Una delle tre forature di Romain Bardet sul pavé © Tour de France
Una delle tre forature di Romain Bardet sul pavé © Tour de France

Bardet: «Che iella! Mai forato in ricognizione, in gara tre volte…»

Tour de France, le dichiarazioni dopo la tappa di Roubaix. Degenkolb: «Ho mostrato a chi non credeva in me che sono ancora qui»

JOHN DEGENKOLB (Trek-Segafredo)
«Sono felicissimo, inseguivo questa vittoria da tanto, è davvero difficile descrivere tutto ciò. È stata una battaglia per tutto il giorno, ed è anche una vittoria del team, avevamo pianificato di stare fuori dai guai tutto il giorno e la cosa ha funzionato. È incredibile. Ero concentrato sulla corsa, ho cercato di mantenermi sempre calmo, stavo bene e nello sprint non c’è stato troppo da pensare.
Riguardo agli ultimi due anni, credo sia difficile da immaginare. Molta gente diceva “è finito, non tornerà più quello di prima”; sono felice di aver mostrato a tutti quelli che non credevano in me che io sono ancora qui, sono ancora vivo. Penso che riguardi anche quello che mi sono portato dietro dall’incidente: la consapevolezza di dover essere felice dopo un tale tremendo scontro, perché sei ancora vivo, ci sei ancora. Ho lottato per tornare qui, e sono orgoglioso.
Questa è una grande vittoria, dopo tantissimo tempo. Ho passato momenti difficili, e oggi voglio dedicare questo successo a uno dei miei migliori amici che è mancato lo scorso inverno. È qualcosa che ho fatto proprio per lui, perché dovevo dedicargli almeno una grande vittoria, per me è stato un secondo padre.
Ora è bellissimo essere di nuovo ai massimi livelli. Non ci sarebbe stato nulla di più emozionante, di più fantastico, che vincere una tappa come questa. Non avrebbe potuto essere meglio di così».

PETER SAGAN (Bora Hansgrohe)
«Ho fatto un piccolo errore. C’è stato un solo settore di pavé su cui sono andato un attimo nelle retrovie, ed è stato proprio quello in cui sono partiti. E poi è diventato davvero difficile dar loro la caccia. Ho provato a seguirli ma era ormai troppo tardi, ed era anche complicato perché tutti erano sulla mia ruota. Sono andato all’attacco negli ultimi quattro chilometri ma era tardi. È stata una giornata pazza, tutti erano nervosi. E Porte è stato davvero sfortunato, la sua caduta dopo 9 km sull’asfalto è stata proprio stupida».

VINCENZO NIBALI (Team Bahrain-Merida)
«La parte più difficile di tutta la tappa è stata la prima, tutti volevano stare davanti, le strade erano strette e il ritmo molto alto. Fortunatamente siamo riusciti a rientrare dopo esserci staccati in seguito alla caduta di metà tappa. Da lì in poi sono stato davanti, ma non era semplice perché ogni volta che c’era un settore di pavé tutti spingevano per prendere le prime posizioni, a velocità altissima. È stato un giorno duro, sono stanco ma felice».

GREG VAN AVERMAET (BMC Racing Team)
«Dopo la caduta di Porte, ho dovuto cambiare i piani e pensare a fare la mia corsa. Il ciclismo è così, ho provato a fare del mio meglio per tutta la squadra e per conservare la maglia. Più ci avvicinavamo al traguardo, più credevo di poter centrare il bersaglio grosso e questo secondo posto è un grande rammarico per me. Forse la gara non era lunga abbastanza per le mie caratteristiche: il mio sprint migliora dopo sei ore, e oggi abbiamo corso solo tre ore e mezza. Ho provato a fare la mia volata anziché aspettare Degenkolb, e la prossima volta riproverò a batterlo. Ci speravo davvero, in questa vittoria in maglia gialla, purtroppo non è venuta, pazienza. Al di là di tutto, ho tenuto la maglia e fatto una grande corsa, e questo è già qualcosa. Ero molto contento della mia condizione ed è stato comunque qualcosa di speciale gareggiare su queste strade in maglia gialla.
Aver perso Richie è una grande disdetta per tutto il team, dato che eravamo qui per portarlo fino a Parigi. Può capitare di avere sfortuna un anno, e allora di norma torni l’anno dopo e tutto va bene. Ma che la malasorte si accanisca per due anni di fila è davvero triste per Richie. Si era preparato bene, aveva una buona condizione in Svizzera, per cui credevamo davvero in lui. Gli auguro di recuperare al meglio e spero che torni presto. Ora cercheremo di dare il massimo nella seconda e nella terza settimana. Sarà un po’ più rilassante di come sarebbe stato, ma lo stesso proveremo a fare il meglio possibile».

ROMAIN BARDET (AG2R La Mondiale)
«Avevo l’intenzione di fare la corsa, ma ho forato tre volte e questo mi ha costretto a inseguire tutto il giorno. Per fortuna abbiamo ben gestito i nostri sforzi, non siamo andati nel panico, e posso dire di avere sicuramente dei compagni di classe mondiale. Sapevo che quelli davanti a noi non avrebbero potuto andare più veloce di noi. Comunque è un miracolo che io sia ancora in corsa per la classifica. Non avevo forato una volta durante la ricognizione, e che sia successo in gara non è l’errore di qualcuno, è solo malasorte. È un peccato perché davvero mi stavo divertendo molto, queste sono le tappe che contribuiscono a scrivere la leggenda del nostro sport. Ora, pensiamo solo a riposare domani!».

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