Thibaut Pinot finisce la diciannovesima tappa del Giro d'Italia 2018 © LaPresse - Gian Mattia D'Alberto
Thibaut Pinot finisce la diciannovesima tappa del Giro d'Italia 2018 © LaPresse - Gian Mattia D'Alberto

Pinot: «Voglio un posto sul podio, è la mia priorità»

Le dichiarazioni dopo la tappa di Bardonecchia. Pozzovivo: «Ho pagato la tensione»

CHRIS FROOME (Team Sky)
«Ho avuto momenti difficili al Giro ed ho dovuto provare qualcosa di pazzo. Abbiamo preso questa decisione tattica ieri sera anche insieme ai nutrizionisti perché c’è bisogno di una buona strategia nei rifornimenti e su come i ragazzi eseguiranno gli ordini. Ci sono stati molti attacchi nella prima parte della gara. La mia squadra ha mantenuto un ritmo forte sulle Finestre per mettermi nella condizione migliore per attaccare. È fantastico correre così. Questo significa corsa in bicicletta. Se avessi aspettato solo l’ultima salita non avrei dato tre minuti e preso la Maglia Rosa. Conoscevo le Finestre molto bene da quando mi sono allenato qui l’anno scorso. Sapevo come gestirmi. Era un rischio calcolato. Avevo deciso che se fossi stato in un gruppo non numeroso e se gli altri capitani non avessero avuto gregari avrei attaccato perché i contendenti alla Generale avrebbero dovuto sostenere il mio stesso tipo di sforzo. Controllavo costantemente i distacchi dalle moto e via radio. Quello che non sapevo era se Tom Dumoulin avesse ancora delle buone gambe ma ho avuto la sensazione che tutti fossero al limite. Oggi è stato ciclismo puro e selvaggio. Chapeau ai tifosi italiani perché trasmettono una passione unica»

SIMON YATES (Mitchelton-Scott)
«Alla partenza non avevo alcun segnale che le cose possano volgere per il peggio. Ero solamente stanco, totalmente esausto e nel ciclismo non perdona. Ho provato a gestirmi ma non avevo veramente nulla da mettere in campo. Ho dato tutto ed evidentemente è questo quello che mi era rimasto. Ma sicuramente tornerò: certamente una batosta simile fa male ma ho sempre detto che la maniera in cui potevo vincere questo Giro era di dare tutto sin dall’inizio. Sono comunque soddisfatto per quanto sono riuscito a ottenere»

TOM DUMOULIN (Team Sunweb)
«Oggi è stata una tappa folle. Mi aspettavo che la Sky provasse il tutto per tutto e così è stato. Avevo buone gambe e ho fatto il massimo ma Froome era semplicemente troppo forte e non sono riuscito a seguirlo. Sapevo che spettava a me la responsabilità maggiore nell’inseguimento: ciascuno fa la propria corsa e posso capire perché qualcuno non dava cambi. Al momento sono leggermente pessimista sulle possibilità di conquistare la maglia rosa ma vediamo domattina. Sarà sicuramente una giornata complicata»

THIBAUT PINOT (Groupama-FDJ)
«Voglio mantenere il podio, è la mia priorità. Froome è stato sorprendente con un attacco da una distanza simile, è stato totalmente bizzarro vivere una tappa simile. Il Giro è una corsa pazza e oggi abbiamo scritto una gran bella pagina nella storia della corsa. Domani spero di avere delle buone gambe per rimanere tra i primi tre ma sono molto contento della mia frazione odierna, che resterà impressa nella mia memoria. Ho trascorso una notte tranquilla e mi sono sentito meglio: in strada avevo delle belle sensazioni e ho trovato il mio livello abituale»

DOMENICO POZZOVIVO (Bahrain Merida)
«Sfortunatamente ho avuto una giornata no. Ho pagato la tensione per la prima volta in questo Giro. In una tappa simile, non essere al top fa inevitabilmente volare i minuti di distacco. Posso essere felice di non avere avuto una grossa crisi: sul Colle delle Finestre ero in difficoltà ma nel finale mi sono sentito meglio. È stato complicato recuperare anche per la scarsa collaborazione nel mio gruppetto. Froome ha fatto qualcosa di incredibile oggi: in una sola parola, indimenticabile»

FABIO ARU (UAE Team Emirates)
«Avevo detto che avrei valutato giorno per giorno le mie sensazioni proprio perché sentivo di vivere qualcosa di anomalo della mia vita sportiva. Ho provato a reagire, onorare la maglia che indosso, esaltare i tifosi e la Corsa Rosa, ma non ce l’ho fatta. Sono fortemente dispiaciuto per tutto questo, per la mia squadra, per gli sponsor che rappresento, per la mia famiglia, ma non aveva più senso andare avanti. Non faccio drammi, questo è lo sport e forse, anche se mi costa dirlo in questo momento, è il suo bello. Cercherò di resettare e di capire assieme alla squadra cosa sia successo, poi ripartirò pensando al resto della stagione, perché è questo che si deve fare nelle difficoltà»

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