Geraint Thomas primo a La Rosière e nuova maglia gialla del Tour 2018 © Team Sky - Russ Ellis
Geraint Thomas primo a La Rosière e nuova maglia gialla del Tour 2018 © Team Sky - Russ Ellis

Thomas gioca a fare il figliol prodigo

Tour de France: Geraint vince a La Rosière e prende la maglia gialla, Froome sale al secondo posto in classifica

La risposta a chi si chiedeva come mai nessuno avesse osato attaccare il Team Sky ieri nella tappa di Le Grand-Bornand è arrivata prontamente oggi salendo verso La Rosière, sede d’arrivo dell’undicesima tappa del Tour de France: la formazione britannica ancora una volta ha gestito la corsa a proprio piacimento e poi ha dominato l’ascesa conclusiva lanciando il gallese Geraint Thomas verso la vittoria di tappa e la maglia gialla con un Chris Froome molto brillante che ha staccato tutti gli altri rivali di classifica ad eccezione di un generoso Tom Dumoulin con il quale, però, non c’è stato un confronto diretto visto che l’olandese s’era mosso in anticipo per poi difendersi.

Il Team Sky oggi è sembrato veramente una corazzata inattaccabile: attualmente Geraint Thomas e Chris Froome sono i due corridori più forti di questo Tour de France, ma bisogna notare anche il fatto che Michal Kwiatkowski ed Egan Bernal erano ancora nel gruppo dei migliori quando questo era ridotto ad appena 11 unità totali, e poco importa se il giovane colombiano oggi si sia staccato prima di entrare in azione o se Wout Poels non sia ancora quello dei giorni migliori. La situazione sembra essere quindi incredibilmente favorevole alla squadra in maglia bianconera, ma attenzione a dare tutto per chiuso troppo in fretta: in fondo Thomas è un corridore che non ha mai dato garanzie sulle tre settimane e nell’ultima settimana potrebbe calare, lo stesso Froome alla lunga potrebbe risentire delle fatiche del Giro d’Italia sebbene ciò non si sia visto più di tanto tra Tour e Vuelta nel 2017.

Un’altra cosa con cui il Team Sky potrebbe dover fare i conti nei prossimi giorni è una possibile rivalità interna tra i due corridori che attualmente occupano il primo ed il secondo posto nella classifica generale: per Thomas questa potrebbe essere l’occasione della vita anche perché la carta d’identità inizia a segnare 32 anni, oggi ha fatto la tappa per se stesso senza curarsi molto di ciò che faceva Froome e soprattutto si trova con 1’25” di vantaggio; dall’altra parte Froome sta correndo per scrivere un’altra incredibile pagina di storia, è il capitano designato e colui che fornisce le maggiori garanzie, ma al momento è dietro. Nel 2012 i problemi tra Wiggins e Froome non impedirono alla Sky, sarà così anche stavolta?

Parte subito una fuga numerosa
La cronoca di questa undicesima tappa da Albertville a Lo Rosière era iniziata con una partenza molto veloce e con tanti corridori in cerca della fuga: in programma c’erano ben quattro salite in appena 108.5 chilometri ed una quindicina di chilometri pianeggianti subito in avvio erano il terreno ideale per provare ad avvantaggiarsi. Al chilometro 11.5 c’era l’unico traguardo volante di giornata in località Villard sur Doron e quindi ancora una volta uno dei più attivi in testa al gruppo è stato Peter Sagan: lo slovacco della Bora-Hansgrohe ha portato via un gruppetto comprendente anche Daniel Navarro (Cofidis), Warren Barguil (Fortuneo), Romain Sicard (Direct Energie) ed il siciliano Damiano Caruso (BMC) e poi si è preso i punti per rafforzare ulteriormente il suo primato nella classifica della maglia verde.

Alle spalle dei cinque attaccanti si era formato un altro gruppo di attaccanti molto numeroso, più di una trentina di uomini: gli uomini più rappresentativi erano la maglia da pois Julian Alaphilippe e Philippe Gilbert (Quick-Step Floors), Gorka Izagirre (Bahrain), Marc Soler (Movistar), Darwin Atapuma (UAE), Tejay Van Garderen (BMC), Mikel Nieve (Mitchelton), Tanel Kangert (Astana), Thomas De Gendt (Lotto), Serge Pauwels (Dimension Data) e ben quattro compagni di squadra di Barguil che cercavano di mettere lo scalatore della Fortuneo-Samsic nelle condizioni migliori per puntare al successo di tappa. Prendi i punti del traguardo volante, Sagan si è poi disinteressato della fuga che poi si è ricompattata sulle dure pendenze della Montée de Bisanne: una ventina di uomini in testa con il loro vantaggio sul gruppo tirato dal Team Sky che è arrivato a superare i sei minuti con i belga Pauwels che si è trovato quindi in maglia gialla virtuale.

