Omar Fraile esulta alla Vuelta al País Vasco © Vuelta al País Vasco
Omar Fraile esulta alla Vuelta al País Vasco © Vuelta al País Vasco

Ad Eibar timbra Fraile, ma a sorridere è ancora Roglic

Vuelta al País Vasco, quinta tappa piena di azione: il basco della Astana va in fuga, viene ripreso e vince. Lo sloveno, secondo, scava un solco in classifica. Bene Landa, paga Alaphilippe

364 giorni fa scrivevamo così (prendendo anche i rimproveri da un partecipante alla corsa): «Vien da dire che finalmente manca solo una tappa, perché questa Vuelta al País Vasco non rimarrà minimamente nella mente come una corsa appassionante. Il comun denominatore di questi cinque giorni è stata, spiace dirlo, la noia. E spiace dirlo per due motivi principali. Perché il territorio per cercare di disegnare qualcosa di interessante, vale a dire come gli anni passati, ce n’è in abbondanza. E perché il pubblico basco, che assiepa sempre le strade in gran quantità, meritava di assistere a sfide fra Contador, Valverde e gli altri grossi calibri».

Come cambiano le cose in un anno. E, guarda caso, con un tracciato finalmente disegnato in maniera logica, lo spettacolo torna grande protagonista nella prova a tappe di una settimana più dura del calendario World Tour. Tre gpm sapientemente piazzati e voilà, ecco che la Itzulia si trasforma in gara da rimpiangere perché domani vedrà la conclusione.

Tappa mossa, non parte Nibali a causa di un foruncolo
Dopo la cronometro che ha scavato un solco (definitivo?) in classifica, la Vuelta al País Vasco riparte da Vitoria per una frazione di difficile lettura. Fuga in porto? Volata a ranghi quasi compatti? Attacco di qualche big? L’unica cosa certa a priori è la tattica conservativa che il Team LottoNL-Jumbo dovrà affrontare nei 164.7 km verso Eibar, con tre salite posizionate nella seconda metà di gara.

Via ufficiale poco dopo le 13.15 con due elementi non presentatisi al foglio firma. Non ripartono l’australiano Michael Storer (Team Sunweb) e Vincenzo Nibali (Bahrain Merida), che precauzionalmente ha preso la via di casa a causa di un dolore al soprasella. Per evitare di incappare in ulteriori problemi in vista della Liège-Bastogne-Liège è stato così deciso di interrompere anzitempo la ronda basca: scelta che ci sentiamo di considerare del tutto corretta.

Fuga extralusso, dentro anche Albasini, Latour e McCarthy
Sin dal km 0 si susseguono i tentativi ma l’azione buona si forma attorno al km 11. E a comporla ben tredici elementi di prima qualità: sono presenti gli spagnoli Jonathan Castroviejo (Team Sky), Omar Fraile (Astana Pro Team), José Herrada (Cofidis, Solutions Crédits), José Joaquín Rojas (Movistar Team) e Carlos Verona (Mitchelton Scott), gli australiani Jai Hindley (Team Sunweb) e Jay McCarthy (Bora Hansgrohe), lo svizzero Michael Albasini (Mitchelton Scott), l’italiano Matteo Bono (UAE Team Emirates), lo statunitense Alex Howes (Team EF Education First-Drapac), il francese Pierre Latour (AG2R La Mondiale), l’ucraino Mark Padun (Bahrain Merida) e il belga Tosh Van der Sande (Lotto Soudal).

Assieme ai sopracitati era presente anche Daniel Teklehaymanot, ma l’eritreo della Cofidis, Solutions Crédits ha presto perso contatto. Il gruppo, almeno inizialmente, non lascia prendere ampio margine ai battistrada, tanto che al km 30 il gap è di solo 1’30”. Ma allo scoccare della prima ora, con i fuggitici capaci di percorrere 44 km, il divario è salito fino a 5’20”, con il Team LottoNL-Jumbo a controllare la situazione come possibile. E, almeno virtualmente, Roglic si sveste di giallo, con il più esperto della famiglia Herrada trentaseiesimo in generale con 5’19” di distacco.

