Il podio della quarta tappa del Giro Rosa © Ossola
Il podio della quarta tappa del Giro Rosa © Ossola

D’Hoore ribussa con le carte piacentine

Jolien vince anche la quarta tappa del Giro Rosa, seconda Marta Bastianelli. Ancora cadute nel finale, sfortunata la padrona di casa Giorgia Bronzini

Non ci sono giornate tranquille in questa 29esima edizione del Giro d’Italia Femminile: anche la quarta tappa, seppur adatta alle velociste, è stata caratterizzata da attacchi, inseguimenti e cadute che hanno ridotto il numero delle atlete che sono andate a giocarsi in successo in quel di Piacenza. Alla fine ad uscire vincitrice è stata di nuovo la belga Jolien D’Hoore che ha replicato il successo ottenuto ieri a Corbetta: per lei, che quest’anno è stata seconda nello Scratch ai Campionati del Mondo su Pista, è la quarta vittoria su strada del 2018 e sarebbero potute essere anche di più senza una rovinosa caduta nella prima tappa del Tour of Chongming Island ed una frattura della clavicola patita correndo in pista nel mese di maggio.

Elena Franchi in fuga sulle strade di casa
Sono state 160 le atlete che hanno preso il via in questa quarta tappa: tra coloro che avevano tagliato il traguardo ieri, l’unica a non ripartire è stata l’australiana Lucy Kennedy (Mitchelton-Scott) che era caduta rompendosi una clavicola e che lascia quindi Annemiek Van Vleuten con una gregaria in meno; nel corso della tappa si sono poi fermate anche l’altra australiana Rachel Neylan (Movistar) e la giovane azzurra Nicole D’Agostin (Eurotarget-Vitasana), quest’ultima per un colpa di un virus gastrointestinale che l’ha debilitata in questo inizio di Giro Rosa.

Il chilometraggio complessivo di questa frazione con partenza e arrivo a Piacenza è stato leggermente ridotto a 105.5 chilometri, ma nella sostanza non è cambiato nulla a quanto previsto in origine. Fin dai primi chilometri il ritmo è stato molto allegro e dopo una decina di chilometri è partita la prima fuga: è stata la russa Ksenia Dobrynina della Servetto ad andare in avanscoperta che però non ha mai avuto più di 15″ di vantaggio ed è quindi stata ripresa abbastanza presto. Un più lunga, una ventina di chilometri in totale, è stata invece la fuga di Elena Franchi: la piacentina della Conceria Zabri correva sulle strade di casa ed è riuscita a mettersi in mostra davanti ai propri tifosi.

Longo Borghini testa la gamba in salita
La Franchi ha fatto in tempo a vincere il traguardo volante di Rivergaro a 60 chilometri dall’arrivo dove la maglia rosa Leah Kirchmann è transitata in terza posizione conquistando un altro secondo di abbuono. Subito dopo questo passaggio il gruppo si è ricompattato anche perché alle porte c’era la salita di Romola che portava all’unico gran premio della montagna di giornata, un passaggio di terza categoria: le migliori del lotto hanno approfittato di questo strappo per testare le gambe in vista della tappa di domani a Omegna quando si affronterà la prima salita di seconda categoria della corsa. A passare per prima al gpm è stata quindi Elisa Longo Borghini davanti ad Amanda Spratt, Karol-Ann Canuel, Ashleigh Moolman e Annemiek Van Vleuten: l’ossolana della Wiggle High5 si è quindi impossesata della maglia verde di miglior scalatrice strappandola dalle mani di Sheyla Gutiérrez.

