti per lo slovacco. Battuti Van Avermaet e Matthews, decimo Colbrelli

È, assieme all’omologa prova di Montréal, una delle corse con meno tradizione del panorama internazionale di alto livello. Ma il Grand Prix Cycliste de Québec, con il suo percorso esigente, il suo panorama affascinante, il suo prezioso posizionamento in calendario, e anche la ottima risposta di pubblico, è una delle prove più combattute del calendario World Tour. E anche l’edizione odierna non ha deluso le attese, mettendo in mostra i papabili nomi per la maglia iridata. Fra cui uno, che da due anni, non molla la maglia più prestigiosa delle due ruote.

Quattro attaccanti, c’è anche il baby Coté
Partenza alle 17 per i 159 iscritti, in rappresentanza dei 18 team World Tour, della nazionale canadese e della Israel Cycling Academy. E proprio un rappresentante della compagine israeliana è il promotore dell’azione che caratterizza la tarda mattinata e il primo pomeriggio quebecois. Scatta infatti al km 4 Tyler Williams, neoprofessionista statunitense; a lui si accodano i belgi Baptiste Planckaert (Team Katusha-Alpecin) e Tosh Van der Sande (Lotto Soudal) e il canadese Pier André Coté.

Il ventenne, in forza alla Silber Pro Cycling, è qui in gara con la propria nazionale ed è il più giovane dei partenti. Il padrone di casa (proprio nel senso letterale del termine, dato che proviene dai sobborghi di Québec City) si è meritato la convocazione con le buone prestazioni fra Tour of Utah e Tour of Alberta, dove ha raccolto quattro top 10 in volata.

Vantaggio massimo di 9’30”; il primo a staccarsi è Coté
Il gruppo lascia immediatamente fare, tanto che al termine del primo dei sedici giri da 12.6 km, il plotone transita dopo 2’55”. E quasi triplica alla tornata successiva quando tocca quota 8’55”. Al termine della prima ora di gara il quartetto ha percorso 40.2 km, media tutt’altro che malvagia data l’altimetria del tracciato. Nel gruppo sono Bora Hansgrohe e Team Sunweb a controllare, piuttosto che a tirare: ma l’andatura è di controllo e, al km 65, viene toccato il vantaggio massimo in 9’30”.

Gli uomini di Dumoulin e Matthews iniziano a operare il lavoro di ricucitura, soprattutto con il prossimo partente (si vocifera di Lotto Soudal e Veranda’s Willems molto interessate) Zico Waeytens. A metà gara il distacco è di 7’35” e si abbassa a 7′ ai meno 70 km dal termine. Nella tornata seguente, il quartetto diventa terzetto. Non ce la fa più Coté, che si stacca e, ai meno 56 km, viene ripreso e immediatamente staccato dal plotone. Comunque un bell’assaggio con il ciclismo dei grandi.

Abbandona Fuglsang, il gruppo si riavvicina
Gli altri tre rimangono in avanscoperta e passano ai meno 60 km con 6’20” sul plotone. Dal quale manca Jakob Fuglsang; per il danese dell’Astana Pro Team, al rientro dopo la frattura della clavicola patita durante una kermesse in patria, un allenamento di alto livello in vista degli ultimi appuntamenti di stagione. A dare una mano a Bora e Sunweb arrivano anche BMC Racing Team e soprattutto Bahrain Merida.

Il terzetto superstite continua con una buona lena, tanto che il plotone deve impegnarsi per ridurre il distacco. Ai meno 50 km a separare i due tronconi sono 5’20”, che si abbassa a 4’10” ai meno 40 km. Momento di difficoltà per Williams che, sulla tredicesima ascesa della Côte de la Potasse, perde qualche metro rispetto al ritmo imposto da Van der Sande. Il gruppo, con la Bora Hansgrohe nella persona di Jay McCarthy, dà un’accelerata non indifferente e passa a 3 giri dal termine (meno 37.8 km) con solo 2’40”.

Williams sbaglia curva e perde terreno. La Sky prova a smuovere la situazione
La stanchezza di Williams si manifesta anche nella successiva discesa: lo statunitense sbaglia ad impostare una curva e perde pochi metri rispetto ai due belgi. Che non riesce più a recuperare, dovendo alzare bandiera bianca. Il gruppo si riavvicina e, ai meno 28 km, la dote dei due scende sotto ai 2′; molto attivi i corridori del Team Sky, che sulla Côte de la Montagne saggiano la situazione e sulla seguente Côte de la Potasse riescono a portare via un drappello.

Sono quindici gli attaccanti. Fra di loro, l’iniziatore è Philip Deignan (Team Sky), che porta con sé fra gli altri Winner Anacona (Movistar Team), Natnael Berhane (Team Dimension Data), Gianluca Brambilla (Quick Step Floors), Sergio Luis Henao (Team Sky), Roman Kreuziger (Orica Scott), Marco Marcato (UAE Team Emirates) e Rubén Plaza (Orica-Scott). Ma il gruppo non lascia spazio e va a riprenderli agevolmente. Questa situazione danneggia ovviamente i due battistrada, che iniziano il penultimo giro con soli 55″.

