Alejandro Valverde si impone alla volta a Catalunya © Photo Gómez Sport
Alejandro Valverde si impone alla volta a Catalunya © Photo Gómez Sport

Valverde, o del vincere comunque e dovunque

Volta a Catalunya, il murciano si prende tappa e maglia a Valls. Sesto Gasparotto. Domani niente salita finale, tolta per pericolo neve

Alejandro Valverde è persona per cui i legami umani contano moltissimo. Non si contano, in maniera pubblica e anche in maniera privata, gli omaggi fatti ad amici e compagni di squadra. Uno dei colleghi a cui si sentiva legato era Xavier Tondó, con cui ha condiviso pochi mesi del 2011 prima che lo scalatore morì a soli 32 anni a causa di un assurdo incidente. Da allora la Volta Ciclista a Catalunya è giunta per quattro volte a Valls, città natale dello sfortunato corridore. La metà delle occasioni a vincere, prima con un attacco da finisseur e poi in volata, è stato proprio El Embatido.

Bouhanni non parte, in fuga tre spagnoli
La seconda giornata della Volta Ciclista a Catalunya prevede un percorso ondulato ma non complicato, con una salita in apertura e una in chiusura. Da Matarò gli atleti si indirizzano alla volta di Valls, consueta località nel menù della manifestazione iberica e raggiunta dopo 175.6 km. Chi non vi mette piede è Nacer Bouhanni: il leader della Cofidis, Solutions Crédits, autore di uno svogliato sprint nella frazione di apertura, è stato l’unico non partente a causa di uno stato di forma ancora precario dopo la bronchite che lo ha costretto a ritirarsi dalla Paris-Nice e a non venire allineato (con sua nota polemica annessa) alla Milano-Sanremo.

Come accaduto lunedì la fuga che caratterizza la tappa si forma in fretta. A comporla tre elementi, tutti di nazionalità spagnola e rappresentanti delle formazioni Professional di casa: si tratta dei baschi Mikel Bizkarra (Euskadi Basque Country-Murias) e Igor Merino (Burgos BH) e del valenciano Antonio Molina (Caja Rural-Seguros RGA), con quest’ultimo che bissa quanto riuscito a fare solamente 24 ore prima.

Il gruppo controlla. Pit stop per passaggio a livello abbassato
Diversamente dalla frazione inaugurale il gruppo concede ai coraggiosi maggior spazio: in vetta al primo gpm, in Port de la Font de Cera (km 17), vinto da Molina su Bizkarra e Merino, il gap ammonta a 3’50”. Dietro a controllare la situazione ci pensa la Quick Step Floors del leader Álvaro Hodeg la quale, però, va decisamente troppo forte, tanto che al km 45 il disavanzo è sceso addirittura a 1’20”. Con le prime due ore in archivio a 36 km/h di media, il plotone decide di rallentare e di far riprendere quasi 4′ ai battistrada al km 80.

L’unico elemento di interesse risulta, durante l’attraversamento di Igualada, il momentaneo stop dovuto ad un passaggio a livello abbassato. Con i fuggitivi arrestatisi per attendere il passaggio del convoglio, il gruppo viene a sua volta fermato, permettendo ai tre di riottenere il vantaggio di 2’25” che possedevano. Proprio nella medesima località è posto, al km 105, il primo traguardo volante di giornata, conquistato da Molina su Merino e Bizkarra.

Grivko attacca e rientra in testa. Gesink getta la spugna
A dare una scossa al torpore generale ci pensa Andriy Grivko: l’ucraino della Astana Pro Team, già all’attacco ieri, scatta all’improvviso ai meno 62 km, rientrando sul terzetto al comando ai meno 60 km e provando ad allungare dopo neppure 1′, provocando la reazione di Bizkarra, Merino e Molina. La motivazione dell’allungo dell’ex Domina Vacanze risiede nella posizione in classifica generale: con il secondo sprint intermedio in avvicinamento, c’è la possibilità di ridurre ulteriormente il gap in graduatoria, attualmente di soli 5″.

La Quick Step Floors, con i giovani scalatori James Knox e Jhonatan Narvaez, si limita a controllare la situazione, transitando a meno 50 km con il minimo ritardo di 30″. Chi invece non fa più parte del gruppo è Robert Gesink: il neerlandese del Team LottoNL-Jumbo si ritira in prossimità della zona rifornimento a causa di dolori al ginocchio, proseguendo il suo ormai lungo periodo negativo e non preparando al meglio gli appuntamenti con le classiche delle Ardenne.

