Chris Froome vince la nona tappa della Vuelta a España © Bettiniphoto
Chris Froome vince la nona tappa della Vuelta a España © Bettiniphoto

Ufficiale, l’UCI ha scagionato Chris Froome dal caso salbutamolo

L’UCI, in un comunicato, conferma che il procedimento nei confronti di Christopher Froome, aperto dopo la presenza di salbutamolo sopra la quota di 1000ng/ml durante la tappa del 7 settembre 2017 alla Vuelta a España, è stato chiuso. A favore del corridore britannico.

Il 28 giugno la WADA ha comunicato all’UCI di non considerare quanto accaduto, in seguito agli approfonditi studi portati dalla difesa, una violazione del regolamento. L’UCI ha quindi deciso di non sanzionare Froome. Il britannico terrà quindi la vittoria alla Vuelta a España così come tutti i successi seguenti.

Questa la traduzione del comunicato UCI

La lista WADA sui prodotti leciti permette l’utilizzo al massimo di 1600 microgrammi nel corso delle 24 ore, non eccedendo dalla quota di 800 microgrammi ogni 12 ore, e la concentrazione in eccesso rispetto ai 1000 ng/ml è un fatto anormale che presumibilmente deriva da un uso non lecito. Nel prosieguo la lista WADA afferma che un atleta che riesce a dimostrare che il proprio risultato anormale sia una conseguenza da un uso permesso, in quel caso non viene considerata come un risultato avverso.

L’UCI aveva avviato un procedimento disciplinare come da regolamento antidoping, durante il quale Froome ha esercitato il suo diritto di dimostrare che il risultato avverso fosse il risultato di un uso lecito. Il procedimento è iniziato con una fase probatoria, nella quale UCI e Froome hanno concordato che il tribunale antidoping dell’UCI fosse quello adatto a decidere. L’UCI aveva già chiesto il parere della WADA mentre un numero significativo di documenti di esperti sono stati portati avanti da parte della difesa.

Dopo la fase probatoria, Froome ha richiesto informazioni aggiuntive alla WADA in merito al salbutamolo. Dopo la ricezione di queste informazioni, Froome ha presentato la spiegazioni per il risultato anormale il 4 giugno 2018, assieme ad un articolato dossier a suo supporto. L’UCI ha considerato tutte le prove portate nel dettaglio.

Il 28 giugno 2018 la WADA ha informato l’UCI che avrebbe accettato, in base ai fatti specifici del caso, che i risultati di Froome non costituivano una violazione. L’UCI ha quindi deciso, in base alla posizione WADA, di chiudere il caso nei confronti di Froome. Mentre l’UCI avrebbe ovviamente preferito una chiusura del caso nei mesi precedenti, queste lungaggini hanno permesso a Froome un giusto processo, come sarebbe capitato ad ogni corridore, ed è convinta che sia stata presa la decisione corretta. Avendo ricevuto la risposta WADA il 28 giugno, l’UCI ha preparato la propria decisione ragionata prima possibile, considerate le circostanze.

L’UCI comprende che ci saranno significative discussioni su questa decisione, ma intende rassicurare tutti quanti legati o interessati al ciclsimo che la decisione è stata basata sulle opinioni degli esperti, sul consiglio della WADA e sulla piena valutazione dei fatti. L’UCI spera che il ciclismo possa ora volgere il proprio interesse e il divertimento sulle prossime corse del calendario.

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