Luis León Sánchez vince a Lienz al Tour of the Alps © Tim de Waele
Luis León Sánchez vince a Lienz al Tour of the Alps © Tim de Waele

Ma qvesto è Giro di Kazakistan?

Tour of the Alps, terzo successo Astana in quattro giorni: a Lienz esulta Luis León Sánchez. Pinot sempre leader, domani il circuito mondiale

Astana, Astana e ancora Astana. Se non ci fosse stato l’intermezzo del giovane O’Connor a Merano, dove per altro gli uomini di Sedoun e Shefer non hanno seguito al meglio il manuale della tattica, questo Tour of the Alps sarebbe stato un completo dominio della formazione asiatica diretta da Alexandr Vinokourov. E in vista del Giro, questa Astana fa paura.

Una non partenza, la fuga presenta grossi calibri
La frazione sulla carta più agevole del Tour of the Alps non lo sarebbe in altre corse a tappe. Ma data la preponderanza nella corsa italo-austriaca delle lunghe salite, ecco che anche una tappa come la Chiusa-Lienz risulta meno impegnativa della media. 134.3 i km che collegano partenza e arrivo, con il via dato alle 11.40. Non è partito il sudafricano Jacques Janse van Rensburg (Team Dimension Data) mentre nel corso della giornata abbandonano la carovana Sepp Kuss (Team LottoNL-Jumbo), Umberto Orsini (Bardiani CSF), Gotzón Udondo (Euskadi Basque Country-Murias) e la coppia Bora Hansgrohe formata da Michal Kolar e Michael Schwarzmann, con i tedeschi così ridotti a due soli elementi ancora in gara.

Velocità di crociera elevatissima nella prima mezzora abbondante, con numerosi tentativi infruttuosi di portar via la fuga. L’azione buona si è formata di forza nelle rampe del gpm di Terento, salita di 7.7 km al 6.5%. Attorno al km 25 si involano il francese Hubert Dupont (AG2R La Mondiale) e il belga Ben Hermans (Israel Cycling Academy), con quest’ultimo che scollina (km 32.6) davanti all’esperto collega. A 15″ transitano lo spagnolo Mikel Bizkarra (Euskadi Basque Country-Murias), l’austriaco Felix Grossschartner (Bora Hansgrohe) e l’italiano Davide Villella (Astana Pro Team).

C’è anche Meintjes davanti, lavora la Felbermayr
In discesa rientrano su di loro lo spagnolo David De la Cruz (Team Sky), il croato Kristijan Durasek (UAE Team Emirates), il sudafricano Louis Meintjes (Team Dimension Data) e l’ucraino Mark Padun (Bahrain Merida), andando così a comporre un interessante drappello di nove elementi. Data la pericolosità di un simile gruppetto il plotone non lascia grande spazio: al traguardo volante di Dobbiaco (km 76.6), vinto anche questo da Hermans, il gap è di 1’55”. L’apice viene toccato nel passaggio a San Candido (km 83), quando il disavanzo ammonta a 2’15”.

Una volta varcato il Confine di Stato a Prato alla Drava è il Team Felbermayr-Simplon Wels che, annusata l’aria di casa, si mette a lavorare in testa al plotone, provocando il rapido calo dello svantaggio. A 40 km dal traguardo il gap è diminuito a 1’20”, arrivano a 40″ alle pendici della salita di Anras, non contabilizzata come gpm ma insidiosa soprattutto nella fase iniziale. Durasek perde subito terreno dagli altri otto, con Bizkarra che si dimostra il più pimpante. Dietro prova ad allungare Vegard Stake Laengen (UAE Team Emirates), senza fortuna.

Azione ripresa, si forma un gruppetto interssante
Maggior fortuna hanno George Bennett (Team LottoNL-Jumbo) e Sebastián Henao (Team Sky), che vanno in caccia dei battistrada. Il neozelandese riesce ad accodarsi ai meno 29.3 km, il colombiano invece manca il ricongiungimento e viene risucchiato dal gruppo, tirato dagli uomini di Aru con Stake Laengen. Immediatamente prima dello scollinamento lo scatenato Bizkarra attacca ancora, col solo Villella che riesce ad agganciarsi: tutti gli altri sono riassorbiti ai meno 27 km, quando manca poco l’avvio della discesa.