Valverde attacca a 55 dall’arrivo
A transitare per primo al gran premio della montagna Hors Catégorie è stato Julian Alaphilippe, poi in discesa il plotone di testa ha ritrovato molti di coloro che si erano staccati, ma sul Col du Pré è ripartita la selezione: sia davanti, con la maglia a pois tra coloro in difficoltà, che soprattutto nel gruppo principale con la maglia gialla Greg Van Avermaet che si è staccata, imitata dal colombiano Rigoberto Urán, dall’olandese Bauke Mollema e pure dal polacco Rafal Majka. Fino a quel momento era stata la Sky a fare il ritmo con Rowe, poi è stata la Movistar ad accelerare il ritmo con Daniele Bennati: un corridore come l’aretino ovviamente non poteva fare grossi danni in salita, ma il suo lavoro è servito per preparare lo scatto di Alejandro Valverde quando mancavano 55 chilometri all’arrivo.

Tra gli uomini di classifica nessuno ha provato a seguire il murciano della Movistar che però ha insistito nella propria azione trovando per strada il compagno Marc Soler che aveva rallentato per aiutarlo. Tra l’ultimo tratto del Col du Pré, la successiva discesa e la salita della Cormet de Roseland, Valverde è arrivato ad avere anche quasi due minuti di vantaggio sul gruppo maglia gialla con Gianni Moscon a tirare seguito da ben sei compagni di squadra: il corridore della Movistar si è anche avvicinato notevolmente alla fuga di giornata, arrivando a contendersi sul filo dei secondi la maglia gialla virtuale con Serge Pauwels che resisteva in testa con Barguil, Nieve, Herrada, Navarro, Atapuma, Caruso, Guillaume Martin, Gesbert, Moinard, Valgren, Kangert e Frank.

Dumoulin ci prova in discesa
Nonostante l’interessante vantaggio accumulato da Alejandro Valverde, il Team Sky sembrava essere un pieno controllo della situazione ma negli ultimi chilometri della Cormet de Roseland è stata addirittura la Bahrain-Merida a dare una mano ai britannici: è vero, il lavoro di Franco Pellizotti prima e Domenico Pozzovivo poi ha fatto staccare Moscon, ma al gran premio della montagna posto a 38 chilometri dall’arrivo il ritardo dal murciano era stato praticamente dimezzato. Questa mossa, attuata proprio mentre davanti Gorka Izagirre veniva colpito da crampi, poteva far pensare ad una attacco di Vincenzo Nibali lungo la discesa, considerando anche il fatto che questa presentasse alcuni tratti abbastanza tecnici: il messinese è rimasto tranquillo in gruppo, ad allungare è stato invece Tom Dumoulin che si è appoggiato al compagno Søren Kragh Andersen, uno dei tanti uomini andati in fuga fin dall’inizio.

La salita finale di La Rosière iniziava a 17 chilometri dall’arrivo, ma subito era poco più di un falsopiano e negli ultimi 11 chilometri invece la pendenza aumentava in maniera sensibile. Tom Dumoulin e Søren Kragh Andersen hanno fatto una grandissima discesa guadagnando più di 30″ sul gruppo maglia gialla ed avvicinandosi anche alla coppia Movistar formata da Alejandro Valverde ed un sempre più stanco Marc Soler, oggi rivalutato dopo un inizio di Tour non ottimale: nel tratto iniziale dell’ascesa i corridori di Movistar e Sunweb si sono riuniti, Soler ha mollato quasi subito, poi a 14 chilometri dall’arrivo con il gruppo principale tirato dalla Sky che aveva recuperato qualcosa con Castroviejo e Poels riportandosi a soli 30″ dai due uomini più pericolosi.

Nieve sogna la vittoria di tappa
Intanto in testa alla corsa, dopo che gli uomini della Fortuneo avevano esaurito il loro lavorom erano rimasti solo Damiano Caruso, Mikel Nieve, Michael Valgren e Warren Barguil, con quest’ultimo che puntava deciso alla tappa dopo aver volontariamente accumulato ritardo ieri. Valgren è stato il primo a scoppiare tra i fuggitivi poi, a 9 chilometri dall’arrivo e mentre da dietro stavano rientrando i due Cofidis, Daniel Navarro e Jesús Herrada, è scattato secco Mikel Nieve che non ha lasciato scampo agli altri: lo spagnolo della Mitchelton-Scott ne aveva di più e dopo aver vinto a Cervinia al Giro d’Italia voleva provare a ripetersi.

Poco prima dello scatto di Nieve, Tom Dumoulin aveva staccato Alejandro Valverde nel tratto più duro di salita mentre dietro nel gruppo dei big sono andati i difficoltà diversi corridori di spicco: paradossalmente, il primo ad arrendersi è stato proprio un compagno di squadra di Nieve, il britannico Adam Yates, poi anche Pierre Latour, Ilnur Zakarin, lo stesso Alejandro Valverde e pure Jakob Fuglsang sono stati costretti a perdere contatto dal ritmo elevato imposto da Michal Kwiatkowski. A 7 chilometri dall’arrivo Nieve aveva ancora 1’40” di vantaggio sul trenino Sky e gli altri uomini di classifica, mentre Tom Dumoulin riusciva sempre a tenere quei 30″ di vantaggio con cui praticamente aveva iniziato la salita conclusiva.

