Foto di gruppo per il Team Katusha-Alpecin © Tim de Waele
Foto di gruppo per il Team Katusha-Alpecin © Tim de Waele

I team 2018: Team Katusha-Alpecin

Copioso restyling per i rossocrociati: Kittel nuovo velocista, Zakarin rimane la garanzia. Martin in cerca di riscatto, c’è anche Fabbro

Nel secondo anno dopo la derussizzazione il Team Katusha-Alpecin si presenta con un nuovo e importante cambio nel roster. All’addio di Rodríguez nel 2016 si è aggiunto nell’ultimo mercato quello di Kristoff, chiudendo così definitivamente un’era. Il nuovo volto da promuovere è quello di Kittel, uno dei sette acquisti operati dalla dirigenza guidata da José Azevedo. Complessivamente il gruppo appare ancora carente in diversi settori, nonostante il tentativo di andare a prendere corridori da ogni parte del mondo (ben sedici le nazionalità rappresentate).

ROSA
Maxim Belkov (Rus, 1985), Jenthe Biermans (Bel, 1995), Ian Boswell (Usa, 1991), Steff Cras (Bel, 1996), Alex Dowsett (Gbr, 1988), Matteo Fabbro (Ita, 1995), José Gonçalves (Por, 1989), Nathan Haas (Aus, 1989), Marco Haller (Aut, 1991), Reto Hollenstein (Sui, 1985), Robert Kiserlovski (Cro, 1986), Marcel Kittel (Ger, 1988), Pavel Kochetkov (Rus, 1986), Viacheslav Kuznetsov (Rus, 1989), Maurits Lammertink (Ned, 1990), Tiago Machado (Por, 1985), Tony Martin (Ger, 1985), Marco Mathis (Ger, 1994), Baptiste Planckaert (Bel, 1988), Nils Politt (Ger, 1994), Jhonatan Restrepo (Col, 1994), Willie Smit (Rsa, 1992), Simon Spilak (Slo, 1986), Mads Würtz Schmidt (Den, 1994), Rick Zabel (Ger, 1993), Ilnur Zakarin (Rus, 1989)

L’ANALISI

Ilnur Zakarin
Ilnur Zakarin

CORSE A TAPPE: L’uomo chiave non solo di tale settore quanto di tutta la squadra risponde al nome di Ilnur Zakarin. Il russo, ormai uno dei veterani della rosa, ha vissuto un 2017 d’eccellenza con un ottimo Giro d’Italia seguito dal tanto agognato podio alla Vuelta a España. Il tataro cambia però programma di gare: il suo grande obiettivo della stagione risponde al nome di Tour de France. È proprio la Grande Boucle il suo desiderio recondito, cercando per la prima volta di curare la classifica nel mese di luglio. Non sarà cospicua la pattuglia a suo supporto: il croato Robert Kiserlovski garantisce una discreta affidabilità, pur non avendo proseguito nei picchi verso l’alto dimostrati da giovane. Ben più importante potrebbe essere l’aiuto di Ian Boswell, statunitense giunto dal Team Sky con il desiderio di maggior libertà. Nelle prove di una settimana potrà dire la sua. Tali gare sono l’obiettivo di ogni anno di Simon Spilak: lo sloveno, forse l’archetipo contemporaneo degli “unasettimanisti”, ha nelle gare elvetiche il suo Eden ma qualche piazzamento di prestigio lo riesce a cogliere anche altrove. Il mercato ha portato due giovani rinforzi, ossia il belga Steff Cras, quinto all’Avenir e alla Coppa della Pace, e l’azzurro Matteo Fabbro: entrambi affronteranno la prima stagione tra i pro’ con l’obiettivo di crescere senza assilli.

Marcel Kittel
Marcel Kittel

VOLATE: Quattordici vittorie in carriera al Tour, di cui cinque nell’ultima edizione, dove è apparso di un’altra categoria per tutti gli altri. Marcel Kittel è l’acquisto pesante per palmares, per qualità, per esperienza e anche per stipendio. Il biondissimo, che torna a legarsi allo sponsor Alpecin di cui è stato impagabile testimonial, cercherà ancora una volta di fare incetta di affermazioni nel luglio francese, provando ad aggiungere affermazioni nel resto dell’anno. Il suo connazionale Rick Zabel sarà talvolta a supporto e talvolta si metterà in proprio, provando a cogliere quel successo che manca da quasi tre anni. Nel treno un ruolo primario lo svolgeranno il britannico Alex Dowsett, miglior cronoman della truppa, e l’austriaco Marco Haller, ottimo penultimo uomo. Il colombiano Jhonatan Restrepo, dopo un ottimo inizio di 2017, si è perso strada facendo, ma ha i numeri per togliersi soddisfazioni.

Tony Martin
Tony Martin

PAVÉ: Senza Kristoff non c’è un leader assoluto in questo tipo di prove. Vuole far bene in queste gare Tony Martin, ma la top 10, anche talvolta per qualche inconveniente di troppo, rimane ancora una chimera. Ormai Panzerwagen non è più il faro fra i cronoman e sta cercando nuove sfide per la seconda parte di carriera: vi riuscirà? Maggiori prospettive le offre il connazionale Nils Politt, giovane passistone che a sprazzi ha dimostrato il suo talento. Altro giovane adatto a queste gare è Jenthe Biermans, due volte secondo alla Roubaix under 23, ma ha balbettato nelle uscite del 2017. Il migliore alla fine potrebbe essere Baptiste Planckaert, solido belga dotato di un più che valido spunto veloce.

Nathan Haas
Nathan Haas

CLASSICHE: Nella lista dei corridori che alternano alti e bassi il nome di Nathan Haas è indubbiamente presente. Il ventottenne australiano parte sempre fortissimo per poi perdere ritmo con il passare dei mesi, anche se va detto che è indubbia la crescita nell’ultimo periodo. Nelle prove in linea meno complicate José Gonçalves è un outsider, grazie anche alla discreta velocità di base. Completano lo scarno pacchetto il russo Viacheslav Kuznetsov, che se la cava anche sulle pietre, l’olandese Maurits Lammertink e, perché no, il sudafricano Willie Smit, che sbarca nel massimo circuito dopo ottime prestazioni nelle prove africane e nel calendario dilettantistico spagnolo.

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