Sam Bennett conquista la quinta frazione del Tour of Turkey 2017 © Bettiniphoto
Sam Bennett conquista la quinta frazione del Tour of Turkey 2017 © Bettiniphoto

Bennett, ancora cose turche

Tour of Turkey, quarto sprint vincente per l’irlandese, oggi autore di qualche manovra rivedibile. Sul podio Örken e Consonni, domani il finale a Istanbul

Che fosse il più forte sprinter alla vigilia, lo si sapeva. Che potesse fare filotto, era difficile ma non impossibile. Eppure Sam Bennett continua a stupire, inanellando nette vittorie al Tour of Turkey. Quella odierna, però, macchiata da due scorrettezze, la seconda delle quali decisamente da censurare. La giuria non ha voluto punire il portacolori della Bora Hansgrohe; altrove, per corse anche più importanti, si sono visti declassamenti per movimenti meno pericolosi.

La Selçuk-Izmir si presta a colpi di mano. Non parte Mühlberger
La quinta e penultima giornata del Presidential Cycling Tour of Turkey è, altimetricamente parlando, la seconda più impegnativa della manifestazione. Da Selçuk, sede d’arrivo ieri della giornata chiave, a Izmir, nota in italiano come Smirne. Nei 166 km previsti vi sono due momentanei abbandoni dalla costa mediterranea per affrontare altrettanti gpm. Il secondo, dal cui scollinamento rimangono 29 km alla fine, di seconda categoria.

Uno il non partente, e di alto rango. È infatti stato costretto a non prendere il via il campione austriaco Gregor Mühlberger: il capitano della Bora Hansgrohe, apparso ieri poco convincente nonostante l’ottavo posto, si è dovuto arrendere a causa di problemi fisici. Dopo pochi km dal via, dato alle 12.45 ora locale, ha messo piede a terra anche il brasiliano Victor Ranghetti (Soul Brasil), il più giovane dei 104 iscritti alla corsa.

Diversi tentativi, ma la fuga parte solo dopo 50 km. Presenti due italiani
Diversamente dalle precedenti giornate, si deve attendere affinché la fuga buona prenda il largo. Prima un tentativo di sei viene stoppato, quindi è la volta di Jonas Koch, Aleksejs Saramotins, Nikita Stalnov e Julien Stassen di provare, invano, l’azione. È poi la volta di altri sette, vale a dire Muhammad Atalay, Onur Balkan, Jimmy Duquennoy, Lukas Spengler, Matteo Spreafico, Alex Turrin e il già citato Koch.

Neppure questa è la mossa giusta, e si spezza ai piedi del primo gpm. Su questa salita di Dereköy (vetta al km 52.8) parte, finalmente, il drappello buono. Sono in cinque a formarla, ossia gli italiani Matteo Spreafico (Androni Giocattoli) e Alex Turrin (Wilier Triestina-Selle Italia), il neozelandese Shane Archbold (Bora Hansgrohe), il tedesco Jonas Koch (CCC Sprandi Polkowice) e lo svizzero Lukas Spengler (WB Veranclassic).

I cinque guadagnano, dietro Örken imbizzarrito contro Brozyna
Finalmente il gruppo si dà una calmata, tirando il fiato dopo una prima ora alquanto combattuta. La fuga può così transitare al traguardo volante di Cambel (km 76.3), dove Spreafico anticipa Spengler e Archbold, con poco più di 2′ di margine. A controllare la situazione dietro ci pensano Trek-Segafredo e UAE Team Emirates, che riportano il distacco a 1’35” ai meno 70 km.

L’unico elemento di cronaca in questa lunga fase è il bisticcio intercorso tra Piotr Brozyna (CCC Sprandi Polkowice) e un alquanto imbufalito Ahmet Örken (Turchia): quest’ultimo incolpa l’avversario di non essersi prontamente levato e di non avergli facilitato l’avvicinamento alla propria ammiraglia. L’arrabbiatura del turco nei confronti del polacco si manifesta anche tramite il lancio di una borraccia, che fortunatamente non va a segno.

Sprint parziale per Turrin, vanno giù Alafaci e Zurlo
La giornata scorre via tranquilla, con il quintetto che possiede un vantaggio costante: ai meno 60 km il gap è di 1′, ai meno 50 km di 1’10”, ai meno 40 km di 50″. Proprio in questa distanza, a Manisa, dentro lo stabilimento di uno dei main sponsor della prova, si assiste allo sprint valido per la graduatoria minore sulle bellezze turche. È Turrin a passare per primo, con Spreafico a Archbold a ruota.

Nel gruppo, in uscita dalla azienda, si registra una caduta nelle prime posizioni. Vanno giù gli azzurri Eugenio Alafaci (Trek-Segafredo) e Federico Zurlo (UAE Team Emirates), impegnati a lavorare per i rispettivi leader. Il baffuto lombardo si procura la frattura di due costole, che lo costringe alla chiusura anticipata di stagione (avrebbe dovuto prendere parte al Tour of Guangxi). Ai piedi della seconda salita due dei battistrada decidono di rialzarsi: sono Spengler e Turrin, che preferiscono andare su di conserva.

Maxi caduta, Florez costretto al ritiro. Gruppo ridotto, ci prova Koshevoy
Nuova scivolata, e stavolta più numerosa, all’imbocco dell’ascesa. A finire giù una dozzina di elementi presenti nella pancia del gruppo. Tra i caduti, quelli più doloranti paiono Miguel Florez (Wilier Triestina-Selle Italia), fattosi medicare al ginocchio sinistro e costretto al ritiro, e il solito sfortunato Leopold König (Bora Hansgrohe). Va già anche un altro dei tedeschi, ossia Michael Schwarzmann, così come Kamil Malecki e Frantisek Sisr della CCC Sprandi Polkowice, Pedro Nicacio e Flavio Santos della Soul Brasil, Pavel Brutt della Gazprom-RusVelo e Antonio Molina della Caja Rural-Seguros RGA.

