Ruth Winder esulta a Omegna © Ossola
Ruth Winder esulta a Omegna © Ossola

La scena è bianconera anche al Giro Rosa

Nella quinta tappa è ancora la Sunweb protagonista: tappa e maglia a Winder; terzo posto per Arzuffi. Domani il primo arrivo in salita

Il Team Sunweb si è presentato al via di questo ventinovesimo Giro d’Italia Femminile senza una delle principali favorite per la vittoria finale, né una grane velocista in grado di rivaleggiare alla pari con le migliori: l’obiettivo era quello di lottare per i successi parziali, ed il bilancio si può già adesso considerare ampiamente positivo. Dopo la vittoria nella cronometro a squadre con la maglia rosa indossata Ellen Van Dijk, l’altra olandese Lucinda Brand prima e poi la canadese Leah Kirchmann si sono passate il simbolo del primato giocando con gli abbuoni: oggi invece è entrata in scena la statunitense Ruth Winder, che ha festeggiato i 25 anni con un giorno di ritardo vincendo la tappa di Omegna e conquistando anche lei la maglia rosa.

In cinque tappe sono state quindi quattro le atlete del Team Sunweb ad alternarsi in testa alla classifica generale e chissà che adesso la Winder non voglia provare a stupire e sognare in grande: in fondo si tratta di un’atleta al primo anno con una formazione europea dopo aver militato nella Unitedhealthcare e fatto esperienze con la nazionale USA. Quello che sappiamo di lei è che non è una scalatrice pura, ma finora il meglio lo ha fatto vedere su percorsi miste, con salite brevi in cui poteva far valere la sua esplosività: probabilmente non abbastanza per resistere sullo Zoncolan, ma la vittoria di oggi le ha permesso di guadagnare un bel margine in classifica e sicuramente è stata una grande iniezione di fiducia.

Subito una fuga pericolosa di dodici atlete
La partenza di questa quinta tappa del Giro Rosa è stata velocissima, anche più dei giorni precedenti. Il percorso un po’ più impegnativo rispetto ai giorni precedenti, unito ad una classifica che ha iniziato ad allungarsi tra cadute e frazionamenti vari, aumentava la possibilità di una buona riuscita di una fuga e così sono state in tante a provarci nei primi chilometri pianeggianti: dopo appena 10 chilometri dei 122 previsti oggi, in testa alla corsa c’era già una fuga abbastanza numerosa che aveva preso una ventina di secondi di vantaggio.

La fuga avevo tutto per essere di quelle estremamente pericolose: il Team Sunweb aveva davanti la giovane tedesca Liane Lippert che è in lotta per la maglia bianca, la Mitchelton-Scott era presente con l’australiana Sarah Roy, la Boels-Dolmans aveva la lussemburghese Christine Majerus, c’era la Wiggle High5 con Emilia Fahlin, la Cervélo-Bigla con Clara Koppenburg e la Canyon-SRAM con Elena Cecchini; insomma, tutte le squadre più forte con una favorita per la vittoria o i podio finale avevano almeno un’atleta ben collocata nel gruppo delle battistrada. Oltre alle sei atlete già citate c’erano anche Eugenie Duval (FDJ), Dani King (Waowdeals), Barbara Guarischi (Virtu) e ben tre atlete della Valcar-PBM, Maria Giulia Confalonieri, Silvia Persico e Chiara Consonni.

Fuga annullata e in salita arriva la selezione
Il gruppo di 12 all’attacco ha tenuto altissima la velocità ed infatti, nonostante alcuni tentativi, nessuna atleta è riuscita a rientrare da dietro: anzi, il vantaggio ha continuato a salire costantemente fino a toccare addirittura 1’25” al chilometro 55 di gara. Da quel momento, però, lo scenario è cambiato: il gruppo ha fermato la sua risalita della Val d’Ossola per tornare verso il Lago Maggiore, il vento favorevole è quindi diventato contrario e ciò ha contribuito anche a far saltare un po’ l’accordo nel drappello di testa.

A quel punto è bastato un attimo, un’accelerazione un po’ più convinta delle inseguitrici guidate dall’Astana Women’s Team ed il plotone è tornato compatto quando mancavano 50 chilometri al traguardo. Il momento chiave di questa quinta tappa era a 38 chilometri dall’arrivo dove, in località Baveno, iniziava la prima salita impegnativa di questo Giro Rosa, un’ascesa di 6 km al 6.7% di pendenza media che era poi seguita da un’ulteriore tratto di falsopiano: la selezione in gruppo è stata inevitabile, ma al gran premio della montagna di seconda categoria sono arrivate assieme una quarantina di atlete con Katarzyna Niewiadoma che ha anticipato di un soffio Elisa Longo Borghini che ha difeso comunque la sua maglia verde di miglior scalatrice.

