Ezequiel Falon a destra nella foto © Ciclismo San Luis
Ezequiel Falon a destra nella foto © Ciclismo San Luis

Doparsi e arrivare terzultimo? È il caso dell’argentino Ezequiel Falon

Ezequiel Falon, chi era costui? Uno sconosciuto per tutti, tranne per parenti, compagni di squadra e pochi altri. Qualche risultato a livello dilettantistico in patria ed ecco che l’argentino, nel 2017, viene per la prima volta messo sotto contratto da una compagine UCI, la Continental del suo paese Municipalidad de Rawson, per la quale continua a gareggiare anche nel 2018.

Con la formazione prende parte nello scorso gennaio alla Vuelta a San Juan, con risultati tutt’altro che memorabili. 102° nella prima tappa, 153° nella seconda, 163° (e ultimo) nella cronometro del terzo giorno, 130° nella quarta tappa, 158° (e ultimo) nella quinta tappa, 118° nella sesta tappa e 143° nella settima tappa. In classifica chiude al 149° e terzultimo posto, a quasi 1 ora e 10 minuti dal vincitore Gonzalo Najar.

Tuttavia oggi è giunta la doccia fredda, se così possiamo dire. L’UCI informa infatti che il ventisettenne è risultato positivo nel controllo effettuato al termine della quarta tappa. Nel suo corpo sono state riscontrate tracce di steroidi anabolizzanti. Si tratta della seconda positività riscontrata nella corsa sudamericana, dopo quella che ha riguardato l’uruguaiano Ignacio Maldonado.

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