La coppia rimasta in avanscoperta fino al termine del declivio, ai meno 20.8 km, quando un gruppo di una quarantina di elementi si riporta su di loro. Ma un momento di rilassamento, con Aru e Froome che conversano tranquillamente, danno il là alle ambizioni di Nicola Bagioli (Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini), subito seguito da Markus Eibegger (Team Felbermayr-Simplon Wels) e Mikel Iturria (Euskadi Basque Country-Murias). E la calma degli uomini di classifica invoglia anche molti altri, tanto che ai meno 17 km si forma un gruppo di una trentina di uomini al comando: fra di loro anche Ballerini, Bilbao, Bouwman, Conci, Deignan, Rosa, Stake Laengen, Torres, Villella e Visconti.

Aru attacca sul Bannberg, Bouwman va in testa
Si giunge così sul Bannberg, ascesa di 6.9 km al 6.7% con pendenze iniziali sopra al 13%. Ballerini, Bilbao e Eibegger prendono qualche metro prima dell’attacco di Nicola Conci: il leader della nazionale guadagna un discreto margine, destando ancora una volta buona impressione in questi primi mesi tra i pro’. Nel gruppo lavora l’unico gregario di Pinot ancora presente, ossia il preziosissimo Sébastien Reichenbach.

A 16.5 km dal termine attacca Fabio Aru: con il consueto gesto oscillante il sardo si invola e, trovando l’aiuto dell’instancabile Vegard Stake Laengen. procede di buona lena. Davanti la pedalata di Conci si fa pesante e il trentino viene raggiunto e superato a 15.2 km dalla fine da Koen Bouwman (Team LottoNL-Jumbo). Con Stake Laengen che si sfila, Aru continua l’azione andando a riprendere Bilbao e Conti, provando ad inseguire il solitario neerlandese.

Si muovono i big, tutti molto attenti
Il quale viene ripreso dal terzetto a 13.5 km dal traguardo, proprio mentre in gruppo Kenny Elissonde accelera, portando con sé solamente capitan Froome, López, Pozzovivo e il leader Pinot. Questi cinque si riportano sui battistrada in un tratto di falsopiano a 12 km dal termine

Froome attacca nella successiva contropendenza, venendo però ripreso da Bennett, López, Pinot e Pozzovivo. Su di loro rientrano anche altri elementi come Aru, Bilbao, Bouwman, Ciccone, Conci, Hirt, O’Connor, Sánchez, Zeits. Allo scollinamento (km 124), vinto da Pozzovivo, il drappello di testa consta di 14 elementi, con tutti i big. La veloce discesa porta il lucano a guadagnare alcuni metri in compagnia di Sánchez, con Froome che torna su di loro proprio al termine del declivio ai meno 4 km.

Sparata vincente di Sánchez, Bennett non riesce ad accodarsi. Domani chiusura a Innsbruck
500 metri più tardi rientrano gli altri per merito soprattutto di Aru, che calma gli ardori di un Froome alquanto voglioso di farsi vedere. A circa 2 km dal termine scatta Luis León Sánchez, con George Bennett che prova ad inseguirlo. Ma vanamente, perché il muricano prosegue con il suo incedere e il neozelandese non riesce a ricucire. Giunge così la terza vittoria in quattro giorni per l’Astana Pro Team, per altro con altrettanti nomi diversi.

Secondo posto a 6″ per George Bennett, mentre il gruppo giunge a 11″ e viene regolato da Koen Bouwman su Thibaut Pinot, Fabio Aru. Domenico Pozzovivo, Miguel Ángel López, Nicola Conci, Pello Bilbao e Christopher Froome. In classifica Thibaut Pinot rimane tranquillamente leader con 15″ su Pozzovivo e López,16″ su Froome e 50″ su Aru.

Domani la chiusura di questa interessanti cinque giorni, con una frazione interamente in territorio tirolese. Da Rattenberg si arriva al capoluogo della regione, quella Innsbruck che a settembre ospiterà i Campionati del Mondo su strada. Ed è l’occasione per testare in parte il circuito iridato, con i tre passaggi dell’Olympia Climb a determinare il vincitore di giornata e della generale.

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