Fuggitivi ripresi, De Bie cerca di portar via un gruppetto
Una volta ripresi costoro, prova ad andarsene Olivier Le Gac, ma il passista della FDJ dura lo spazio di duecento metri. La fatica si fa ovviamente sentire anche davanti, e colpisce Van der Sande: l’alfiere della Lotto Soudal decide di rialzarsi ai meno 22 km, venendo ripreso e staccato dal gruppo 3 km più tardi. Non demorde invece Planckaert: il detentore dello Europe Tour prosegue nel tentativo e inizia gli ultimi 20 km con 30″ di margine residuo.

Il ventottenne viene ripreso ai meno 16.2 km dal termine, con il gruppo condotto da Marco Coledan (Trek-Segafredo) e da Manuel Quinziato (BMC Racing Team), che inizia l’ultimo mese da professionista. Con loro è la Bora Hansgrohe a controllare in blocco la situazione. Sulla Côte de la Potasse guadagna qualche metro Sean De Bie (Lotto Soudal), che parte con lo scopo di portare via un drappello. Tuttavia il desiderio del venticinquenne non viene esaudito.

Tanti tentativi, ma nessuno si avvantaggia. Caduta per Grivko e Bodnar
Sempre con la testa girata all’indietro, De Bie attende anche all’inizio dell’ultimo giro (12.6 km al traguardo), da lui cominciato con 10″ sul gruppo ancora particolarmente folto. Il fiammingo viene riassorbito ai meno 11.9 km da Jasha Sütterlin (Movistar Team), che a sua volta prova a portare via, invano, un plotoncino. Spera in un tentativo solitario Kenny Elissonde (Team Sky) ma tanto lui quanto Lars Ytting Bak (Lotto Soudal) e Andriy Grivko (Astana Pro Team) non vanno da nessuna parte.

L’ucraino rimane in prima posizione al gruppo e, in un tornante a destra in discesa, scivola a terra, portando con sé un incolpevole Maciej Bodnar (Bora Hansgrohe). Sono sempre Bora e BMC a menare il gruppo, mentre la FDJ porta in posizione buona capitan Démare. La BMC forza l’andatura sulla Côte de la Montagne, ma è Roman Kreuziger l’unico che prova, senza successo, ad avvantaggiarsi.

Ci prova Urán, ma non va lontano. Si va alla volata, ed è Sagan show
Qualcosa di più sarebbe potuto accadere sulla più esigente Côte de la Potasse, ma nessuno prende l’iniziativa, e così Lukas Pöstlberger (Bora Hansgrohe) rimane a fare il ritmo in prima posizione. L’austriaco entra in prima posizione nell’ultimo km, per un gruppo ancora composto da una sessantina di unità. Come un anno fa e proprio pochi metri dopo la flamme rouge, parte Rigoberto Urán.

Ma a differenza di quanto accaduto nel 2016, il colombiano della Cannondale-Drapac (domani il giorno dell’annuncio del nuovo sponsor) non prende vantaggio, ben marcato dai rivali fra cui Petr Vakoc (Quick Step Floors) e un Enrico Gasparotto (Bahrain Merida) sempre vigile nelle primissime piazze. Si giunge così allo sprint, come dodici mesi orsono. Ed è identico l’esito, così come il nome del protagonista. Peter Sagan parte, lungo; e nonostante la pendenza e il parterre dei rivali, non ce n’è per nessuno.

Sul podio Van Avermaet e Matthews, decimo Colbrelli
Undicesima vittoria stagionale per il leader di una Bora Hansgrohe perfetta a suo supporto. E per il fenomeno di Zilina sono 100 i successi nella sua esperienza tra i professionisti; a queste si aggiungono le tre affermazioni conquistate nel 2009 in maglia Dukla Trencin Trek, quando era ancora under 23. Per cui la corretta definizione è di considerare 100 le vittorie tra i professionisti mentre sono 103 quelle conquistate in carriera in prove internazionali.

Come un anno fa il battuto è l’acerrimo rivale dello slovacco, vale a dire Greg Van Avermaet (BMC Racing Team). Che, varcato il traguardo, si congratula subito con l’avversario, dandogli appuntamento per la rivincita. Terzo gradino del podio per Michael Matthews (Team Sunweb), sempre meno velocista puro e sempre più uomo da classiche.

Ottimo quarto posto per Alexis Vuillermoz (AG2R La Mondiale); lo seguono Tim Wellens (Lotto Soudal), Tom Jelte Slagter (Cannondale-Drapac), Petr Vakoc (Quick Step Floors) e Tony Gallopin (Lotto Soudal). Chiude la top 10 il primo azzurro, vale a dire Sonny Colbrelli. Una buona prestazione per il bresciano della Bahrain Merida, alla prima esibizione a queste latitudini. Non male di certo ma, (almeno?) oggi, i primi tre sono sembrati di un altro pianeta. Buon undicesimo posto per Diego Ulissi (UAE Team Emirates) mentre Alberto Bettiol (Cannondale-Drapac) chiude in quindicesima piazza.

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La vignetta di Pellegrini

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