Padun a caccia dei punti del gpm, dietro gran lavoro di De la Parte
Con la notizia dell’abbandono in zona rifornimento di Patrick Bevin (BMC Racing Team), sicuramente arrabbiato per come è finita la giornata di ieri, la fuga giunge a metà strada con un vantaggio sempre superiore ai 5′. Qualcosa cambia nel corso della prima salita di giornata, la Elosua Gaina: lunga 8.1 km e con pendenza media del 6.9%, tale ascesa viene affrontata ad alta andatura dai battistrada. I primi a staccarsi sono Bono e Van der Sande, quindi è la volta di Albasini, Herrada, Hindley, Howes e McCarthy. A dettare l’andatura è quasi esclusivamente Padun, che dimostra di avere un motore di primissimo piano: il baby ucraino passa in vetta al gpm (km 105), diventando virtuale maglia a pois.

E anche dietro vi è uno scossone. Merito del Movistar Team, che prende l’asperità a tutta: con Víctor De la Parte in versione gregario di livello assoluto, il drappello della maglia gialla si riduce sempre più tanto che allo scollinamento, a 2’52” di distacco, si trovano solamente 17 elementi. Fra di loro manca Rudy Molard, ma il leader della Groupama-FDJ e tanti altri attardati rientrano senza problemi nella lunga e filante discesa.

Saltano Gorka Izagirre e Konrad, Landa attacca
Anche davanti avviene il ricongiungimento, con tutti gli staccati che si riuniscono con l’eccezione di Bono, il quale rimane a bagnomaria e viene ripreso in pianura da un estemporaneo quanto poco logico attacco di Tao Geoghegan Hart (Team Sky), che scatta ai meno 44. Ai meno 40 km la situazione vede i dodici fuggitivi della prima ora con 3′ sul Bono-Geoghegan Hart e 3’20” sul gruppo tirato sempre dai Movistar. I quali prendono a tutta anche le prime rampe di Endoia Gaina (7 km al 5.1% di pendenza media): una volta che De la Parte torna a menare le danze, il gruppo maglia gialla si assottiglia rapidamente perdendo nomi quali Bardet, Gorka Izagirre e Konrad, tutti incapaci di rimanere a contatto.

Davanti, nel frattempo, la selezione da dietro fa in modo che da metà salita rimangono al comando Castroviejo, Fraile, Herrada, Hindley, Padun e Verona, con l’ucraino che transita per primo in vetta (km 135.8), facendo ulteriore scorta di punti. Dietro, invece, De la Parte finisce di lavorare ai meno 33 km quando parte il suo leader Mikel Landa: assieme al basco rimangono in 11 fra i quali si segnala l’assenza del compagno di squadra Nairo Quintana. Una seconda accelerazione del basco e una di Ion Izagirre non fanno danni ulteriori.

Con lui Ion Izagirre e Roglic, il trio guadagna
Ne provoca, eccome, il terzo tentativo di allungo di Landa ai meno 32 km. Alla ruota dell’ex Sky restano il già citato Ion Izagirre e l’inscalfibile leader Primoz Roglic, cui si ricongiungono dopo qualche centinaia di metri di falsopiano prima Rigoberto Urán e poi David De la Cruz. Il colombiano, però, non riesce a tenere il ritmo una volta che la strada si inerpica e rimbalza, finendo del gruppo alle spalle dove pedalano Alaphilippe, Bilbao, Buchmann, Costa, Haig, Mas, Mollema, Navarro, Quintana e Teuns.

Poco prima dello scollinamento, il quartetto Roglic trova Rojas che inizia a dare un fondamentale apporto: l’ascesa li vede transitare 1’40” dopo la testa della corsa ma con 25″ di margine sul gruppo Alaphilippe. L’azione del tuttofare murciano prosegue in discesa, dove De la Cruz perde irrimediabilmente le ruote. Rojas lavora fino alle primissime rampe di Azurki Gaina (5.5 km al 7.6% medio e punte del 13%) ma poi tocca a Landa provare, invano, a selezionare il terzetto.

Verona stacca i battistrada, Quintana cerca invano di rientrare
Tra i battistrada si fanno subito da parte Castroviejo e Hindley, ma il quartetto si sfilaccia: Verona infatti stacca i colleghi e prova ad involarsi tutto solo al traguardo. Anche dietro c’è chi prova a prendere di petto la corsa: è Nairo Quintana che già nelle prime rampe di salita cerca di andare a riprendere il trio Izagirre, Landa, Roglic. Al boyacense si aggancia per poco Urán, ma presto desiste (così come il ripreso e staccato De la Cruz): vedere i due leader del team navarro curare la rispettiva classifica fa specie e, quando una situazione simile potrà ripresentarsi a luglio in Francia, l’auspicio è che la collaborazione superi la rivalità interna.

