Diego Ulissi vince a Selçuk © Brian Hodes/VeloImages
Diego Ulissi vince a Selçuk © Brian Hodes/VeloImages

Ulissi, tutto facile a Selçuk

Il toscano vince la tappa regina ed è il nuovo leader del Tour of Turkey. Buon quarto posto di tappa per Masnada

La concorrenza sarà pure abbastanza modesta e sicuramente questa edizione del Tour of Turkey ha ben poco a che vedere con il circuito World Tour in cui nonostante tutto è iscritta, ma è proprio in queste circostante che un corridore che classe superiore deve dimostrare di saper vincere e di poterlo fare in maniera consona al proprio livello: Diego Ulissi era il grande favorito di questa quarta tappa che si concludeva in salita a Selçuk e non ha tradito le attese andando a conquistare la sua terza vittoria stagionale.

Il toscano della UAE Team Emirates ha dato una bella dimostrazione di forza negli ultimi chilometri controllando i rivali con una facilità quasi disarmante: forse Ulissi avrebbe potuto mettere qualche secondo in più tra sé ed i rivali proprio in virtù della gran gamba che ritrova, ma la situazione di classifica adesso gli è molto favorevole e sembra molto difficile che qualcuno possa privarlo del quarto successo in carriera in una gara a tappe. Notevolissimo questo finale di stagione di Diego Ulissi che aveva già vinto la gara World Tour, quella sì “vera”, di Montréal mettendosi poi in evidenza nelle classiche del calendario italiano ed al Campionato del Mondo di Bergen dove il suo rendimento è stato superiore a quello che molti temevano.

Sei in fuga, quattro sono italiani
I primi corridori a lanciarsi all’attacco in questa quarta tappa sono stati due italiani: subito dopo il chilometro 0 la strada si presentava in salita e ne hanno approfittato Davide Ballerini dell’Androni-Sidermec e Alessandro Tonelli della Bardiani-CSF che hanno iniziato subito a guadagnare terreno su un plotone non particolarmente interessato ad andare subito a riprenderli. A quel punto, visto l’atteggiamento tattico del gruppo, altri corridori sono partiti in caccia della fuga: su Ballerini e Tonelli sono riusciti a rientrare anche Ferit Samli (Turchia), Ludovic Robeet (WB Veranclassic) e altri due italiani, Alberto Cecchini (Wilier-Selle Italia) e Danilo Celano, finalmente in evidenza anche con la maglia della Caja Rural.

È stato proprio Danilo Celano ad aggiudicarsi il gran premio della montagna di prima categoria posto ai 633 metri di Kizilagac dopo 35 chilometri di gara: con questi 10 punti, lo scalatore lucano ha preso virtualmente la testa della classifica della maglia rossa, indossata in corsa da Mirco Maestri. Nonostante il tracciato lungo (205.3 km) e con diverse asperità, il plotone non ha mai permesso ai sei fuggitivi di prendere un vantaggio che potesse in modo illuderli di avere una speranza di arrivare fino in fondo: il picco massimo è stato di circa tre minuti e mezzo, ma subito dopo la Bora-Hansgrohe e la UAE Team Emirates hanno accelerato il ritmo stabilizzando il gap attorno ai due minuti.

Celano strappa la maglia dei gpm a Maestri
A 65 chilometri dall’arrivo lo scenario di corsa è cambiato. La fuga si è spezzata in due e, mentre Davide Ballerini, Ferit Samli e Ludovic Robeet hanno continuato a spingere la davanti, Alessandro Tonelli, Alberto Cecchin e Danilo Celano si sono fatto riprendere dal plotone che intanto si era avvicinato ancora a circa un minuto e mezzo. A questo punto per gli inseguitori il gioco s’è fatto se possibile ancora più facile e altre squadre si sono scoperte interessate a ruotare in testa assieme a Bora e UAE: magari non per la vittoria di tappa o per la classifica generale, ma ad esempio una volta ripreso Tonelli la Bardiani-CSF si è messa a lavorare perché a 16 chilometri dall’arrivo c’era un gran premio della montagna di terza categoria sul quale Maestri poteva provare a riprendersi la maglia rossa.

Diversamente da quello che si vede di solito, stavolta sia davanti che dietro non si sono persi a fare molti calcoli ed il gruppo ha annullato definitivamente la fuga quando mancavano ancora 40 chilometri alla conclusione. Il gruppo ha quindi messo bene in chiaro le proprie intenzioni, la Wilier-Selle Italia si è messa in testa a dettare il ritmo e nessuno ha più provato a scattare: nessuna emozione quindi fino alla salitella di Camlik dove Mirco Maestri è passato effettivamente per primo al gpm, ma Danilo Celano è riuscito a fare secondo pareggiando l’emiliano a quota 12 punti e prendendosi la maglia della speciale classifica in virtù del primo posto sul colle di terza categoria.

