Chris Froome con Dave Brailsford © Team Sky
Chris Froome con Dave Brailsford © Team Sky

Salbutamolo, la reazione di Chris Froome: «Rimasto entro i limiti consentiti»

Essendo a conoscenza del caso già dal 20 settembre scorso, la reazione di Chris Froome e del Team Sky alla positività al Salbutamolo del corridore britannico è stata immediata con un ampio comunicato stampa a cercare di spiegare più nel dettaglio la vicenda. Riportiamo qui di seguito tradotto in italiano.

Froome soffre di asma fin da bambino – si spiega – e utilizza un inalatore per assumere un farmaco molto comune, il Salbutamolo appunto, per alleviare i sintomi causati dallo sforzo fisico: questo è permesso dal codice WADA senza bisogno di un’esenzione a fini terapeutici (TUE) fino ad un massimo di 1600 microgrammi lungo un periodo di 24 ore e non più di 800mcg in 12 ore.

Nel controllo antidoping al termine della 18esima tappa della Vuelta a España è stato riscontrato un eccesso di Salbutamolo che obbliga il corridore a fornire informazioni per confermare che non abbia inalato più della dose permessa. Nessuno degli altri 20 test delle urine effettuali da Froome ha destato problemi, in quello del 7 settembre invece è stata riscontrata una concentrazione di 2000 nanogrammi per millilitro contro la soglia di 1000ng/ml della WADA (la positività di Ulissi al Giro 2014 fu di 1920ng/ml che portano ad una squalifica di 9 mesi, ndr).

Durante l’ultima settimana della Vuelta, Chris Froome ha sofferto di sintomi acuti di asma e su consiglio del medico del Team Sky ha incrementato il dosaggio di Salbutamolo, sempre restando entro i limiti concessi, nei giorni precedenti al 7 settembre. Froome è stato controllato dall’antidoping tutti i giorni e ha sempre dichiarato l’utilizzo del farmaco.

Esistono prove considerevoli che dimostrano che esistono variazioni significative ed imprevedibili nel modo in cui il Salbutamolo viene metabolizzato; come risultato, l’utilizzo di dosaggi consentiti di Salbutamolo, può a volte causare elevate concentrazioni nelle urine che richiedono quindi una spiegazione. Una vasta gamma di fattori può influenzare le concentrazioni, compresa l’interazione del Salbutamolo con il cibo o altri farmaci, la disidratazione e la tempistica dell’uso prima del test antidoping.

Questo il commento di Chris Froome: «È risaputo che io soffra di asma e conoscono bene quali siano le regole. Uso un inalatore per gestire i sintomi e so che sarò certamente testato ogni giorno indossando la maglia di leader. La mia asma è peggiorata alla Vuelta, così il dottore mi ha consigliato di aumentare il dosaggio di Salbutamolo. Come sempre, ho utilizzato grande attenzione per essere sicuro di non oltrepassare la dose consentita. Prendo molto sul serio la posizione di leader nel mio sport, l’UCI ha assolutamente tutto il diritto di esaminare i risultati dei test e, insieme al team, fornirò tutte le informazioni necessarie».

Questo invece l’intervento di Dave Brailsford sulla vicenza: «Esistono complesse questioni mediche e fisiologiche che influenzano il metabolismo e l’escrezione del Salbutamolo. Siamo impegnati ad accertare i fatti e capire esattamente cosa è successo in questa occasione. Ho la massima fiducia sul fatto Chris abbia seguito la prescrizione medica per la gestione dei suoi sintomi di asma, restando entro la dose ammissibile di Salbutamolo. Di sicuro faremo tutto il possibile per rispondere a queste domande».

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