Gianni Moscon in maglia gialla © ASO - Alex Broadway
Gianni Moscon in maglia gialla © ASO - Alex Broadway

Moscon fa un altro passo in avanti

La prima tappa di montagna del Delfinato si chiude con Gianni in maglia gialla. Vittoria a Julian Alaphilippe, Dario Cataldo ripreso ai 350 metri

La prima delle quattro decisive tappe di montagna di questa edizione del Critérium du Dauphiné ci restituisce un Julian Alaphilippe a braccia alzate sul traguardo di Lans-en-Vercors ma soprattutto un Gianni Moscon in maglia gialla come nuovo leader della classifica generale della corsa. Quello del trentino del Team Sky è un ulteriore piccolo passo della sua crescita come corridore, magari poco significativo dal punto di vista sportivo visto che la tappa non è stata particolarmente selettiva e senza la scivolata nel prologo adesso in testa ci sarebbe Thomas, ma sicuramente molto interessante per quanto riguarda le gerarchie interne allo squadrone britannico. Oggi Moscon è sempre rimasto coperto durante la tappa al pari di Thomas e Kwiatkowski con il polacco che nel finale ha perso qualche secondo cedendo la maglia al compagno di squadra. La Sky sembra avere grande considerazione del corridore italiano che nelle prossime tre giornate potrebbe avere la possibilità di testarsi sulle grandi salite francesi e per valutare le potenzialità future come possibile uomo da classifica.

Partenza veloce, la fuga parte dopo 75 km
La tappa di oggi era senza dubbio la meno complicata delle quattro con arrivo in salita di questo Delfinato e forse è anche per questo che quasi metà gruppo ha provato ad andare in fuga: l’avvio in pianura ha scatenato una prima ora di corsa a più di 52 km/h di media come se fosse un prolungamento della velocissima cronometro a squadre di ieri. Logicamente in questa fase nessuno ha avuto la forza per sganciarsi, ma l’alta andatura ha prodotto un frazionamento del gruppo al chilometro 57 che ha sorpreso nelle retrovie Romain Bardet: l’AG2R La Mondiale ha dovuto fare quindi uno sforzo supplementare, ma nel giro di cinque chilometri erano di nuovo tutti assieme.

Alla fine ci sono voluti circa 75 chilometri per veder nascere la fuga di giornata: i primi ad attaccare sono stati Edvald Boasson Hagen (Dimension Data), Jens Keukeleire (Lotto Soudal), Dario Cataldo (Astana) e Lukas Pöstlberger (Bora), ma poco dopo sono rientrati davanti anche Simon Clarke (EF Education First), Bryan Coquard e Arnaud Courteille (Vital Concept) e ancora Odd Christian Eiking (Wanty). Gli otto uomini al comando hanno toccato un vantaggio massimo di 5’10” al chilometri 117, quasi ai piedi della prima grande salita del Critérium du Dauphiné, il Col du Mont Noir che gli organizzatori hanno classificato addirittura come gran premio della montagna Hors Catégorie. Sulle prime rampe di salita, il drappello dei fuggitivi si è subito ristretto da otto a sette unità: il primo a staccarsi, senza alcuno stupore, è stato il velocista Coquard.

Cataldo resta solo in testa sul Col du Mont Noir
Dalla vetta del Col du Mont Noir mancavano al traguardo 38 chilometri non proprio favorevoli per vedere già qui attacchi tra gli uomini di classifica del Delfinato. Un po’ di battaglia, però, c’è stata nel gruppetto di testa: il norvegese Eiking è stato il primo ad attaccare e a fare la differenza, Cataldo inizialmente non ha risposto a quest’accelerazione poi in progressione ha staccato tutti gli altri e si è messo da solo all’inseguimento del corridore della Wanty-Groupe Gobert. L’abruzzese dell’Astana è salito molto forte in questa fase e quando ha ripreso Eiking l’ha praticamente subito lasciato sul podio senza neanche rifiatare: al gpm Cataldo aveva circa 1’20” di vantaggio sugli inseguitori e poco meno di tre minuti sul gruppo principale da cui l’unico a scattare, e a riprendere gli ex fuggitivi, è stato l’italiano Edward Ravasi della UAE.

Lungo la discesa dal Col du Mont Noir sulla corsa s’è abbattuto in acquazzone abbastanza intenso che ha leggermente favorito l’azione solitaria di Dario Cataldo: l’abruzzese scendendo da solo ha potuto prendersi qualche rischio in più e fare traiettorie più aggressive, nel gruppo maglia gialla invece il Team Sky non voleva andare incontro ad alcun tipo di pericolo e Jonathan Castroviejo e Tao Geoghegan Hart hanno scandito un ritmo relativamente tranquillo. Questo ha permesso a Cataldo di portare il proprio vantaggio a 3’15” ed il gap è rimasto tale fino ai 20 chilometri dal traguardo.

