Elia Viviani a braccia alzate sul traguardo di Maser © Bettiniphoto
Elia Viviani a braccia alzate sul traguardo di Maser © Bettiniphoto

Messer Viviani sorride anche a Maser

Undicesima vittoria stagionale per Elia che fa sua la 2a tappa dell’Adriatica Ionica Race. Domani tappone di montagna col Giau

Elia Viviani era uno dei protagonisti più attesi di questa prima edizione dell’Adriatica Ionica Race ed il corridore si sta brillantemente confermando: il campione olimpico di Rio 2016 ieri aveva conquistato la maglia di leader grazie alla vittoria della Quick-Step Floors nella cronosquadre d’apertura, oggi invece Viviani si è ripetuto anche a livello individuale imponendosi nella seconda tappa sul traguardo di Maser. Il 2018 è senza dubbio un anno da incorniciare per Elia Viviani che con il suo passaggio alla Quick-Step Floors è entrato in una nuova dimensione: adesso sono undici le vittorie conquistate in questa stagione, tante quante Alejandro Valverde che fino a ieri era il leader solitario tra i plurivittoriosi in gare del calendario UCI.

Draperi, Logica e Montoya in fuga
Nella seconda tappa dell’Adriatica Ionica Race l’arrivo in volata non era un epilogo scontato: i 152.5 chilometri da Lido di Jesolo a Maser non erano particolarmente impegnativi nel complesso, ma nel finale di pianura ce n’era davvero poca e alcuni strappi potevano rappresentare un bel trampolino per gli attaccanti. Nonostante ciò la Quick-Step Floors si è subito fatta carico del grosso del lavoro nel gruppo per tenere sotto controllo la fuga di giornata: in avvio di tappa, infatti, sono partiti gli italiani Matteo Draperi (Sangemini-MG.Kvis) e Enrico Logica (Biesse Carrera Gavardo) ed il colombiano Javier Montoya (Trevigiani Phonix) a cui è stato stato lasciato un vantaggio massimo di poco superiore ai quattro minuti.

A 50 chilometri dall’arrivo, sulla salita di Paderno del Grappa che era valida anche come secondo gran premio della montagna di giornata, Javier Montoya ha staccato i compagni di fuga lanciandosi in una difficilissima azione solitaria contro il plotone compatto guidato sempre alla Quick-Step Floors che ha ricevuto aiuti anche da parte della UAE Team Emirates. Montoya è scattato che aveva poco meno di due minuti e mezzo di vantaggio, ma da dietro la situazione non è mai sfuggita di mano: il colombiano ha perso o guadagnato in base al ritmo che sceglieva il plotone, ma alla fine anche lui ha dovuto arrendersi. La fuga è terminata a 18 chilometri dall’arrivo, dopo un’azione durata qualcosa più di 130 chilometri.

Ci prova Brambilla, poi si muove Conti
Proprio nel momento in cui Montoya veniva ripreso, in un breve tratto in pendenza, dal gruppo è scattato l’israeliano Guy Niv che è stato prontamente imitato da Gianluca Brambilla che poi ha rilanciato l’andatura per provare a portare via una nuova fuga. Brambilla e Niv hanno guadagnato una decina di secondi di vantaggio anticipando il primo dei due strappi attorno ad Asolo ma a quel punto è stata la Nippo-Vini Fantini a cercare di rendere dura la corsa con un forcing coordinato di Santaromita e Tizza che hanno riportato il gruppo sui due uomini di testa.

