Enzo Ghigo, presidente della Lega Ciclismo Prof, si congratula con Gianni Savio per la vittoria nella Ciclismo Cup © Bettiniphoto
Enzo Ghigo, presidente della Lega Ciclismo Prof, si congratula con Gianni Savio per la vittoria nella Ciclismo Cup © Bettiniphoto

Ciclismo Cup, lo scudetto è dell’Androni

La rinnovata Coppa Italia ha visto trionfare gli uomini di Savio che si assicurano l’invito al Giro d’Italia dopo due anni d’assenza

Il 2017 può essere considerato l’anno di inizio del rilancio del ciclismo professionistico in Italia grazie alla nascita del circuito della Ciclismo Cup, in sostituzione della vecchia Coppa Italia: la rivoluzione è stata soprattutto dal punto di vista dell’immaginile e della visibilità grazie al fatto di poter guardare dirette e sintesi anche all’estero o attraverso i social network. Dal punto vista dell’organizzazione sportiva invece è cambiato poco o nulla rispetto al passato, ora che però si sono concluse le gare professionistiche del calendario italiano è il momento giusto per rivivere quanto accaduto negli otto mesi esatti dal GP Costa degli Etruschi del 5 febbraio alla Milano-Torino del 5 ottobre scorso.

Rispetto all’anno scorso, dove il fotofinish tra Ruffoni e Pozzato fu di fatto decisivo per l’assegnazione del titolo, la Ciclismo Cup 2017 ha avuto una squadra che ha dominato nettamente il ranking iniziando a scavare distacchi importanti sulle rivali dirette praticamente fin dall’inizio: è stata l’Androni Giocattoli-Sidermec ad aggiudicarsi il quinto scudetto della sua storia dopo quello del 2008 e la tripletta consecutiva tra il 2010 ed il 2012 e ad assicurarsi quindi la partecipazione al Giro d’Italia 2018 dopo essere rimasta dolorosamente a casa negli ultimi due anni. Nella classifica individuale invece è stato il toscano Diego Ulissi a svettare davanti a tutti tornando sul gradino più alto del podio dopo tre anni di dominio di Sonny Colbrelli.

L’Androni torna al Giro dopo due anni d’assenza
Il Campionato Italiano a Squadre, come è ribattezzata anche la Ciclismo Cup, è senza dubbio la più sentita delle classifiche perché per la formazione vincitrice c’è in palio un invito automatico al Giro d’Italia dell’anno successivo: per i team Professional italiani le gare di questo calendario sono quindi di vitale importanza dal momento che un’eventuale vittoria finale porta con sé la possibilità di pianificare la stagione con il giusto anticipo riuscendo ad offrire una bella certezza in occasioni delle trattative con i potenziali sponsor. Paradossalmente le gare della Ciclismo Cup condizionano le squadre al punto da sacrificare anche prove di maggior prestigio: ne abbiamo avuto esempio quest’anno quando risparmiò i suoi uomini migliori alla Strade Bianche per averli più freschi il giorno successivo a Larciano.

A parte questo dettaglio, il ruolino di marcia dell’Androni nelle 16 prove valevoli per la Ciclismo Cup è stato notevolissimo: fin dalla prima gara i biancorossi di Gianni Savio hanno iniziato a guadagnare terreno su tutte le altre Professional italiane e sono bastate appena tre gare per scavare un vantaggio di 33 punti sulla Nippo, 36 sulla Wilier e addirittura 60 sui campione in carica della Bardiani. Il gap ha quindi continuato a crescere costantemente praticamente fino alla fine, ma solo al termine della Tre Valli Varesine, la penultima prova della Ciclismo Cup, è arrivata la certezza matematica del trionfo: il meccanismo di punteggio, con grossi bonus in caso di vittoria, ha impedito di festeggiare in anticipo sebbene le cose fossero ormai molto chiare.

Bernal, Cattaneo e Gavazzi sugli scudi
Molti dei corridori della rosa dell’Androni hanno contribuito con i loro piazzamenti al successo finale della squadra, ma gli uomini che hanno realmente fatto la differenza sono stati tre. A 33 anni Francesco Gavazzi si è confermato un ciclista solido capace di salire sul podio più volte nel corso della stagione: alla fine, contando solo le prove della Ciclismo Cup, è stato terzo al GP Costa degli Etruschi, alla Coppa Agostoni e alla Coppa Sabatini. Una bellissima rivelazione di questa stagione è stato invece Mattia Cattaneo che dopo quattro anni ricchi di problemi fisici alla Lampre è riuscito finalmente a rendere ad alto livello come ci si poteva aspettare da lui dopo gli anni da dilettante. La terza stella invece è stata quella luminossima del colombiano Egan Bernal, assolutamente inarrestabile nel finale di stagione ma sempre presente sui percorsi duri per tutta la stagioni: a soli 20 anni questo ragazzo ha già fatto innamorare molti tifosi e per lui si sono quindi aperte le porte del Team Sky che lo accoglierà nel 2018.