Fuga ripresa, ci prova Barthe. Hodeg si stacca in salita
Il tentativo dei quattro fuggitivi termina ai meno 47.5 km, con il Movistar Team apparso prepotentemente in testa per provare a tastare la situazione, in un tratto battuto dal vento. Un coraggioso ai meno 42 km prova ad involarsi: è Cyril Barthe, giovane francesino della Euskadi Basque Country-Murias che transita ai meno 35 km con una dozzina di secondi. E il ventiduenne riesce a essere il primo al traguardo volante di Sarral (km 147); dietro di lui i navarri transitano primo e secondo del gruppo. E non con due nomi qualsiasi, dato che 2″ di abbuono li prende Valverde e 1″ Quintana.

Il pirenaico entra negli ultimi 20 km con 25″ dalla sua, continuando a pedalare al massimo delle possibilità, fin quando non viene riassorbito ai meno 15 km. È sempre la Movistar a iniziare il ritmo sulle prime rampe del Col de Lilla, asperità regolare di 5 km al 5.4%. Il primo a muoversi è Jérémy Maison (Team Fortuneo-Oscaro), che dura all’attacco giusto 1 km. Chi, a sorpresa, non tiene la coda del gruppo è proprio Álvaro Hodeg: il leader fatica sin da subito in coda e riceve il colpo di grazia per mano della Mitchelton Scott con Robert Power e Carlos Verona, interessata a tagliarlo fuori dal discorso successo di tappa.

Latour per il gpm, in pochi per la volata
A 600 metri dallo scollinamento (km 165) si muove Pierre Latour: il talentuoso scalatore della AG2R La Mondiale e conquista i punti in palio, diventando così leader della classifica degli scalatori e facendosi riprendere dal plotone. Il gruppetto Hodeg, tirato da Knox e in cui fra gli altri viaggia anche Roberto Ferrari, termina lo strappetto a 1’40”. Davanti i Mitchelton continuano a impostare il ritmo nella veloce discesa e nel breve tratto pianeggiante che conduce all’ultimo km.

Le squadre che si organizzano meglio (fa specie dirlo, dato che entrambe mettono a disposizione un uomo per il leader di giornata) sono Bahrain Merida e Bora Hansgrohe, con Matej Mohoric e Gregor Mühlberger in testa nell’ultima curva. Lo sloveno lascia campo libero a Enrico Gasparotto a circa 180 metri dalla conclusione: ma il friulano non riesce a dar sfogo alla sua velocità, finendo presto risucchiato dai pochi che fanno la volata.

Valverde è il migliore, battuti Impey e McCarthy
E fra questi vi è un nome di livello assoluto, dato che si tratta di Alejandro Valverde. Il murciano disputa lo sprint sul lato sinistro della carreggiata e, con una rimonta notevole, riesce a superare gli avversari, andando a conquistare il sesto successo dell’ennesimo avvio di stagione da spellarsi le mani. Per lui si tratta dell’ottavo hurrà nella manifestazione catalana, andando così ad appaiare a livello statistico Laurent Jalabert, Sean Kelly e Johan van der Velde.

Il leader del Movistar Team è riuscito a prevalere su Daryl Impey (Mitchelton-Scott) e su un Jay McCarthy (Bora Hansgrohe) autore di un’entrata (l’ennesima nel suo curriculum) alquanto aggressiva nell’ultima curva. Seguono il baby campioncino Egan Bernal (Team Sky), Matej Mohoric (Bahrain Merida), un Enrico Gasparotto (Bahrain Merida) imballato, il fedelissimo José Joaquín Rojas (Movistar Team), Tao Geoghegan Hart (Team Sky), Toms Skujins (Trek-Segafredo) e Alex Howes (Team EF Education First-Drapac). Tutti gli uomini che puntano alla classifica sono arrivati a pari tempo.

Lo spagnolo nuovo capoclassifica. Domani tappa accorciata causa pericolo neve
Con Hodeg a oltre 3′ la maglia di leader passa, senza alcuna sorpresa, sulle solide spalle di Valverde. Il trentasettenne ora guida con 4″ su McCarthy, 6″ su Impey, 11″ su Quintana e 12″ sul resto della compagnia. Domani, senza alcuna sorpresa, la tappa prevista è stata accorciata. Il meteo inclemente che si preannuncia nella zona di arrivo, con concrete possibilità di nevicate, ha costretto gli organizzatori a cancellare l’arrivo ai 2148 metri di Vallter 2000 (l’esigenza di arrivare a tali quote a metà marzo…), togliendo dal percorso gli ultimi 22.5 km.

La frazione partirà come previsto da Sant Cugat del Valles e terminerà dopo 177 km a Camlpodón. Potrebbe comunque essere tappa da attacchi dato che a 10 km dalla conclusione si scollina dal Port de Rocabruna, ascesa di 7.2 km al 5.7%. Certo, non è la salita giusta per accumulare distacchi importanti. Intanto, per non saper né leggere né scrivere, i Movistar si sono presi avanti quest’oggi.

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