Viviani, Scartezzini, Lamon, Bertazzo, Ganna: i cinque moschettieri d'oro di Glasgow © UEC - Bettiniphoto
Viviani, Scartezzini, Lamon, Bertazzo, Ganna: i cinque moschettieri d'oro di Glasgow © UEC - Bettiniphoto

Tutti all’inseguimento dell’Italia

Europei su Pista, i quartetti azzurri brillano a Glasgow: oro tra gli uomini, argento tra le donne. Scratch amaro, doppio legno con Barbieri e Viviani

Per il terzo anno consecutivo, i quartetti azzurri dell’Inseguimento a Squadre regalato all’Italia due medaglie ai Campionati Europei su Pista: nel 2016 a Saint-Quentin-en-Yvelines e nel 2017 a Berlino le donne avevano conquistato la medaglia d’oro mentre gli uomini si erano dovuti inchinare in finale entrambe le volte alla Francia, oggi invece i ruoli si sono invertiti ed è stato il settore maschile a portare finalmente a casa il titolo continentale mentre dalla squadra femminile è arrivato un comunque ottimo argento al cospetto delle fortissime padrone di casa della Gran Bretagna.

In fase di presentazione avevamo detto che per l’Italia sarebbe stato molto importante partire bene nel processo di qualificazione di Giochi Olimpici di Tokyo 2020 e l’Inseguimento a Squadre non ha deluso: i nostri quartetti sono ormai delle certezze assolute a questi livelli e, se il lavoro dei tecnici non subirà battute d’arresto a causa dei problemi del velodromo di Montichiari, ci sarà la possibilità di togliersi qualche bella soddisfazione nel prossimo biennio.

Un oro fantastico con quartetto uomini
Il torneo dell’Inseguimento a Squadre maschile di questi Campionati Europei su Pista di Glasgow ha segnato il ritorno in nazionale di Elia Viviani che nelle grandi rassegne internazionali mancava dall’oro di Rio 2016 nell’Omnium: un periodo di pausa durante il quale si è reso protagonista di bel salto di qualità su strada che lo ha portato ad essere il plurivittorioso finora nel 2018. La presenza di Viviani ha probabilmente portato al quartetto azzurro quel pizzico di classe in più che era necessario per passare da essere dei contendenti per il podio a favoriti per la vittoria finale.

Fin dal turno di qualificazione di ieri sera, Bertazzo, Ganna, Lamon e Viviani hanno messo subito ben in chiaro le cose: il 3’56″559 è valso loro il primo posto con quasi un secondo e mezzo di margine sulla Svizzera seconda. Ma la vittoria in batteria ha portato anche una notizia non proprio graditissima, visto che per accedere in finale bisognava battere i padroni di casa e campioni del mondo in carica della Gran Bretagna, solo quarti ieri: la differenza di due secondi a nostro favore non era comunque sufficiente a stare tranquilli. La sfida di Primo Turno è stata incredibilmente appassionante: i britannici, spinti dal pubblico del Sir Chris Hoy Velodrome, sono partiti fortissimo e sono arrivati ad avere quasi due secondi di vantaggio sul quartetto azzurro che però non si è mai scomposto e nella seconda metà di gara ha dato il via ad una fantastica rimonta. Britannici schiantati e per i nostri tempo di 3’54″778 ad appena un decimo di secondo dall’attuale record italiano.

Paradossalmente, la finale contro la Svizzera è stata quasi una formalità. Con Elia Viviani, Filippo Ganna e Francesco Lamon, il commissario tecnico Marco Villa ha scelto di schierare anche Michele Scartezzini che era stato tenuto a riposo fin a quel momento: la medaglia d’oro non è praticamente mai stata in discussione con gli azzurri che si sono portato quasi subito in testa e poi hanno dato l’impressione di controllare l’andatura degli elvetici, forse senza neanche dare fondo a tutte le energie a disposizione. Alla fine è uscito fuori un tempo di 3’55″401 con tanto di esultanza ben prima dell’arrivo. La Gran Bretagna si è consolata, per quanto possibile, con il terzo posto.