Nel finale si assottiglia il vantaggio di Cataldo
A far calare le possibilità di riuscita dell’azione a lunga gittata di Cataldo non è stata tanto l’azione del Team Sky, che pur andando a riprendere tutti gli corridori intercalati ha sempre tenuto un ritmo abbastanza regolare, ma l’AG2R che dopo aver già lavorato salendo verso il Col du Mont Noir ha impresso una notevole accelerazione al gruppo negli ultimi 10 chilometri. Fino ai meno 5, però, la situazione sembrava ancora tutta a favore di Cataldo: il ritardo degli inseguitori era ancora di 1’55”, ma la parte più dura doveva ancora arrivare.

La salita di Lans-en-Vercors misurava poco meno di cinque chilometri, ma tra i meno quattro ed i meno tre i corridori hanno trovato un tratto con una pendenza media superiore al 10% e qui Cataldo ha perso molto: ai 3 chilometri il gap era di 1’05”, ai 2 chilometri era sceso a 55″ con Tao Geoghegan Hart sempre davanti a tirare per tenere coperti i tre compagni di squadra Kwiatkowski, Moscon e Thomas che per un motivo e per un altro andavano coperti tutti e tre. Il primo a rompere gli indugi in gruppo è stato lo scalatore francese Guillaume Martin della Wanty quando ormai mancano 1300 metri al traguardo, i big si sono guardati tra di loro praticamente fino al triangolo rosso, poi finalmente s’è visto qualcosa.

I favoriti accelerano nell’ultimo chilometro
È bastata una sola decisa accelerazione per sgretolare il gruppo dei migliori che fino a quel momento contava una ventina abbondante di corridori: a cogliere l’assist di Guillaume Martin è stato un altro Martin, Daniel, che ha superato con facilità il francesino portandosi dietro Geraint Thomas, Romain Bardet e Julian Alaphilippe e mettendo nel mirino anche uno stanchissimo Dario Cataldo. Alla fine l’abruzzese è stato superato a circa 350 metri dal traguardo, un beffa atroce, ma davanti Daniel Martin continuava ad insistere con un ritmo altissimo: negli ultimi metri l’unico ad avere la forza per rilanciare è stato proprio l’esplosivo Julian Alaphilippe che con un mini sprint è andato a prendersi la vittoria di tappa davanti a Daniel Martin, Geraint Thomas e Romain Bardet nello stesso ordine in cui stavano affrontando la salita.

A 5″ di distanza si sono piazzati Pierre Latour, Adam Yates ed Emanuel Buchmann, poi un gruppo più numeroso è stato classificato con 8″ di ritardo: Gianni Moscon ha chiuso davanti, nono assoluto preceduto da Guillaume Martin, dando una relativamente buona impressione, stesso ritardo ma sensazioni peggiori per lo spagnolo Marc Soler che ha avuto anche un po’ di fortuna a non incappare in altri buchi. In mezzo sono arrivati anche Tiesj Benoot, Pello Bilbao, Dario Cataldo, Damiano Caruso, Ilnur Zakarin e Bob Jungels: non Michal Kwiatkowski che nel finale ha perso contatto arrivando a 17″ e neanche Vincenzo Nibali che ha tenuto le ruote del gruppo fino all’accelerazione conclusiva quando ha preferito salire con un’andatura regolare tagliando il traguardo a 32″ dai primi.

Moscon nuovo leader, domani ancora salita
La nuova classifica generale è ancora tutta targata Sky nelle prime tre posizioni: Gianni Moscon come detto è in giallo, alle sue spalle ci sono Michal Kwiatkowski e Geraint Thomas entrambi staccati di 6″. A seguire i distacchi si allargano: Julian Alaphilippe è quarto a 48″, Damiano Caruso quinto a 49″, Bob Jungels sesto a 1’05”, Adam Yates settimo a 1’11”, Tiesj Benoot ottavo a 1’13”, Romain Bardet nono a 1’41” e Marco Soler decimo a 1’48”.

Domani in programma c’è il secondo arrivo in salita di questo Critérium du Dauphiné: da Grenoble a Valmorel sono solo 130 chilometri, ma l’ascesa finale è un Hors Catégorie di 12.7 chilometri al 7% medio.

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