Un sofferente Simon Yates al traguardo di Prato Nevoso © Gian Mattia D'Alberto/LaPresse
Un sofferente Simon Yates al traguardo di Prato Nevoso © Gian Mattia D'Alberto/LaPresse

Non è finita finché non è finita

La crisi di Simon Yates verso Prato Nevoso crea prospettive tutte nuove per il finale di questo Giro d’Italia numero 101

E fu così che anche Simon Yates, fino a stamattina considerato dai più, a ragione, pressoché imbattibile, si trovò a tu per tu con l’uomo col martello. Non una crisi pesante quella del britannico il quale, per il momento, resta maglia rosa, ma tanto basta per ribaltare completamente le prospettive di questo Giro d’Italia, alla vigilia di una due giorni che si preannuncia infernale, con i due tapponi pronti a recitare il ruolo di teatro di un’epica battaglia per la maglia rosa.

Il recupero può essere un problema per Simon Yates
Yates, fino a ieri, aveva palesanto, indubbiamente, la gamba migliore tra i pretendenti alla vittoria finale, ma si portava dietro un dubbio: la tenuta nella terza settimana. Il recupero è dote fondamentale per vincere un grande giro e Yates, da questo punto di vista, aveva già fatto intravedere qualche lacuna allo scorso Tour de France quando, nella tappa con arrivo a Serre-Chavalier, si era staccato da tutti gli altri big sul Galibier e al traguardo era arrivato con oltre 2’00” di distacco dal gruppetto comprendente Rigoberto Uran, Mikel Landa, Romain Bardet e Chris Froome. Oltretutto, oggi, il britannico ha preso la prima vera botta morale del suo Giro d’Italia e si ritrova, così, a gestire una situazione in cui mai prima d’ora s’era trovato. Parliamo, infatti, di un corridore che non solo si sta giocando un grande giro per la prima volta in carriera ma che, da quando era juniores, non ha mai vinto una gara a tappe.

Il Giro, comunque, non è certo perso per Simon, il quale, al momento, è tallonato dal solo Tom Dumoulin (ora a 28″ dal leader), mentre Pozzovivo e Froome, gli altri inseguitori più immediati, devono recuperargli rispettivamente 2’42” il primo e 3’22” il secondo. Il britannico della Mitchelton-Scott ha dalla sua una delle squadre migliori del Giro, con un Chaves che sta pian piano ritrovandosi e altri gregari di grandissima qualità quali Haig, Kreuziger e Nieve pronti a dargli una mano. Inoltre le prossime tappe sono decisamente meno adatte, rispetto a quella odierna, alla Farfalla di Maastricht.

Dumoulin recupera, ma il finale sarà duro per lui
Dumoulin può essere considerato a tutti gli effetti il vincitore della frazione di oggi; per la prima volta da inizio Giro, infatti, è riuscito a guadagnare su Yates in una tappa in linea. Tuttavia lo stesso Dumoulin, in passato, ha palesato qualche problemino in quanto a recupero, basti pensare al Giro dell’anno scorso quando, nella tappa con arrivo ad Ortisei, sembrava addirittura in grado di staccare tutti, tolto Quintana forse, e il giorno seguente, sul Piancavallo, perse, invece, le ruote di tutti gli uomini di classifica.

Le difficoltà che potrebbe affrontare il campione uscente, tuttavia, non solo infondono un po’ di coraggio a Yates, ma anche a chi insegue il duo di testa, che vede dinnanzi a sé due tappe in cui vi è lo spazio per far saltare entrambi i pretendenti alla maglia rosa. E se da un lato c’è un Domenico Pozzovivo il quale, benché sembri il più forte in salita, potrebbe correre in modo conservativo, influenzato dalle vertigini di una posizione in cui non si era mai trovato prima d’ora in 13 anni di carriera, dall’altro c’è un Chris Froome, oggi fatale per Yates, pronto a fare fuoco e fiamme.

Froome e la Sky sono in grande crescita
Lo Zoncolan è una salita che bisogna saper affrontare, dove non sempre il risultato rispecchia il reale valore dei corridori in salita, memorabile, ad esempio, Nibali al Giro 2011 che, a momenti, arrivava con Contador, dopo aver subito dallo spagnolo per tutta la corsa, grazie a una gestione certosina dello sforzo. Prato Nevoso, invece, è un’altra storia, per arrivare coi più forti qua le gambe devono essere quelle dei giorni migliori e forse la già sottovalutata crono di Froome (secondo i pronostici doveva perdere sui 40″ da Dumo, invece ne ha lasciati là 13) doveva farci capire che il kenyano bianco sta arrivando.

Per carità, non vi è ancora alcuna certezza che domani Froome si riproponga sui livelli di oggi e non faccia un altro tonfo come a Sappada, ma tutti gli indizi portano a pensare che nella frazione con arrivo sullo Jaffereau vedremo il quattro volte vincitore della Grande Boucle più battagliero che mai. Froomy ha studiato alla perfezione il Colle delle Finestre ed uno col suo palmares non può certo accontentarsi di un 4° posto, dunque vale la pena di provare il tutto per tutto per ribaltare il Giro. Anche perché, al fianco di Chris, vi è una Sky che cresce di giorno in giorno, con un Poels ormai tornato ai suoi livelli che in salita, ormai, va più forte di molti uomini di classifica.

López e l’Astana alleati degli attaccanti?
Non solo l’ombra di Chris Froome si staglia sul Giro d’Italia, però; oltre al britannico, infatti, oggi sembra, finalmente, aver raggiunto il top della condizione anche Miguel Ángel López, il quale si è letteralmente divorato Carapaz che aveva provato ad attaccarlo, credendolo in difficoltà. Inoltre il vincitore del Tour de l’Avenir 2014, oggi, ha rifilato ben 48″ a un Pinot sempre più in difficoltà e ora, in classifica, il francese, che occupa la quinta posizione, ha solo 30″ di vantaggio sul colombiano. Con un’Astana fortissima, che può contare anche sulla presenza dell’8° della generale Pello Bilbao, non ci sorprenderemo di vedere Superman abbattersi come una tempesta sulla Corsa Rosa, alla ricerca, oltre che della top-5 (e perché no, del podio), anche di una vittoria di tappa.

Come detto, invece, Thibaut Pinot assomiglia sempre più a un pugile suonato. Per ora la corsa del francese era stata priva di guizzi, ma in salita era riuscito bene o male a difendersi sempre in modo più che dignitoso. Al contrario, salendo verso Prato Nevoso, il 3° classificato del Tour 2014 ha mollato le ruote degli altri big alla prima accelerazione, dando l’idea di essere ormai in riserva. Lui, all’intervistatrice dell’Equipe TV, ha dichiarato di essere malato e, se così fosse, aspettiamoci di vedere i suoi primi inseguitori in classifica generale pronti a fare fuoco e fiamme pur di mandarlo in crisi.

È, infine, meritevole di menzione lo stoico Rohan Dennis, il quale, anche oggi, è riuscito a difendersi in modo più che egregio. Il portacolori della BMC si trova, al momento, in 7° posizione in classifica generale, mentre l’11esimo, George Bennett, è a 2′ spaccati da lui. Non sarà facile, dunque, mantenere la top-10 per l’ex recordman dell’ora, viste le due frazioni che ci aspettano, ma, in caso ci riuscisse, potrebbe guardare alla sua carriera con rinnovate ambizioni.

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