La maglie del Giro d'Italia femminile 2018 con la presenza di Claudia Cretti in rosa © Flaviano Ossola
La maglie del Giro d'Italia femminile 2018 con la presenza di Claudia Cretti in rosa © Flaviano Ossola

Scalatrici, questa è la vostra corsa!

Monte Zoncolan, cronoscalata e un altro arrivo in salita nel tracciato del Giro Rosa 2018 presentato oggi

La Villa Reale di Monza ha ospitato oggi la presentazione ufficiale del 29esimo Giro d’Italia Internazionale Femminile, o più semplicemente Giro Rosa come ci siamo abituati a conoscerlo negli ultimi anni. In precedenza erano già state svelate tre delle dieci tappe totali, compresa quella attesissima dello Zoncolan, ma adesso possiamo conoscere, studiare ed analizzare il percorso nella sua interezza. Il primo commento che viene spontaneo è che si tratterà di un Giro Rosa molto impegnativo e che può essere diviso in due parti: all’inizio della corsa emergeranno passiste e velociste, dopo si farà spazio alle scalatrici con la più forte in gara che avrà ottime chance di portarsi a casa il successo finale.

Avvio favorevole alle ruote veloci
Come l’anno scorso sarà una cronometro a squadre ad aprire la corsa, e questo già lo si sapeva: la partenza è fissata per venerdì 6 luglio. Il percorso sarà interamente pianeggiante con partenza e arrivo a Verbania, si snoderà quasi interamente sulle sponde del Lago Maggiore e potrà fare distacchi interessanti visto misurerà 15.5 chilometri, 4000 metri in più rispetto alla prova friulana del 2017 dominata dalla Boels-Dolmans. La seconda tappa sarà ugualmente in Piemonte, ma ci si sposterà a sud a Ovada e nella zona dell’Alto Monferrato: in programma una frazione di 120 chilometri, molto ondulata nella prima parte e più filante nella seconda dove le squadre delle velociste potrebbero avere buon gioco a ricompattare il gruppo.

Decisamente più facili saranno invece la terza e la quarta tappa. Domenica 8 luglio si correrà a Corbetta in provincia di Milano dove il Giro Rosa arrivò già nel 2013 con vittoria di Marianne Vos su Giorgia Bronzini: le atlete dovranno ripetere per otto volte un circuito tutto in pianura di 16.5 chilometri; sembra impossibile sfuggire alla volata e stavolta non dovrebbe esserci il vento a movimentare le cose come l’anno scorso a Occhiobello. Difficile evitare l’arrivo allo sprint anche nella frazione di Piacenza che torna ad ospitare un arrivo del Giro Rosa dopo sette anni: Giorgia Bronzini sarà motivatissima dall’arrivo a casa propria e cercherà quel successo che nel 2011 le venne negato dalla solita Vos; un gran premio della montagna di terza categoria a metà percorso difficilmente sconvolgerà la cose.

La quinta tappa farà un po’ da transizione tra un avvio di Giro Rosa favorevole alle ruote veloci e la seconda parte più impegnativa. La carovana tornerà in provincia di Verbania, più precisamente ad Omegna, e si potrebbe assistere ad un po’ di selezione: a 38 chilometri dall’arrivo inizierà la salita di Lesa, già affrontata nella cronometro del Vergante del 2015, che è lunga poco più di tre chilometri ma ha pendenze interessanti. Dalla cima ci saranno una decina di chilometri di falsopiano che renderanno dura la vita a chi sarà rimasta staccata in salita: molto più veloci invece gli ultimi 25 chilometri di tappa ma a quel punto potrebbero esserci squadre interessate a tenere alta l’andatura per giocarsi la vittoria senza la concorrenza di alcune sprinter pure.

Due giornate impegnative in provincia di Sondrio
Le scalatrici potranno iniziare a scatenarsi a partire da mercoledì 11 luglio con il primo dei due arrivi in provincia di Sondrio. Si passa in Valtellina però non sulle sue salite più celebri, ma come “riscaldamento” davvero non c’è male: la sesta tappa, infatti, proporrà il primo arrivo in salita di questo Giro Rosa a Gerola Alta. La tappa costeggerà a lungo il Lago di Como e per un un centinaio di chilometri sarà interamente in pianura; a quel punto dopo il transito da Morbegno inizierà la lunga ascesa finale, circa 14 chilometri caratterizzati purtroppo ad un paio di chilometri di falsopiano prima che la strada torni a salire negli ultimi 1500 metri. Ma se la salita di Gerola Alta sarà affrontata a tutta fin dall’inizio, con i primi 10 chilometri al 6.5% medio, la presenza di un falsopiano potrebbe addirittura far dilatare eventuali distacchi.