Il forte ritmo in salita ha fatto spezzare il gruppo ed inizialmente sullo slancio della volata si erano avvantaggiate anche una decina di atlete: alcune velociste si sono fatte sorprendere nella seconda parte del plotone, una su tutte la belga Jolien D’Hoore, ma successivamente le inseguitrici sono riuscite a tornare sotto grazie al terreno che si era fatto più agevole. Con il gruppo di nuovo compatto e l’andatura che era leggermente calata, in corsa c’è stato spazio per un’altro tentativo di fuga: stavolta a provarci è stata Olena Pavlukhina, passista della BTC City Ljubljana di origini ucraine ma passaporto dell’Azerbaijan che è scattata quando mancavano 30 chilometri al traguardo, accumulando fino ad un massimo di 1’10” di vantaggio.

Ancora cadute, poi lo sprint vincente di D’Hoore
La battistrada solitaria è rimasta in testa fino ai meno 10 chilometri, un chilometro prima che in gruppo si verificasse una caduta in corrispondenda di un restringimento della carreggiata: parecchie atlete sono rimaste coinvolte o anche semplicemente rallentate da coloro che erano finite a terra, tra queste anche velociste come Kirsten Wild, Giorgia Bronzini, Marianne Vos e Chloe Hosking, ma si sono ritrovate indietro anche Sabrina Stultiens, Elena Cecchini, Alena Amialiusik come nomi di spicco. Il gruppo si è quindi spezzato, ma a differenza di ieri c’era più spazio per provare a rientrare e alcune atlete ce l’hanno anche fatta: una di queste era Giorgia Bronzini che però ai meno 3 chilometri è stata vittima di un problema meccanico che l’ha definitivamente tagliata fuori dai giochi per la vittoria nella sentitissima tappa di casa.

Nel finale il gruppo si è allungato e si sono anche creati dei piccoli buchi per via delle varie tortuosità. Il Team Sunweb ha provato ad organizzare un bel treno per la maglia rosa Leah Kirchmann, ma anche questa volta c’è stato poco da fare contro l’esplosività di Jolien D’Hoore: se quella di ieri era stata una netta vittoria di forza, oggi la belga della Mitchelton-Scott ha dovuto anche lavorare di malizia per chiudere lo spazio a Marta Bastianelli che stava cercando di rimontare passando in un pertugio lungo le transenne. Alla fine Marta ha dovuto perdere qualche pedalata e si è fermata in seconda posizione, con Lotta Lepistö che dopo due giornate poco brillanti ha trovato lo spunto giusto per chiudere terza. Quarta è arrivata Barbara Guarischi, quinta Leah Kirchmann, sesta Roxane Fournier, settima Kirsten Wild che ha dovuto spendere tanto per tornare davanti dopo la caduta.

Kirchmann resta in rosa, Niewiadoma perde 7″
Ad essere accreditate dello stesso tempo sono state 32 atlete e tra loro c’erano anche Elisa Longo Borghini, Annemiek Van Vleuten, Ashleigh Moolman e Megan Guarnier, ha perso invece 7″ la polacca Katarzyna Niewiadoma, mentre Erica Magnaldi, Tatiana Guderzo e Sabrina Stultiens sono state tutte cronometrate con 18″ di ritardo. Tra le altre attardate segnaliamo Marianne Vos a 2’10”, Elena Cecchini e Alena Amialiusik invece sono finite a 3’34”.

Cambia leggermente la classifica generale, anche se la canadese Leah Kirchmann (Sunweb) resta in maglia rosa: a 6″ c’è Lucinda Brand seguita a 10″ dall’altra compagna di squadra Ruth Winder, a 11″ c’è invece un trio della Mitchelton-Scott formato da Amanda Spratt, Annemiek Van Vleuten e Gracie Elvin, è scesa a 17″ Ellen Van Dijk. La nuova leader dei gpm, come detto, è Elisa Longo Borghini, in maglia ciclamino c’è sempre per appena un punto Kirsten Wild mentre la leader delle giovani in maglia bianca continua ad essere la francese Juliette Labous (Sunweb); la miglior italiana in classifica è Elisa Longo Borghini (19° posto a 49″) che almeno per domani presterà la maglia blu a Maria Giulia Confalonieri (Valcar).

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