Sulla salita finale attaccano Vendrame e König
La salita finale di Selçuk era già stata sede di arrivo di tappa del Tour of Turkey in passato: misura circa 5 chilometri passando accanto alla rovine dell’antica città di Efeso, le pendenze sono abbastanza selettive e nel finale si resta sempre attorno al 9% sebbene la strada abbastanza larga possa un po’ ingannare. Astana e UAE hanno preso in testa l’ascesa conclusiva imponendo fin da subito un buon ritmo che inevitabilmente ha fatto selezione: tra coloro che hanno perso terreno già a quattro chilometri dal traguardo c’era anche l’irlandese Sam Bennett che dopo i tre successi di fila nei primi tre giorni non poteva chiedere di più per il momento.

A 3500 metri dall’arrivo, dopo l’imbeccata di un corridore della nazionale di casa, è uscito dal gruppo di testa Andrea Vendrame dell’Androni che poco più avanti è stato raggiunto da Leopold König (Bora) che sembra finalmente sulla strada del recupero: nel 2017 gli infortuni hanno matoriato lo scalatore ceco che prima di questo Giro di Turchia aveva messo assieme appena otto giorni di corsa con sei ritiri, ma già nei giorni scorsi lo si era visto lavorare in testa al gruppo e forse il prossimo anno potrà tornare a far vedere il suo vero valore. La UAE Team Emirates tuttavia non ha lasciato spazio a Vendrame e König: il ritmo di Przemyslaw Niemiec ha fatto male a molti ed a 1800 metri dal traguardo il drappello di testa contava appena 10 unità.

Ulissi stacca tutti negli ultimi metri
Il finale è stato molto combattuto. Ai 1200 metri è stato il venezuelano Yonder Godoy (Wilier-Selle Italia) a rompetere gli indugi, ma in scia gli sono rimasti un brillantissimo Diego Ulissi (UAE), l’altro italiano Fausto Masnada (Androni), il danese Jesper Hansen (Astana) ed il colombiano Daniel Martínez (anche lui Wilier). Altri scatti hanno animato l’ultimo chilometro: Masnada è riuscito ad allungare ai 900 metri, ma è stato poi superato da Hansen, infine dopo che Ulissi ha chiuso sul danese è stato Martínez a rilanciare ancora l’andatura. Nessuno è riuscito a fare la differenza ed ai 300 metri finali i primi quattro erano ancora tutti assieme.

A questo punto è salito in cattedra Diego Ulissi che per tutta la salita era riuscito a controllare con grande facilità tutti gli attacchi dei rivali, grazie anche al supporto dei compagni di squadra: al toscano della UAE Team Emirates è bastata un’accelerazione decisione per andare a conquistare la terza vittoria del 2017 e per infliggere distacchi anche abbastanza importanti se si condera la vicinanza al traguardo. Jesper Hansen ha chiuso secondo a 5″, Daniel Martínez terzo a 9″, Fausto Masnada quarto a 11″, e poi troviamo ancora Yonder Godoy e Ildar Arslanov a 17″, Francesco Gavazzi a 32″ con Gregor Mühlberger ed ancora Niemiec a 34″, Zeits a 37″ e König undicesimo a 39″.

Ulissi è anche leader a due tappe dal termine
A due tappe dalla conclusione Diego Ulissi ha conquistato anche la maglia di leader della classifica generale e, nonostante i distacchi non siano enormi, sembra veramente difficile che possa sfuggirgli il successo finale: anzi, domani nella frazione con arrivo ad Izmir il toscano potrebbe ancora provare ad allungare grazie agli abbuoni perché è prevista una salita di seconda categoria a 29 km dall’arrivo su cui molti velocisti potrebbero staccarsi ed Ulissi potrebbe fare molto bene in caso di arrivo di un gruppo ristretto.

Importanti sono stati anche gli abbuoni conquistati ai traguardi volanti nelle prime due tappe: il danese Jesper Hansen adesso è secondo a 12″ il che vuol dire che non gli basterebbe l’abbuono per la vittoria di tappa per balzare in testa alla classifica, un motivo in più per dormire sonno tranquilli. In corsa però gli occhi devono essere ben aperti perché Fausto Masnada è terzo a 24″, Daniel Martínez quarto a 29″, Godoy e Arslanov sono 30″: Wilier-Selle Italia ed Androni-Sidermec hanno dimostrato di avere squadre competitive qui in Turchia e potrebbero essere loro a movimentare la corsa se ci sarà l’occasione giusta.

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