Sonny Colbrelli impegnato al Tour de France 2018 © Team Bahrain-Merida - Bettiniphoto
Sonny Colbrelli impegnato al Tour de France 2018 © Team Bahrain-Merida - Bettiniphoto

Colbrelli: «Ai 100 metri mi sono scoppiate le gambe!»

Le dichiarazioni al termine della quinta tappa del Tour de France 2018. Gilbert: «Ho cercato di sorprendere gli avversari muovendomi in anticipo, ma col vento contrario era difficile fare il vuoto»

PETER SAGAN (Bora-Hansgrohe)
«I miei compagni hanno fatto un lavoro straordinario oggi, mi hanno portato nelle prime posizioni e poi nel finale prima la Sky ha tirato forte, quindi Gilbert ha tentato un attacco sulla salita conclusiva. Credo che poi Van Avermaet si sia mosso troppo presto, aprendo così il campo alla lotta tra me e Colbrelli per la vittoria. Ho avuto un po’ di fortuna, perché Sonny mi è arrivato davvero vicino. Durante il Tour tutto è diverso rispetto alle altre corse, comunque in effetti il percorso di oggi somigliava a una classica delle Ardenne: saliscendi, destra, sinistra, strade strette, tecnicamente davvero un bel percorso. E anche se non c’erano troppi punti in palio oggi, solo 30 per la vittoria, è meglio averli conquistati. E domani è un altro giorno».

SONNY COLBRELLI (Bahrain-Merida)
«Ero sulla ruota di Sagan e ho provato ad anticiparlo. C’è stato un testa a testa e credo di averlo anche sopravanzato per qualche attimo, ma ai 100 metri le gambe mi sono scoppiate mentre il Campione del Mondo mi superava. Guardando il bicchiere mezzo pieno, devo dire che l’anno scorso al Tour nemmeno riuscivo a sprintare, mentre quest’anno mi gioco la vittoria. Naturalmente sarebbe stato meglio vincere oggi, ma ci riproverò!».

GREG VAN AVERMAET (BMC Racing Team)
«Oggi avrei voluto giocarmi la vittoria ma le cose non erano così semplici, tutt’altro. Gilbert è partito anticipando e certo non potevo lasciarlo fare, visto che è vicino in classifica. Quindi forse ho anticipato un po’ troppo lo sprint, pensavo che la curva fosse più vicina all’arrivo e questo è stato l’errore, almeno credo. Comunque ci abbiamo provato per la tappa, e non abbiamo perso tempo con Richie Porte. La squadra ha fatto un lavoro perfetto per posizionarci nel finale, dopo aver lavorato bene tutto il giorno in una tappa molto esigente. Abbiamo speso tanto ma in giornate simili a volte si può perdere più tempo che in frazioni di montagna, per cui è meglio non correre rischi. Tra l’altro il fatto di avere la maglia gialla ci porta in maniera naturale ad occupare le prime posizioni del gruppo, che poi è il modo di correre che Richie preferisce. Siamo sempre focalizzati con lui sul podio di Parigi, comunque continueremo a vivere alla giornata».

PHILIPPE GILBERT (Quick-Step Floors)
«Sapevamo che la tappa di oggi era considerata una miniclassica ardennese, per cui eravamo pronti a fare qualcosa. Sull’ultima salita ero in buona posizione e speravo di sorprendere i miei avversari con un attacco, ma era davvero difficile fare il vuoto col vento contrario che c’era, e due ragazzi hanno dimostrato di essere più forti di me alla fine della giornata. Finora abbiamo disputato un grande Tour, ma avremmo addirittura potuto fare di più; comunque la settimana non è ancora finita, le prossime tappe ci offriranno altre opportunità e ci riproveremo senz’altro. Ricordando che serve anche un po’ di fortuna, e a volte non basta essere il migliore del giorno».

CHRIS FROOME (Team Sky)
«Tutti sapevamo che sarebbe stato un finale impegnativo, al termine di una tappa molto mossa, mai pianeggiante, tutta un su e giù, su e giù. Una giornata che è meglio esserci lasciati alle spalle, la tipica tappa in cui qualcosa può andare male e farti perdere in un attimo quei 30-40 secondi se non sei nella posizione giusta. Dovevamo stare davanti tutto il giorno, e i ragazzi hanno corso in maniera fantastica, prendendo in mano la gara negli ultimi 20-30 chilometri. Domani saliremo due volte su Mûr-de-Bretagne, dove si assiste sempre a un po’ di azione… e a volte preferisco questo tipo di tappe a quelle piatte e veloci».

TOMS SKUJINS (Trek-Segafredo)
«Come prima cosa volevamo entrare in fuga, si è formato un gruppetto di sette corridori abbastanza forti, tanto che ho pensato che avremmo anche potuto giocarci la tappa, motivo per cui non avevo intenzione di dissiparmi sprintando a ogni Gpm. Ma ognuno ha la propria tattica, e quando Chavanel se n’è andato da solo non ha certo aiutato le possibilità che la fuga andasse in porto, dato che il suo compagno Calméjane ha smesso di lavorare per 20-30 chilometri, e ciò ha cambiato parecchio gli equilibri e le dinamiche nel drappello; quando uno dei componenti della fuga [Gesbert, ndr] è caduto e si è staccato, allora ho deciso che mi sarei almeno gettato sui punti dei Gpm e avrei lottato per il premio di combattivo di giornata. Ora ho 0 punti di vantaggio sul secondo della classifica dei Gpm [Chavanel, ndr], ma penso che possano essere sufficienti per portare la maglia a pois fino a Parigi, no?».

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