Rudy Molard giunge tutto solo al traguardo di Vence alla Paris-Nice © ASO - Alex Boradway
Rudy Molard giunge tutto solo al traguardo di Vence alla Paris-Nice © ASO - Alex Boradway

Mollo? Ma che mollo, è Molard!

Paris-Nice, la sesta tappa va al francese della Groupama-FDJ. Poels cade e si ritira, Sánchez rimane leader

Una carriera già discretamente lunga ma avara di soddisfazioni, con un ruolo di gregario e/o battitore libero, a seconda delle situazioni e delle corse. Una carriera dal rendimento medio verosimilmente irripetibile per gli altri, dato che nelle trentadue prove World Tour (siano essi grandi giri, corse di una settimana o prove in linea) è sempre giunto al traguardo entro il tempo limite – e sono rarità anche gli abbandoni nelle gare del calendario europeo. Cogliere la seconda affermazione in sette anni e mezzo di uscite tra i professionisti in una gara del massimo circuito è, quindi, gioia doppia.

Non partono Bouhanni, Degenkolb e Slagter
Mandate in archivio le frazioni per i velocisti la Paris-Nice inizia il finesettimana dedicato agli uomini di classifica. Oggi lo fa con una frazione intermedia, la Sisteron-Vence di 198 km, tappa con cinque gpm e con pochi tratti di pianura, principalmente nella fase centrale. L’ultimo strappetto, la Côte de la Colle sur Loup, termina meno di 9 km dal traguardo, lasciando così spazio a coraggiosi per provare a cambiare le carte in tavola.

Ancora peggio di ieri il bollettino degli abbandoni. Sono infatti ben sette le mancate partenze: rimangono in albergo i francesi Nacer Bouhanni (Cofidis, Solutions Crédits) e Kévin Ledanois (Team Fortuneo-Samsic), i neerlandesi Maurits Lammertink (Team Katusha-Alpecin), Tom Leezer (Team LottoNL-Jumbo) e Tom Jelte Slagter (Team Dimension Data), il tedesco John Degenkolb (Trek-Segafredo) e l’australiano Chris Hamilton (Team Sunweb). Chi per bronchite, chi per problemi respiratori o chi per una semplice febbre, il plotone si fa sempre più ristretto.

Tanti nomi in fuga, fra cui Démare, Kristoff e Teuns
Se, almeno inizialmente, non si forma la fuga, non è per mancanza di tentativi quanto per lo strenuo controllo da parte del gruppo. Riescono infine ad evadere attorno al km 16 sei elementi: si tratta del francesi Fabien Grellier (Direct Énergie), Cyril Lemoine (Cofidis, Solutions Crédits) e Amaël Moinard (Team Fortuneo-Samsic), il danese Lars Ytting Bak (Lotto Soudal), il tedesco Paul Martens (Team LottoNL-Jumbo) e il neozelandese Tom Scully (Team EF Education First-Drapac).

Ma costoro vengono inseguiti da un gruppetto di sette, con tanti nomi di livello. Lo compongono i belgi Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Dylan Teuns (BMC Racing Team) e Bert Van Lerberghe (Cofidis, Solutions Crédits), lo spagnolo Carlos Barbero (Movistar Team), il francese Arnaud Démare (Groupama-FDJ), il norvegese Alexander Kristoff (UAE Team Emirates) e, come ieri, il tedesco Nils Politt (Team Katusha-Alpecin).

Il belga si rialza, De Gendt e Grellier lottano per i gpm
Tale situazione, però, non va bene al gruppo. Non tanto per il numero dei componenti (il ricongiungimento fra i 13 avviene al km 33) quanto per l’identità di uno dei battistrada. Con solo 1′ di ritardo, e quattordicesimo in graduatoria, Teuns risulta un elemento troppo pericoloso per gli uomini di classifica, che mettono a tirare i propri gregari e permettendo alla fuga un vantaggio di 1’50” dopo 50 km. Convinto dai colleghi o dall’ammiraglia, il vincitore a sorpresa del Tour de Pologne 2017 decide di rialzarsi e attendere il plotone.

Il quale, come per incanto, dà via libera all’azione, che già al km 60 ha in dote 3′, margine che rimane pressoché inalterato per circa una quarantina di km. La prima difficoltà di giornata, il Col de Luens (km 101) premia De Gendt su Grellier. E la coppia, solo momentaneamente, si avvantaggia, preferendo però attendere i rimanenti dieci attaccanti della prima ora alle pendici del del Col Bas. Alla cui vetta (km 121) la sfida si ripete, con il fiammingo ancora più rapido del francese, mentre dal drappello perdono irrimediabilmente contatto Démare e Van Lerberghe.

Fuga ripresa ai meno 24
A dettare il ritmo in gruppo è la Quick Step Floors, intenzionata a portare Alaphilippe a lottare per il successo: ai meno 60 km il gap è infatti sceso a 1’50”. Si registra un nuovo frazionamento in testa nel corso della scalata alla Côte de Cipières: De Gendt, Grellier, Moinard, Scully e, poco più tardi, anche Barbero distanziano i rimanenti cinque, che tirano i remi in barca accettando il fatto compiuto. Al gpm (km 149) il terzo episodio della sfida De Gendt-Grellier vede il medesimo risultato delle due puntate precedenti.