L’andatura si fa più interessante in salita, con la Trek-Segafredo intenzionata a mandare fuori giri il favorito Sam Bennett. Prima con Marco Coledan, poi soprattutto Greg Daniel si incaricano di selezionare il plotone, che perde man mano elementi. La conseguenza diretta è la fine del tentativo di Archbold, Koch e Spreafico, riassorbiti ai meno 31.7 km dal traguardo. A 30 km dall’arrivo, quando solamente una trentina di elementi fanno parte dell’avanguardia del plotone, attacca Ilia Koshevoy.

La Wilier prova a improvvisare. Maestri torna leader dei gpm
Il bielorusso della Wilier Triestina-Selle Italia scollina (km 137.1) con circa 5″ sul primo inseguitore. Che è il compagno di squadra Daniel Martínez, col quale prova a involarsi in discesa. Terzo posto, e quindi 2 punti guadagnati, per Mirco Maestri: l’emiliano della Bardiani CSF torna così al comando della classifica degli scalatori, risuperando Danilo Celano (Caja Rural-Seguros RGA), non riuscito a tenere le ruote del plotone. Nel quale è ancora presente, senza apparente difficoltà, anche Sam Bennett.

Il duo Koshevoy-Martínez continua l’azione in discesa, ma l’improvvisata cronocoppie sulla larghissima carreggiata autostradale non va da nessuna parte. Il gruppo, trainato dalla UAE Team Emirates, li riagguanta ai meno 23.5 km e quindi decide di rallentare, favorendo il rientro di diversi degli staccati. La discesa termina a circa 12 km dall’arrivo, e sono Gazprom-RusVelo e UAE Team Emirates le compagini più interessate a lavorare.

Pantano e Maestri ci provano, ma sarà volata
Ma le loro forze non possono impedire il rientro di una ulteriore ventina di elementi, fra i quali sprinter come Belletti, Minali e Paluta. Sono proprio CCC Sprandi Polkowice e Wilier Triestina-Selle Italia i due team che maggiormente si sono adoperati per il ricongiungimento, avvenuto a 8 km dalla linea bianca. Il lavoro della UAE prosegue, con Edward Ravasi e Vegard Stake Laengen da applausi: il norvegese si incarica di andare a riprendere il tentativo di Jarlinson Pantano (Trek-Segafredo), lanciatosi ai meno 4 km ma durato all’attacco per 500 metri.

Non appena il colombiano si fa da parte riprova l’attacco Mirco Maestri. Il sempre inesauribile metronomo della Bardiani resiste fino ai meno 1.6 km, quando viene ripreso dal gruppo stranamente tirato da Örken, con Ulissi a ruota. A lavorare ci pensa quindi la Trek-Segafredo, che punta a ottenere quella vittoria tanto cercata quanto finora non ottenuta. Boy van Poppel è l’ultimo uomo del treno, con Edward Theuns che però non sfrutta a dovere la mole di lavoro, rimanendo troppo chiuso.

Decima stagionale per Bennett. Che deve ringraziare anche i giudici
A spuntare e a spuntarla è, anche oggi, Sam Bennett. Decima gioia in stagione per lui, che entra nel club della doppia cifra di vittorie nel 2017 con Kittel, Sagan, Valverde, Boasson Hagen, Ewan, Démare e Gaviria. E sono trentatré per la sua Bora-Hansgrohe, che sta per archiviare una prima annata nel World Tour da applausi. Ma la affermazione odierna, per quanto netta, non è propriamente la più pulita che possa esserci.

L’irlandese si è infatti reso protagonista di due mosse avventate. Prima, con una spallata, sposta Manuel Belletti (Wilier Triestina-Selle Italia), che non può sprintare, trascorrendo così un amaro compleanno. Poi, soprattutto, alzando deliberatamente le mani dal manubrio per appoggiarle sul corpo di un Bardiani CSF, verosimilmente Vincenzo Albanese. La squalifica, oggi, ci sarebbe stata tranquillamente.

Sul podio Örken e Consonni. Ulissi leader, domani chiusura a Istanbul
Salvo, dunque, Bennett. Nonostante la seconda posizione sia andata all’idolo di casa Ahmet Örken (Turchia), che dimostra di essere l’unico corridore del paese ottomano capace di sfidare da pari i professionisti della vecchia Europa. Il passaggio nel 2018 alla Israel Cycling Academy è stato decisamente azzeccato. Terzo posto per il migliore degli italiani, ossia Simone Consonni (UAE Team Emirates).

Completano la top 10 il belga Edward Theuns (Trek-Segafredo), il polacco Michal Paluta (CCC Sprandi Polkowice), l’azzurro Riccardo Minali (Astana Pro Team), l’olandese Boy van Poppel (Trek-Segafredo), gli azzurri della Androni Giocattoli Davide Ballerini e Francesco Gavazzi e, per finire, il belga Grégory Habéaux (WB Veranclassic).

Tutto invariato in classifica generale. Diego Ulissi (UAE Team Emirates) continua a vestire la maglia turchese con 12″ su Jesper Hansen (Astana Pro Team), 24″ su Fausto Masnada (Androni Giocattoli) e 29″ su Daniel Martínez (Wilier Triestina-Selle Italia). Domani l’ultima fatica a Istanbul per una frazione di 143.7 km con arrivo che tira leggermente all’insù. La vittoria finale del toscano, però, non appare minimamente in discussione.

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