Michal Kwiatkowski con il trofeo e la maglia azzurra © LaPresse - Spada / Ferrari
Michal Kwiatkowski con il trofeo e la maglia azzurra © LaPresse - Spada / Ferrari

Kwiatkowski è il re dei due mari

Il polacco vince la Tirreno-Adriatico davanti a Damiano Caruso che riporta l’Italia sul podio. Crono finale a Rohan Dennis

La 53esima edizione della Tirreno-Adriatico si è conclusa con quello che era il risultato più pronosticabile alla vigilia della cronometro conclusiva di San Benedetto del Tronto: il tridente di re dei due mari è andato al favorito Michal Kwiatkowski, primo polacco di sempre ad aggiudicarsi la corsa, che oggi è partito per ultimo in maglia azzurra e non ha fallito il match point. Ma quella di oggi non è una prima volta solo per la Polonia: anche il Team Sky aggiunge al proprio palmarès una corsa a tappe che ancora gli mancava, un fatto abbastanza curioso visto che alla quasi concomitante Parigi-Nizza i trionfi conquistati sono invece ben cinque.

Per Michal Kwiatkowski le vittorie conquistate nel 2018 sono adesso quattro e prima di oggi s’era già aggiudicato anche la classifica finale della Volta a Algarve: sia qui in Italia che prima in Portogallo, l’ex campione del mondo non partiva nel ruolo di numero 1 del Team Sky, ma i giochi tattici e le sfortune di Geraint Thomas lo hanno aiutato; per lo squadrone britannico l’ennesima conferma della grande qualità dell’organico dove sembra esserci quasi sempre un uomo in grado di salvare la baracca anche quando le cose vanno male. Kwiatkowski adesso è atteso ad una nuova affascinante sfida chiamata Milano-Sanremo: ripetersi, però, sarà difficilissimo anche perché l’ultimo corridore ad imporsi per due anni di fila è stato Erik Zabel nel 2000 e nel 2001, l’ultimo capace invece di fare la doppietta Tirreno-Sanremo nello stesso anno è stato Fabian Cancellara nel 2008; ma Michal ci proverà.

Sul podio Damiano Caruso e Geraint Thomas
Un grande applauso va comunque fatto anche al siciliano Damiano Caruso che in carriera a cronometro aveva avuto la meglio su Michal Kwiatkowski solamente in tre occasioni su sedici confronti, ma due proprio a San Benedetto del Tronto: il corridore della BMC Racing Team non è riuscito a recuperare i tre secondi che lo separavano dal polacco in partenza, anzi ha perso complessivamente altri 21″, ma è riuscito a salvare la seconda posizione diventando il primo corridore italiano a salire sul podio della Tirreno-Adriatico dopo ben quattro edizioni interamenti in mani straniere.

Come era prevedibile, il Team Sky ha piazzato un suo secondo uomo sul podio finale: il gallese Geraint Thomas non ha avuto problemi a recuperare 6″ su Mikel Landa, si è avvicinato anche a Caruso ma il suo ritardo era troppo per sperare di acciuffare anche la seconda posizione. Alla fine tanti piazzamenti della top10 sono cambiati: il belga Tiesj Benoot è risalito in quarta posizione vincendo la maglia bianca di miglior giovane, quindi è arrivato Adam Yates che è finito a 1’10” dopo aver preso 1’13” nel finale della facile tappa di Follonica, male invece Mikel Landa che dal terzo posto è scivolato la sesto. Buono il piazzamento finale anche per Davide Formolo che si è difeso oggi a cronometro, tra i bocciati invece c’è Rigoberto Urán che da quinto è finito decimo.

Tra gli altri italiani abbiamo Vincenzo Nibali undicesimo, Fabio Aru dodicesimo e Domenico Pozzovivo quattordicesimo. Sorridono anche Nicola Bagioli e Jacopo Mosca: il corridore della Nippo-Vini Fantini ha chiuso con la maglia verde di miglior scalatore che si era già matematicamente assicurato, l’alfiere della Wilier-Selle Italia invece si è aggiudicato la maglia arancione della classifica a punti anche se per esultare ha dovuto aspettare proprio il risultato della cronometro.

Rohan Dennis per la vittoria di tappa
In questa cronometro di San Benedetto del Tronto, disputata sul classico tracciato sul lungomare della distanza di circa 10 chilometri la lotta per la vittoria di tappa ha viaggiato su un binario diverso da quella per la classifica generale. Il miglior tempo, per il secondo anno consecutivo, è stato quello dell’australiano Rohan Dennis che ha rispettato anch’esso il pronostico fermando il cronometro in 11’14” a più di 53 km/h di media: rispetto all’anno passato il corridore della BMC ha abbassato il tempo vincente di 4″, proprio quelli che gli hanno permesso di avere la meglio sull’olandese Jon Van Emden (LottoNL-Jumbo) che ha replicato anche lui il piazzamento del 2017.

Il terzo posto è andato allo spagnolo Jonathan Castroviejo (Sky) che ha preceduto per questione di centesimi di secondo Mads Pedersen (Trek): tutti questi corridori sono stati tra coloro che sono partiti nella prima parte della cronometro e, oltre alle energie risparmiate nelle impegnative giornate precedenti, hanno incontrato condizioni ideali per la loro prova. Lo stesso non si può dire per chi ha preso il via dalle 14.45 in poi: sul percorso si è alzato infatti in vento che era favorevole nel tratto di andata e contrario in quello di ritorno (praticamente si correva su due rettilinei paralleli), poi nel finale è arrivata addirittura la pioggia a dare fastidio nelle poche ma insidiose curve previste.

Il risultato è stato che il tempo di Rohan Dennis all’intermedio posto dopo 4400 metri è stato ripetutamente abbassato: lo sloveno Primoz Roglic ha rifilato addirittura 8″ aull’australiano, Durbridge e Kiryienka invece avevano un vantaggio di 4″ e pure Jack Bauer, Chris Froome ed il campione italiano Gianni Moscon erano tutti davanti a colui che poi avrebbe vinto la tappa. Il vento contrario nel tratto di ritorno è stato infatti fatale per tutti che si sono trovati a perdere molto più di quanto guadagnato in precedenza: l’unico a limitare le perdite è stato un favoloso Gianni Moscon che ha chiuso con il quinto tempo a soli 12″ da Rohan Dennis, un risultato grandioso in condizioni non facili e che fa ben sperare per la stagione delle classifiche; Primoz Roglic, che era ampiamente in testa è finito solo nono a 18″, il che significa che ha perso la bellezza di 26″ negli ultimi 5.6 chilometri.

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