Nel gruppo degli altri big, escludendo Teuns, ve ne è uno in grossa difficoltà: è Alaphilippe, che si stacca subito e deve essere scortato da Enric Mas, il quale mette da parte le ambizioni personali (è leader dei giovani) per non far andare alla deriva il capitano. Il trio Roglic, intanto, raccoglie Fraile, Herrada e Padun il quale si mette stoicamente a tirare il drappello per favorire padron Izagirre: tale gruppetto scollina (km 144.6) con 25″ da Verona. Alle loro spalle Quintana, avvicinatosi al massimo a 20″, desiste a circa 1 km dallo scollinamento e si fa riassorbire da Mollema e soci, transitando con loro in vetta a 1’20” dal solitario uomo al comando.

Ripreso lo spagnolo, la volata premia Fraile
Verona viene riagguantato in discesa da Fraile, Herrada, Izagirre, Landa, Padun e Roglic a 15 km dal traguardo, momento in cui il drappello Quintana viaggia con 1’10” di disavanzo. Fraile prova a guadagnare qualcosa nel velocissimo declivio (si viaggia oltre ai 90 km/h) ma si rialza una volta giunti nel tratto pianeggiante, con Padun in azione per guadagnare maggior terreno sul gruppetto alle spalle. E il margine ai meno 5 km sale a 1’20”, grazie alla collaborazione davanti fra i vari elementi, mentre dietro la collaborazione è poco efficace.

Si giunge all’ultimo km con sempre Padun a lavorare fino alla volata finale, lanciata da Omar Fraile ai 300 metri. Il basco dell’Astana Pro Team vince in maniera netta, conquistando davanti al pubblico di casa la prima gioia con la casacca celeste e la quarta in carriera. Per il sodalizio kazako si tratta dell’ottavo urrà di questo inizio di 2018, che ha mandato definitivamente in archivio il disgraziato 2017 vissuto dagli uomini di Alexandr Vinokourov.

Roglic secondo, inseguitori a quasi 1’30”. Alaphilippe passa dopo oltre 2′
Nello sprint la seconda posizione viene catturata da Primoz Roglic (Team LottoNL-Jumbo) che precede Ion Izagirre (Bahrain Merida), Carlos Verona (Mitchelton Scott), José Herrada (Cofidis, Solutions Crédits) e Mikel Landa (Movistar Team). Lo spettacolare Mark Padun (Bahrain Merida) conclude la sua fatica a 15″ mentre il gruppo inseguitore transita a 1’27”: ne fanno parte, nell’ordine, Pello Bilbao, Alberto Rui Costa, Jai Hindley, Jack Haig, David De la Cruz, Emanuel Buchmann, Bauke Mollema, Rigoberto Urán, Daniel Navarro e Nairo Quintana.

Ritardo di 2’15” invece per Julian Alaphilippe e Enric Mas, giunti con Dylan Teuns e Tosh Van der Sande. Esce di classifica Patrick Konrad che accumula 3’48” di disavanzo (nel suo gruppo anche Bardet, Vanendert e Zakarin). Ammonta a 5’32” il gap di Rudy Molard mentre Gorka Izagirre naufraga a oltre 19′.

Lo sloveno sempre più in giallo, domani minitappa da fuochi d’artificio
In classifica Roglic guadagna ancora grazie all’abbuono: lo sloveno ora possiede 2’13” su Ion Izagirre e 2’17” su Mikel Landa. Julian Alaphilippe è a 2’55” mentre Bauke Mollema paga 3’06”, Emanuel Buchmann 3’21”, Pello Bilbao 3’30”, Nairo Quintana 3’41”, David De la Cruz 3’49” e Rigoberto Urán 3’57”.

Domani la conclusione dell’edizione 58 della manifestazione basca con una tappa tutta da gustare. 122.2 i km da Eibar ad Arrate ma nel corso del pomeriggio i corridori dovranno affrontare la bellezza di otto gpm, tre dei quali posizionati nei primi 25 km, in modo da favorire i tentativi di imboscata. L’ultima fatica è il muro di Arrate, 3.1 km al 12.7% di pendenza media prima dei 2000 metri conclusivi di discesa verso il meritato traguardo.

Visita lo store di Cicloweb!

Ciclismo in Tv

Non ci sono eventi imminenti.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile