Elia Viviani, uno dei leader dell'Italia a Bergen © Bettiniphoto
Elia Viviani, uno dei leader dell'Italia a Bergen © Bettiniphoto

Quattro punte in cerca di un sogno

L’analisi ruolo per ruolo dell’Italia maschile di Bergen: Colbrelli, Moscon, Trentin, Viviani ma non solo. Azzurri pronti a stupire

Elia Viviani (Team Sky)
Quella del veronese campione olimpico dell’Omnium è stata un’estate magica: dopo la medaglia d’argento al Campionato Europeo ha vinto ad Amburgo e Plouay mettendoci in mezzo anche due tappe al Tour du Poitou Charentes. Per sua stessa ammissione i risultati di Elia hanno sorpreso anche Davide Cassani che quindi non ha potuto non puntare sul veronese. A Bergen Viviani dovrà correre soprattutto sulla difensiva nell’attesa dello sprint correndo anche il rischio che l’Italia si ritrovi di fatto con un uomo in meno: la speranza è che la condizione fisica non sia in calo rispetto al mese scorso.

Gianni Moscon (Team Sky)
Il giovane trentino è appena alla sua seconda stagione da professionista, eppure sembra in grado di svolgere un ruolo di primo piano per questa nazionale. Quest’anno Moscon è arrivato quinto alla Parigi-Roubaix ma è stato veramente impressionante sulle strade della Vuelta a España dove è stato uno degli uomini chiave per il successo di Chris Froome: in Spagna con le sue trenate ha più volte disintegrato il plotone ed in Norvegia sarà lui la nostra punta per una corsa dura e selettiva. Uno strappo come quello del circuito non può fare certo paura a Moscon: sa scattare, sa lavorare per i compagni e con la sua potenza può piazzarsi in uno sprint ristretto.

Matteo Trentin (Quick-Step Floors)
Nella nazionale costruita da Davide Cassani per Bergen è difficile impossibile individuale un capitano unico, ma ci sono più corridori che possono adattarsi a vari scenari di corsa. Uno di questo è il 28enne della Quick-Step Floors, reduce da quattro vittorie di tappa alla Vuelta: non c’erano grandi velocisti in gara, ma questo è servito a fargli avere più consapevolezza delle proprie possibile e poi la condizione fisica mostrata nella corsa era davvero stellare tanto da riuscire ad andare in fuga e vincere superando una salita come il Collado Bermejo. È anche lui uomo da volata se Viviani non ce la farà.

Sonny Colbrelli (Bahrain-Merida)
Con Viviani e Trentin, anche il bresciano della Bahrain-Merida rientra tra le ruote veloci su cui può puntare l’Italia in Norvegia. In una volata di gruppo in pianura ne uscirebbe quasi sicuramente battuto come si è visto al Tour de France, ma la salitella di Salmon Hill, il chilometraggio e soprattutto il possibile maltempo possono ribaltare completamente la selezione. Attenzione però, Colbrelli è un corridore che non necessariamente si metterà tranquillo facendo di tutto per non farsi staccare: quest’estate l’abbiamo visto provare diverse volte a fare corsa d’attacco, come se volesse fare le prove generali per il Mondiale.

Diego Ulissi (UAE Team Emirates)
Diciamo la verità, fino alla settimana scorsa nessuno avrebbe anche solo preso in considerazione il nome del toscano per una convocazione: secondo al Campionato Italiano e generoso (ma poco concreto) al Tour ma serviva di più. E Ulissi è andato a vincere il GP de Montréal, guadagnandosi di fatto una convocazione automatica. Il limite del corridore della UAE Team Emirates, però, è sempre quello di non dare garanzie sopra i 200 chilometri (a Montréal erano 205): potremmo vederlo all’attacco attorno a tre quarti di gara in modo tale che l’Italia si trovi davanti con un corridore rapido, in forma e che possa fare paura agli altri.

Daniele Bennati (Movistar Team)
È il regista in corsa, il corridore di grande esperienza che possa fare da guida per i compagni e che possa tenere protetti il più possibile i capitani. In questo ruolo Bennati è diventato un vero e proprio maestro e la sua presenza sarà molto più importante di quanto poi si vedrà realmente: l’aretino, infatti, farà tanto lavoro oscuro su e giù per il gruppo e se in gara vedremo un’Italia che corre compatta ed unita allora un grosso merito andrà anche a lui. Ma non dimentichiamoci che all’occorrenza Bennati è anche un corridore che non ha paura a prendere vento in faccia.

Alberto Bettiol (Cannondale-Drapac)
Quarta stagione da professionista e prima partecipazione ad un Campionato del Mondo per il 23enne che l’anno prossimo vestirà la maglia della BMC. Come prima esperienza Bettiol sarà chiamato a lavorare per i compagni, cosa che tra l’altro ha già fatto molto bene all’ultimo Tour de France dove spesso ha dato una mano a Urán: tuttavia, come già ha dimostrato con il club, è un corridore che quando è chiamato in causa sa fare la corsa in prima persona ed il sesto posto nella Clasica San Sebastian sta lì a dimostrarlo.

Salvatore Puccio (Team Sky)
Davide Cassani lo ha detto, questa nazionale non deve tirare un metro. Tuttavia è impossibile pensare di poter fare a meno di uno o due uomini di fatica, quantomeno per tutelarsi nel caso qualcosa dovesse andare storto in particolar modo nei primi due terzi di gara. Puccio è stato uno dei protagonisti della grande Vuelta del Team Sky: ha lavorato in pianura ed in salita, spesso riuscendo a resistere quando il plotone si era già notevolmente ristretto nei numeri. È un ottimo gregario, è in ottima forma e la sua presenza non può che rendere più tranquilli tutti i leader della squadra.

Alessandro De Marchi (BMC Racing Team)
Il Rosso di Buja è un corridore versatile e che non ha paura a prendere vento in faccia, che sia lavorando in testa al gruppo oppure andando in fuga da lontano. Alla Vuelta ha provato più e più volte l’azione dalla lunga distanza ma non è riuscito mai a concretizzare con un successo: ad ogni modo ha dimostrato di avere tanta forza nelle gambe e chissà che non riesca a ripetere la fantastica prestazione del Mondiale di Ponferrada 2014, suo unico precedente iridato.

Marco Canola (Nippo-Vini Fantini) & Davide Villella (Cannondale-Drapac)
Le due riserve indicate dal commissario tecnico Davide Cassani resteranno in Italia e voleranno in Norvegia solamente in caso di emergenza. La chiamata è comunque un bel riconoscimento a due corridori che hanno fatto molto bene: Canola è nella stagione migliore della carriera ed è reduce dal secondo posto all’Agostoni, Villella invece ha appena vinto la maglia di miglior scalatore alla Vuelta.

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