Dopo il gpm l’attacco decisivo della tappa
Superato il gran premio della montagna, non iniziava subito la discesa e nel tratto di falsopiano è partita l’azione che poi ha deciso la tappa: dal gruppo sono uscite infatti le statunitensi Ruth Winder (Sunweb) e Tayler Wiles (Trek-Drops) e l’italiana Alice Maria Arzuffi (Bizkaia), ancora protagonista dopo essersi fatta vedere nella seconda tappa, quella di Ovada. Il terzetto ha scelto benissimo i tempi per muoversi, ha sfruttato il mancato controllo da parte del gruppo e poi anche un certo lavoro di disturbo da parte delle compagne di squadre rimaste in gruppo che cercavano di rompere i cambi tra chi inseguiva.

A 20 km dall’arrivo il vantaggio di Arzuffi, Wiles e Winder era di 50″, una leggera flessione c’è stata quando Elisa Longo Borghini ha cercato un allungo nell’ultima parte della discesa che ha provocato una reazione più convinta da parte delle altre favorite per la vittoria finale, ma poi negli ultimi chilometro il gap è tornato a salire nonostante il lavoro della Waowdeals che sperava di portare Marianne Vos alla volata per la tappa. Alla fine il vantaggio ha superato il minuto ai meno 5 chilometri ed a quel punto si è capito che sarebbe stato uno sprint a tre a decidere la vincitrice sul traguardo di Omegna.

Wiles tira, Winder ringrazia e fa sua la tappa
Tayler Wiles ha approcciato in testa l’ultimo chilometro con un ritmo inutilmente alto visto il vantaggio in possesso delle battistrada, questo ha favorito Ruth Winder che era alla sua ruota e che ha potuto beneficiare della scia fino alle ultime centinaia di metri: quando l’atleta della Sunweb è partita per lo sprint, la Wiles non è riuscita a reagire e anche la Arzuffi si è ritrovata chiusa dietro alla seconda americana per via delle tante curve presenti nel tracciato. Alla fine Ruth Winder si è imposta praticamente per distacco: la giuria ha cronometro 1″ tra lei e Tayler Wiles seconda, con Alice Maria Arzuffi terza.

Il gruppo principale è giunto al traguardo attardato di 1’17” con Marianne Vos che ha vinto abbastanza agevolmente la volata per la quarta posizione con Elisa Longo Borghini che ha chiuso sesta, Maria Giulia Confalonieri settima nonostante la fuga iniziale, Soraya Paladin nona e Nadia Quagliotto decima. Per quanto riguarda i distacchi dietro al primo gruppo, c’è stato poco di rilevante da segnalare: la maglia bianca Juliette Labous ha perso 3’51”, stesso ritardo di Amy Pieters, Chantal Blaak e Tatiana Guderzo, per citare le atlete più rappresentative.

Winder in maglia rosa, Bertizzolo in maglia bianca
Il Team Sunweb arriva così al primo arrivo in salita del Giro Rosa, in programma domani a Gerola Alta, con tre atlete nelle prime tre posizioni, ma la cosa più interessante è il fatto che Ruth Winder possa godere di 1’18” di vantaggio su Leah Kirchmann e 1’24” su Lucinda Brand. La grande favorita della vigilia Annemiek Van Vleuten (Mitchelton-Scott) è a 1’29” appaiata alla compagna di squadra Amanda Spratt, poi in top10 ci sono anche Ashleigh Moolman e Cecilie Uttrup Ludwig a 1’50” e Katarzyna Niewiadoma proprio in decima posizione a 2’01”.

La migliore delle italiane, in possesso sia della maglia blu che di quella verde, è Elisa Longo Borghini (Wiggle) che adesso è undicesima a 2’07”, a 2’36” troviamo invece la statunitense Megan Guarnier con l’altra azzurra Maria Giulia Confalonieri (Valcar) quattordicesima a 2’43”. Italiana è anche la maglia bianca di miglior giovane: a conquistarla è infatti la veneta Sofia Bertizzolo dell’Astana Women’s Team che guida la speciale classifica con 1’24” su Juliette Labous.

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