Thomas scatta a più di 5 km dall’arrivo
Quando Michal Kwiatkowski ha dato fondo alle ultime energie residue, per il Team Sky si è staccato anche Egan Bernal e quindi voleva dire mandare davanti uno tra Geraint Thomas e Chris Froome: a stravolgere la situazione è stato proprio il gallese che a 5.5 chilometri dall’arrivo ha attaccato in prima persona senza che nessuno lo provasse ad andare a riprendere. Thomas è partito forte, ma gli altri favoriti non ci hanno proprio provato a seguirlo, quasi lasciandolo andare nonostante tra tutti fosse il meglio messo in classifica: il 32enne gallese ha ringraziato, ha preso il suo ritmo e ha messo nel mirino gli ultimi fuggitivi rimasti.

Lo scatto di Thomas ha avuto l’effetto di far staccare Mikel Landa poi, visto che nessuno prendeva l’iniziativa, è stato Chris Froome a scattare nonostante ci fosse davanti il compagno di squadra: al primo tentativo ai meno 5 Nairo Quintana e Romain Bardet hanno risposto bene, hanno sofferto di più Vincenzo Nibali e Primoz Roglic che sono comunque riusciti a rientrare; il secondo allungo, non molto incisivo, è stato di Bardet e di nuovo è stato Froome a rispondere in contropiede con Nibali attardato di qualche metro e Daniel Martin ancora più indietro. Ai meno 4 chilometri, però, Daniel Martin si è riportato sul gruppetto dei migliori e senza pensarci un attimo, sfruttando la strada che spianava, è subito scattato: a seguire il corridore della UAE Team Emirates è stato un prontissimo Chris Froome, gli altri invece si sono guardati tra di loro e quando hanno accennato una reazione, con il vento contrario, era ormai troppo tardi.

Nieve beffato ai 300 metri
Gli ultimi chilometri sono stati quindi tutti di marca Sky: sempre a 4 chilometri dall’arrivo Geraint Thomas aveva ripreso Tom Dumoulin e Damiano Caruso che si trovavano a soli 35″ da Mikel Nieve; dopo qualche momento di passività, Chris Froome ha iniziato a dare cambi a Daniel Martin mentre dietro non c’era alcun accordo tra chi dovesse tirare tra Quintana, Bardet, Nibali e Roglic. Nel finale Nieve ha perso parecchio e nell’ultimo chilometro è successo di tutto: Chris Froome ha staccato Daniel Martin per riportarsi sugli uomini davanti a lui ma quando stava per rientrare, ai 600 metri, è partito fortissimo Geraint Thomas che ha ripreso e superato di slancio Mikel Nieve quando mancavano appena 300 metri all’arrivo. Per Thomas si è trattato della seconda vittoria in carriera al Tour de France dopo la cronometro di Düsseldorf dell’anno scorso che, anche in quel caso, lo portò a vestirsi di giallo.

Da buon cannibale, Chris Froome ha provato a prendersi anche il secondo posto, ma proprio all’ultimo Tom Dumoulin è riuscito a mettere davanti la propria ruota: 20″ il loro ritardo da Thomas con Damiano Caruso ed un abbattuto Mikel Nieve classificati quarto e quinto a 22″; diornata molto positiva anche per Daniel Martin che nel finale di salita si è ripreso bene chiudendo staccato di 27″. Per tutti gli altri il bilancio è stato pesante: 59″ di ritardo persi da Bardet, Nibali, Quintana e Roglic, 1’07” per Kruijswijk, 1’47” per Landa, 1’58” per Zakarin, 2’59” per Latour, 3’30” per Valverde, 3’53” per Fuglsang, 4’42” per Jungels e Yates, 11’29” per Mollema e Majka, addirittura 26’07” per Urán.

Thomas in giallo, domani Alpe d’Huez
La classifica generale vede quindi due uomini del Team Sky nelle prime due posizioni con Geraint Thomas che ha 1’25” di vantaggio su Chris Froome: regge bene Tom Dumoulin che è terzo a 1’44” ed anche Vincenzo Nibali non è poi messo male in ottica podio essendo quarto a 2’14”. A seguire troviamo Primoz Roglic a 2’23”, Steven Kruijswijk a 2’40”, Mikel Landa a 2’56”, Romain Bardet a 2’58”, Nairo Quintana e Daniel Martin a 3’16”. Ma questi non sono distacchi da imparare a memoria, perché domani sera avremo una classifica completamente diversa: la dodicesima tappa, infatti, si concluderà ad Alpe d’Huez dopo aver scalato il Col de la Madeleine ed il Col de Croix-de-Fer, il Team Sky cercherà un colpo da ko, per gli altri riuscire a recuperare qualche secondo potrebbe invece significare dar vinta ad un Tour de France tutto nuovo.

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