Negli ultimi dieci chilometri il plotone ha vissuto monti di parziale anarchia in cui nessuna squadra è riuscita ad organizzarsi e così, tra chi provava ad attaccare e chi si muoveva solo in versione stoppper, in testa alla corsa si è formato un drappello di una decina di corridori con pochi centinaia di metri di margine. Da questo gruppetto di testa è scattato da solo Valerio Conti (UAE) che ha affrontato da solo il secondo strappo di Asolo, un tratto in salita di 1400 metri con una pendenza media attorno al 7%: sul corridore laziale è riuscito a riportarsi brevemente Nicola Bagioli che però ha ceduto prima ancora che la strada spianasse, prima dell’inizio della discesa però è stata ancora la Nippo a muoversi con Marco Canola che ha raggiunto Conti ed i due si sono lanciati decisi in discesa.

Canola e Conti presi all’ultimo km, lo sprint premia Viviani
Nel finale la situazione sembrava favorevole per Valerio Conti e Marco Canola che avevano alle spalle un gruppo ristretto a circa una quarantina di unità e che non riusciva a chiudere quelle poche centinaia di metri di differenza. Ma in queste fughe a due spesso c’è uno più veloce dell’altro, un fattore che puntualmente contribuisce a rompere l’armonia in testa ed a far crollare le possibilità di riuscita: in questo caso le speranze di vittoria di Conti contro Canola erano ridottissime, in più la UAE Team Emirates aveva Simone Consonni pronto alla volata nel gruppo inseguitore, e così il corridore laziale ha smesso di tirato a due chilometri dall’arrivo. Gli inseguitori non si sono fatti pregare due volte: un trenatona della Trek-Segafredo, con Gianluca Brambilla a sacrificarsi per Giacomo Nizzolo, ha ricompattato il gruppo e dato un’occasione ai velocisti che erano sopravissuti alle salite precedenti.

Ad Elia Viviani è bastato un grande Niki Terpstra al suo fianco per far vedere chi era il più veloce: la Israel Cycling Academy ha provato a giocare d’anticipo, ma si è dovuta accontentare di un terzo posto di Mihkel Räim preceduto anche da Simone Consonni, secondo. Tanti corridori italiani si sono piazzati nelle prime dieci posizioni di giornata: Manuel Belletti (Androni) ha chiuso quarto, Enrico Barbin (Bardiani) quinto, Giacomo Nizzolo (Trek) sesto, Simone Velasco (Wilier) settimo, Kristian Sbaragli (Israel) nono e Paolo Totò (Sangemini) decimo; in mezzo, oltre a Räim, troviamo solo il russo Sergey Shilov in ottava posizione. Assente dallo sprint Mark Cavendish arrivato staccato per colpa di una foratura, ma dietro troviamo anche uomini veloci come Ben Swift, Riccardo Minali e Wouter Wippert.

Domani tappone di montagna col Giau
In classifica generale, ovviamente, Elia Viviani ha mantenuto la maglia di leader guadagnando anche i 10 secondi di abbuono che però saranno inutili in vista del tappone di montagna di domani con il Passo Rolle, il Passo Rolle e l’arrivo in salita sul Passo Giau in 154.7 chilometri totali. La frazione di oggi, però, ha fatto un po’ di chiarezza per quanto riguarda i favoriti per la classifica generale: l’ecuadoriano Jhonatan Narvaez (Quick-Step Floors) ha corso all’attacco sul primo strappo di Asolo ma poi è arrivato attardato di ben 6’41”, fuori dai giochi anche il colombiano Darwin Atapuma (3’41”), a un minuto e mezzo sono arrivati Sergey Firsanov, Damiano Cunego e Jarlinson Pantano, mentre anche Gianluca Brambilla ha ceduto 26″ nei finale.

A questo punto chi fa tenuto d’occhio per domani? A 24″ da Elia Viviani c’è Edward Ravasi che al Delfinato si è sempre fatto vedere all’attacco nelle tappe più impegnative, e 26″ c’è il giovanissimo Nicola Conci, a 48″ il russo Ildar Arslanov e chissà che a questo punto non possano rientrare in gioco anche Mattia Cattaneo, Ivan Sosa e Giulio Ciccone che hanno circa un minuto e mezzo di ritardo tra abbuoni e cronosquadre.

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