Wout Poels impegnato nella cronometro alla Paris-Nice © ASO - Alex Broadway
Wout Poels impegnato nella cronometro alla Paris-Nice © ASO - Alex Broadway

Poels non perde tempo: «Sky, ci sono anch’io»

Paris-Nice, il neerlandese fa sua la cronometro di Saint Étienne e sale al secondo posto in classifica. Sánchez rimane leader

Bradley Wiggins, due volte Richie Porte, Geraint Thomas e Sergio Luis Henao. Più che l’albo d’oro generale, l’elenco degli ultimi vincitori della Paris Nice pare quello del campionato sociale riservato al Team Sky. Nelle ultime sei edizioni il solo Carlos Alberto Betancur ha saputo interrompere l’egemonia dei britannici nella Corsa verso il Sole. E anche nel 2018, pur se l’attuale leader milita per una formazione diversa, gli uomini di Dave Brailsford hanno avanzato la propria candidatura per il successo finale con un nuovo, ennesimo prodotto della loro sterminata rosa.

A Saint Étienne il primo tempo interessante è di Van Baarle
La quarta giornata della Paris-Nice prevede l’unica prova contro il tempo inserita nel tracciato 2018: dalla cittadina di La Fouillouse, effettuando un mezzo giro in senso orario, si giunge nella ben più imponente Saint Étienne. 18.5 i km dell’esercizio individuale, con la prima parte caratterizzata dalla salita costante ma dolce di Saint Héand cui fa da contraltare la seconda metà con una discesa veloce intervallata da un brevissimo strappetto.

Primo a scattare alle 13.36 l’esperto Ignatas Konovalovas (Groupama-FDJ), ma il suo 29’55” non risulta significativo. Meglio il 26’44” di Thomas De Gendt (Lotto Soudal) ma, tre minuti più tardi, il belga viene superato con margine dal neerlandese Dylan van Baarle (Team Sky) con un più che interessante 26’21”. L’ex Cannondale può godersi in tutta tranquillità il posto da leader provvisorio tanto che, in oltre 50′, il tedesco Nils Politt (Team Katusha-Alpecin) è quello che più si avvicina, seppure con un lontano 26’37”.

De la Cruz lo supera, De Marchi si difende bene
La soddisfazione di Van Baarle per la qualità della propria prova aumenta con il passare degli atleti: uno in particolare forma come Jakob Fuglsang (Astana Pro Team) gli va alle spalle con 26’29”. Prosegue nell’anonimato la stagione di Ilnur Zakarin (Team Katusha-Alpecin) con un 26’42” discreto ma nulla più. E proprio poco dopo l’arrivo del russo nella zona d’arrivo e nei km precedenti si abbatte un temporale tanto che, brevemente, la pioggia diventa grandine. Nonostante le avverse condizioni, Jarlinson Pantano (Trek-Segafredo) riesce a concludere con un buon 26’36”. Non altrettanto vale per un Warren Barguil (Team Fortuneo-Samsic), ancora in versione “chi l’ha visto” con un emblematico 28’28”.

La situazione meteorologica migliora, con un sole che sostituisce in un battibaleno le nubi. E un baleno pare essere David De la Cruz: lo spagnolo del Team Sky balza davanti al compagno di squadra con un 26’07” che pare decisamente interessante. Non dispiacciono affatto neppure Sam Oomen (Team Sunweb) con 26’33” e il miglior azzurro il generale, il friulano Alessandro De Marchi (BMC Racing Team) con 26’29”. Delude parecchio invece il primo degli aspiranti al successo finale: Bauke Mollema (Trek-Segafredo) disputa una crono sotto le attese e con 27’08” si chiama già fuori dal discorso podio.

Poels strepitoso, va davanti con margine
Va invece sopra ogni attesa Simon Yates: il britannico della Mitchelton Scott riesce persino a superare De la Cruz per pochi decimi, andando a fa segnare un 26’06” da applausi. Ma chi di spada ferisce di spada perisce e, dopo pochi minuti, viene sorpassato, a sua volta per questione di centesimi, da un Sergio Luis Henao (Team Sky) che riconferma il proprio feeling con la corsa. È buona anche la prova di Dylan Teuns (BMC Racing Team) con 26’18” e di Lilian Calmejane (Direct Énergie), con un 26’15” che poteva essere addirittura migliore se non avesse tirato i freni in discesa.