De Gendt va sul 4-0 con il passaggio in testa sulla Côte de Gourdon (km 159.5), ma non gli basta per indossare la maglia a pois: Grellier, in ragione della fuga in cui è stato protagonista martedì, conquista la vetta per 31 punti contro 29. E non possono darsi battaglia nell’ultima difficoltà di giornata perché il gruppo, grazie al ritmo in discesa di Team Sky e soprattutto Mitchelton-Scott, si riporta su di loro ai meno 24.3 km.

Problemi meccanici per Martin, Sánchez e Zakarin
Gli australiani affrontano la lunga e filante discesa a testa bassa, con Matteo Trentin incaricato di tenere alta l’andatura. Chi rischia, suo malgrado, di farne le spese è Luis León Sánchez: la maglia gialla, che pedala sulla bici prontamente prestatagli da Omar Fraile a seguito di una foratura che lo ha colpito ai meno 31 km, fatica a risalire il gruppo, rischiando di essere staccato a causa di un buco formatosi a metà plotone. Per sua fortuna gli uomini di Chaves e Yates rallentano, giusto un po’, la velocità, permettendo di rifarsi sotto. Non altrettanto accade a Daniel Martin: il leader della UAE Team Emirates ha problemi meccanici attorno ai meno 25 km e non riesce a rientrare, dovendo arrendersi e giungendo al traguardo a oltre 9′ dal vincitore.

Si giunge così all’imbocco della Côte de la Colle sur Loup, difficoltà di 1800 metri ma con pendenza media del 10%, con punte anche ben superiori. Inizialmente la selezione è solo da dietro, con lo sfortunato Ilnur Zakarin (Team Katusha-Alpecin), alle prese con un problema meccanico, a dover ripartire da fermo. Sulle rampe più impervie Alaphilippe, Chaves, Teuns, Wellens e Yates paiono i più pimpanti, ma nessuno si azzarda ad attaccare; il primo volenteroso è Alexis Vuillermoz (AG2R La Mondiale), ma la sua azione ai meno 9.6 km dura veramente poco.

Poels cade e si ritira, Yates molto combattivo
Tenta di frullare, per ben due volte ma sempre con scarso successo, Wout Poels. Chi riesce a stare attaccato nel gruppetto di diciotto con le unghie e con i denti è Sánchez, assistito da un Jakob Fuglsang in versione gregario di lusso. Poco prima dello scollinamento (km 189.5) Simon Yates cerca di avvantaggiarsi, lanciandosi nei primi metri di discesa ma venendo stoppato. Ci riprova ai meno 8 km, il britannico, proprio mentre dietro cade Poels. Il leader del Team Sky rovina pesantemente al suolo in discesa: nonostante cerchi di rimettersi subito in piedi, il trentenne capisce di provare dolore ed è costretto al ritiro, in attesa poi di conoscere il bollettino medico.

L’infaticabile Yates ci prova ancora ai meno 6.5 km, venendo raggiunto dal solo Wellens. Dietro, finito ai meno 3.5 km il lavoro di un ottimo Fuglsang, sono i fratelli Izagirre ad accelerare, andando a riprendere i due battistrada ai meno 3 km. E si forma una frattura che separa, solo per un attimo, i due tronconi. Fra quelli che rimangono davanti Alaphilippe, Ion Izagirre e Molard tentano di scappare, ma vanamente.

Molard attacca e sorprende: big beffati. Domani arrivo in salita, Sánchez sempre in giallo
Ci riprova ai meno 1300 metri, proprio mentre termina un breve zampellotto, Rudy Molard. Il ventottenne si era allenato alla vigilia proprio sulle strade della zona, preparandosi specificatamente per questo arrivo. E, sfruttando la marcatura altrui, guadagna sempre più, pur voltandosi ogni ventina di metri per valutare la situazione. Il francese della Groupama-FDJ, però, ha buon gioco, andando a esultare centrando la seconda affermazione della carriera, dopo quella ottenuta nel 2015 al Tour du Limousin.

Il gruppo dei migliori, giunto a 2″, è stato regolato da Tim Wellens su Julien Alaphilippe (Quick Step Floors), Luis León Sánchez (Astana Pro Team), Sam Oomen (Team Sunweb), Dylan Teuns (BMC Racing Team), Patrick Konrad (Bora Hansgrohe), Esteban Chaves (Mitchelton Scott), Gorka Izagirre (Bahrain Merida) e Sergio Luis Henao (Team Sky). Ritardo di 44″ invece per Lilian Calmejane (Direct Énerge) e Bauke Mollema (Trek-Segafredo) mentre il migliore azzurro Alessandro De Marchi (BMC Racing Team), Ilnur Zakarin (Team Katusha-Alpecin) e Felix Grossschartner (Bora Hansgrohe) lasciano sul piatto 1’11”.

Sánchez rimane in vetta alla graduatoria con 22″ su Alaphilippe, 26″ su Soler, 34″ su Gorka Izagirre, 35″ su Wellens, 42″ su Ion Izagirre, 45″ su Yates, 46″ su Henao, 48″ su Chaves e 54″ su Konrad. Domani la tappa altimetricamente più complicata da Nizza a Valdeblore la Colmiane, con la ascesa finale di 16.3 km con pendenza media del 6.3%.

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