Enrico Barbin con la maglia azzurra al Giro d'Italia 2018 © LaPresse - Massimo Paolone
Enrico Barbin con la maglia azzurra al Giro d'Italia 2018 © LaPresse - Massimo Paolone

Barbin: «Che goduria la maglia!»

Le dichiarazioni dopo la tappa di Tel Aviv. Viviani: «Fantastico iniziare così»

ELIA VIVIANI (Quick Step Floors)
«Di solito vado forte in Medio Oriente, ma ero nervoso prima di venire al Giro. Domani ci sarà un’altra occasione per vincere una tappa ma sono già sollevato. È fantastico iniziare il Giro con il piede giusto. Correre per Quick Step in questa fase della mia carriera è stata un’opportunità da non perdere. C’è un gruppo di corridori che mi supportano al 100%. Il mio obiettivo qui è vincere tappe e il secondo obiettivo è la maglia ciclamino. Nell’incontro tecnico, abbiamo deciso di fare il primo sprint intermedio solo per salvare le gambe per il traguardo. Prima del secondo traguardo volante ho visto BMC tirare e Sunweb non era interessata a difendere la maglia. Ho seguito Campenaerts e ho ottenuto alcuni punti facili, ma non volevo interferire nella lotta per la maglia rosa. Quando sono salito sul palco per la cerimonia di premiazione, sono rimasto stupito dal numero di persone che erano lì a tifare. Non è mai garantito che una gara di bici abbia successo all’estero, ma la folla qui è stata fantastica finora»

ROHAN DENNIS (BMC Racing Team)
«Ieri sarebbe stato grandioso vincere una tappa, ma non l’ho fatto. Oggi ho ottenuto tre secondi di bonus durante uno sprint intermedio. Non ero molto convinto, ma la squadra me lo ha suggerito e ha fatto un lavoro perfetto per mettermi nella condizione di vincere la volata. Le mie tre maglie di leader nei grandi giri sono arrivate in un modo diverso: ho indossato la gialla al Tour grazie ad una cronometro individuale, la rossa alla Vuelta grazie ad una cronometro a squadre e questo mi ha dato una sensazione agrodolce perché l’intera squadra ha vinto ed io ero l’unico in maglia. Ora la maglia rosa arriva in una volata su una strada a metà tappa il giorno dopo una cronometro. Ad un certo punto perderò questa maglia. La seconda e la terza settimana sono un po’ troppo difficili per me»

ENRICO BARBIN (Bardiani CSF)
«Non era un traguardo pianificato ma nato d’istinto. La salita era breve ma impegnativa, quasi da fare tutta d’uno fiato. Mi sono trovato davanti e nella condizione ideale per provarci. Vestire una maglia al Giro d’Italia non è un traguardo che capita spesso. So che sul GPM è passato per secondo Boivin, della Israel Cycling Academy, e tutto il pubblico era per lui. Ma il Giro è una vetrina fondamentale per la nostra squadra. Abbiamo il dovere di attaccare e sfruttare ogni situazioni per onorare al massimo la corsa. Ho agito d’istinto, senza troppi calcoli, come molte volte la gara impone di fare. Mi godo la maglia e vediamo se domani ci saranno le condizioni per tenerla fino all’arrivo in Italia»

JAKUB MARECZKO (Wilier Triestina-Selle Italia)
«La squadra ha lavorato benissimo per portarmi davanti all’ultimo km. Mi è mancato poco, forse sono partito un po’ troppo presto, sicuramente posso dire di avere delle ottime sensazioni. E in vista delle prossime giornate guardo con ottimismo»

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