Insufficiente il rendimento di Daniel Martin (UAE Team Emirates) che con 26’54” si aggiunge all’elenco di quanto non vinceranno l’edizione 2018 della gara. Chi, invece, dopo la prestazione odierna potrà riuscirvi è Wout Poels: il primo dei gregari (o l’ultimo dei capitani, la differenza è labile) della corazzata Team Sky vola nella prima parte di gara, riuscendo a confermarsi anche nella seconda: il suo 25’33”, a oltre 43.2 km di media oraria, demolisce la concorrenza, confermando ancora una volta il definitivo ingresso tra i grandi nomi per le corse a tappe.

Soler e Grossschartner, giovani alla ribalta. Sánchez si difende
Chi in tale categoria vuole (e potrà) far parte già nel breve termine è Marc Soler. Il talentino del Movistar Team disputa una gara sopra ogni aspettativa, recuperando addirittura su Poels nella fase conclusiva e andando ad accomodarsi in seconda posizione con un gran 25’44”. Più che valido anche il tempo fatto segnare da Patrick Konrad (Bora Hansgrohe) con 26’12” mentre altrettanto non si può dire per un Tony Gallopin (AG2R La Mondiale) che, con 26’37”, perde una preziosa occasione su un tracciato a lui adatto.

Ottimo è il risultato di Esteban Chaves (Mitchelton-Scott) che va a far compagnia al compagno di squadra Yates con 26’06”; ammonta a 26′ tondi, casualmente, il tempo sia di Ion che di Gorka Izagirre, che confermano la doppia leadership in casa Bahrain Merida. La maggior sorpresa in positivo della giornata risponde al nome di Felix Grossschartner: il talentuoso austriaco della Bora Hansgrohe è addirittura secondo nella prima parte per poi concludere con un 25’53” strepitoso.

Si difende bene anche Tim Wellens (Lotto Soudal) con 26’02” che non riduce le sue speranze di affermazione finale. Stesso discorso per Julian Alaphilippe: il capitano della Quick Step Floors effettua, da gran discesista qual è, una seconda parte di prova strabiliante, recuperando 9″ su Poels e terminando con 25’49”. La maglia gialla Luis León Sánchez (Astana Pro Team), che supera già nella prima parte un tranquillo Arnaud Démare (Groupama-FDJ), disputa un esercizio regolare e conclude con 26’01”.

Il murciano rimane leader, domani spazio ai velocisti
Vince così Wout Poels (Team Sky), alla seconda affermazione stagionale dopo quella ottenuta alla Vuelta a Andalucía. Il secondo posto va al giovane spagnolo Marc Soler (Movistar Team), lontano 11″. Seguono Julian Alaphilippe (Quick Step Floors) a 16″, Felix Grossschartner (Bora Hansgrohe) a 20″, Ion Izagirre (Bahrain Merida) e Gorka Izagirre (Bahrain Merida) a 27″, Luis León Sánchez (Astana Pro Team) a 28″, Tim Wellens (Lotto Soudal) a 29″, Sergio Henao (Team Sky), Esteban Chaves (Mitchelton-Scott) e Simon Yates (Mitchelton-Scott) a 33″.

La classifica vede la maglia gialla ancora sulle spalle di Sánchez, che ora guida con 15″ su Poels, 26″ su Alaphilippe e Soler, 34″ su Gorka Izagirre, 35″ su Grossschartner, 42″ su Ion Izagirre e Wellens. Domani probabile arrivo in volata nella Salon de Provence-Sisteron di 165 km; tuttavia uno strappetto ai meno 13 km potrebbe invogliare qualche coraggioso a far saltare il banco. Gli uomini di classifica, invece, rimarranno tranquilli in vista del trittico conclusivo.

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