Meritano una citazione anche Ballerini, Masnada, Torres e Vendrame che hanno fatto la loro parte e che nel 2018 saranno chiamati a svolgere un ruolo ancora più importante per confermare il team a buoni livelli. Tutte queste riconferme fanno pensare ad un progetto molto più solido che in passato e scongiurare il rischio che accada qualcosa di simile a quanto visto quest’anno con la Bardiani-CSF: è vero, la squadra di Reverberi ha avuto anche altre difficoltà, ma una volta perso Sonny Colbrelli che aveva trascinato il team alla conquistate della Coppa Italia non c’è stato nessuno pronto ad ereditarne il testimone.

Zero vittorie per i team italiani
Come abbiamo detto, la matematica ha tenuto in gioco Wilier Triestina-Selle Italia e Nippo-Vini Fantini fino alla penultima gara, ma le due compagini italiane raramente hanno dimostrato di poter fare il colpaccio: la prima si è affidata soprattutto a Manuel Belletti e Daniel Martínez (entrambi in partenza), la seconda al vicentino Marco Canola protagonista di un’ottima annata al rientro dopo due anni negli Stati Uniti. Alla fine la classifica ha visto l’Androni trionfare con 588 punti, la Wilier Triestina-Selle Italia seconda con 423, la Nippo-Vini Fantini terza con 417 e la Bardiani-CSF solo quarta con appena 292 punti: siamo molto più in basso rispetto ai punteggi dell’anno scorso, non tanto per le due gare in meno nel calendario (la Strade Bianche è stata promossa a World Tour, il Gran Piemonte si è corso come Campionato Italiano) ma per il fatto che quattro formazioni Professional italiane sono tutte incredibilmente rimaste a secco di vittorie in Italia.

Tra le 16 prove in programma abbiamo visto trionfare squadre World Tour, selezioni nazionali, Professional straniere come la Direct Energie e la Wanty e addirittura formazioni Continental come l’Amore&Vita (per due volte) e la Lokosphinx: un brutto passaggio a vuoto per le quattro squadra italiane di punta che dovranno puntare a rinforzarsi anche tenendo conto di questo aspetto per provare a cercare sul mercato il finalizzatore che manca. Chi sta provando a farlo è la Bardiani-CSF che per la prima volta è andata ad ingaggiare due corridori già militanti in squadra di prima divisione come Manuel Senni ed Andrea Guardini: servirà comunque molto di più per lasciarsi alle spalle una stagione nera.

Classifica individuale: Ulissi sorpassa Bernal nel finale
Le ultime righe le dedichiamo alla classifica individuale dove Diego Ulissi è riuscito a scavalcare quasi in extremis il colombiano Egan Bernal. Il toscano della UAE Team Emirates era partito benissimo vincendo subito la corsa di casa, il GP Costa degli Etruschi, ma a seguire il calendario suo e della sua squadra si era orientato più su prove internazionali che non su quelle italiane e così dopo le brevi parentesi di Fabio Felline e Francesco Gavazzi, la leadership è passata nelle mani del colombiano Egan Bernal che ha sfruttato Giro dell’Appennino, Memorial Pantani e le gare a tappe per costruirsi un punteggio importante.

La rimonta finale di Diego Ulissi è stata concentrata tutta nelle ultime uscite: 24 punti guadagnati su Bernal alla Coppa Sabatini, altri 23 al Giro dell’Emilia ed infine il sorpasso alla Tre Valle Varesine con un quarto posto che ha fruttato 38 punti; alla Milano-Torino il talento colombiano è riuscito a riprendersi solo due punti per chiudere secondo in classifica a 28 lunghezze da Ulissi con la consolazione di aver trionfato almeno nella classifica riservata ai giovani. Il terzo posto è andato a Marco Canola che ha preceduto altri due corridori dell’Androni, Cattaneo e Gavazzi che hanno reso ancor più meritato il successo nella competizione riservata alle squadre.

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