Il giorno successivo non ci sarà modo di riposarsi perché l’organizzazione guidata da Giuseppe Rivolta ha piazzato la seconda cronometro di questa edizione. Negli ultimi anni il Giro Rosa ha spesso e volentieri proposto prove contro il tempo con percorsi impegnativi e più adatti ad atlete forti e complete che non alle vere e proprie specialiste di questo tipo di esercizio: quest’anno si andrà oltre con una vera e propria cronoscalata. Si gareggerà in Valmalenco tra Lanzada e Campo Moro: si tratterà di una prova contro il tempo tutta in salita, 15 chilometri con una pendenza media di poco inferiore al 7%. Il nome che viene in mente per una tappa del genere è uno solo, quello dell’olandese Annemiek Van Vleuten.

Sabato 14 luglio l’arrivo in cima allo Zoncolan
Venerdì 13 luglio sarà nuovamente una giornata di transizione, magari per far andare via una fuga di atlete non pericolose per i piani alti della classifica. L’ottava tappa sarà nella zona di Breganze, 121.6 chilometri che possono prestarsi a diverse soluzioni: inizialmente si affronterà per due volte la Rosina, ma dal secondo passaggio all’arrivo mancheranno ancora 83 chilometri e tanta pianura. Interessante invece il finale con lo strappo di San Giorgio di Perlena a 8 chilometri dall’arrivo: tappa quindi buona per la fuga da lontano o per un colpo di mano negli ultimi chilometri, ma anche per una volata non molto numerosa.

La giornata più attesa del prossimo Giro Rosa, fin da quando sono iniziate a circolare le prime voci alcuni mesi fa, è quella di sabato 14 luglio quando la corsa farà tappa sul mitico Monte Zoncolan, una salita che fa paura solo a nominarla e che gli appassionati del ciclismo conoscono bene: quello che, però, forse non sanno è che è stato proprio il Giro d’Italia femminile ad affrontarla per primo in gara nel lontano 1997, seppur fermandosi a circa 3 chilometri dalla vetta. Quest’anno invece lo Zoncolan si scalerà per intero e dal versante più impegnativo, quello di Ovaro: la lunghezza è di 10.1 chilometri, la pendenza media dell’11.9%, la massima addirittura del 22%. Forse una salita fin troppo estrema, ma che sicuramente attirerà le attenzioni di molti appassionati.

Se dopo il primo arrivo in salita, la cronoscalata e lo Zoncolan ci sarà ancora qualcosa da definire in classifica generale, nella frazione conclusiva di Cividale del Friuli ci sarà un’ultima occasione per attaccare sulla salita di Castelmonte: l’ascesa misura in totale circa cinque chilometri, ma molto interessanti sono i primi tre con pendenza media superiore al 10%. Forse è poco per ribaltare il Giro Rosa, ma comunque è un’ultima tappa in cui non si potrà dare nulla per scontato.

Un percorso ideale per Annemiek Van Vleuten
Come già detto in avvio, il percorso di questo Giro Rosa sembra l’ideale per far emergere le qualità dell’atleta più forte ed in forma tra quelle in gara: la cronoscalata ed i due arrivi in salita preceduti solo da pianura daranno vita molto probabilmente ad uno scontro basato sulle gambe senza possibilità di inventarsi varianti tattiche o giochi di squadra che possano sovvertire i pronostici.

Certo, l’esperienza dell’anno passato ci dice che anche la tappa in apparenza più facile e scontata può nascondere insidie o risultare decisiva. Annemiek Van Vleuten ha imparato la lezione e sembra determinata a tornare in Italia per riprendersi quanto ha lasciato l’anno scorso: se saprà confermarsi ai livelli del 2017 sarà senza dubbio lei la grande favorita per la vittoria finale su un circuito che sembra esserle stato cucito su misura, Elisa Longo Borghini e Katarzyna Niewiadoma potrebbero essere le sue principali rivali anche perché la campionessa uscente Anna Van der Breggen sembra voglia dirottarsi su altri obiettivi, magari lasciando campo libero alla compagna di squadra Megan Guarnier.

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