Il quartetto femminile se la gioca ma è argento
Come detto, anche il quartetto dell’Inseguimento a Squadre femminile ha incrociato la Gran Bretagna lungo il proprio cammino, ma fortunatamente questo è avvenuto solo nella finalissima. Il tecnico Edoardo Salvoldi ha deciso di schierare Elisa Balsamo, Marta Cavalli, Letizia Paternoster e Silvia Valsecchi in tutte e le tre manche di gara e ha potuto trarre indicazioni confortanti: già nelle Qualificazioni di ieri le azzurre erano state le uniche a contenere il ritardo della britanniche a 2″6 con la Germania a 5″8 e tutte le altre dagli otto secondi di ritardo in su.

Il trenino italiano si è confermato su un tempo di 4’21” anche nella sfida con la Germania vinta con quasi tre secondi di margine e a questo punto, quando si poteva ormai dare per scontata la medaglia d’argento ed inserire la riserva Martina Alzini per dare anche a lei la soddisfazione del podio, è arrivata la decisione di provare a giocarsela con le quattro titolari: nessun calcolo da fare, la strategia imposta da Salvoldi era infatti si provare a tenere il ritmo della Gran Bretagna il più a lungo possibile per metterle sotto pressione e magari indurle in errore. Per tre chilometri le nostre se la sono giocata alla pari divise da pochi decimi di secondo: poi i quartetto azzurro si è disunito ed è scoppiato completamente negli ultimi due giri, ma va segnalato che le britanniche (Archibald, Barker, Evans e Kenny, il meglio a loro disposizione) ha chiuso in 4’16″896 che è inferiore al record italiano. Giusto per la cronaca, il bronzo è andato alle tedesche.

Doppio legno per l’Italia negli Scratch
Il bottino dell’Italia in questa prima giornata di finali poteva anche essere migliore con un pizzico di fortuna in più. Il primo titolo messo in palio da questi Campionati Europei era quello dello Scratch Femminile dove l’Italia schierava una grande specialista come Rachele Barbieri: la 21enne emiliana, già iridata della disciplina, ha scelto di seguire quasi per tutta la gara la ruota della campionessa del mondo in carica e compagna di squadra di club Kirsten Wild, una scelta saggia visto che poi è stata proprio la possente atleta olandese ad imporsi nella volata conclusiva. A tre giri dalla conclusione la Barbieri si trovava in posizione ottimale, poi la forte belga Jolien D’Hoore le ha sfilato la ruota della Wild e di fatto ha permesso anche l’inserimento della britannica Emily Kay che si è presa addirittura l’argento: per Rachele un quarto posto con qualche rimpianto, ma che è un’altra conferma in questo formato di gara.

Una medaglia di legno è arrivata anche nello Scratch Maschile con Elia Viviani che è sceso in pista appena un quarto d’ora dopo aver concluso in maniera trionfale la finale dell’Inseguiment a Squadre. Il veronese aveva deciso di esserci ugualmente per riprendere confidenza con le prove di gruppo e, senza la fatica precedente, sarebbe stato il favorito indiscusso per la vittoria: invece è uscita fuori una gara molto tattica che ha premiato il coraggio di Roman Gladysh (Ucraina) e Adrien Garel (Francia), rispettivamente oro e argento dopo una lunga azione durata quasi 30 giri senza essere ripresi ma anche senza riuscire a doppiare il gruppo. Viviani era molto controllato e ha provato ad agguantare il podio con una bellissima sparata nelle ultime tornate: purtroppo per lui anche lo svizzero Tristan Marguet era riuscito ad anticipare il plotone e così l’Italia è rimasta immediatamente ai piedi del podio.

Russia e Olanda dominano nella Velocità a Squadre
Nel programma della giornata spazio anche al settore sprint con la Velocità a Squadre, sia maschile che femminile. Tra gli uomini successo senza discussioni dei campioni del mondo dell’Olanda, unici a scendere sotto al muro di 43″ tra l’altro in tutte e tre i turni di gara: in Qualificazione gli orange già volavano con Hoogland, Lavreysen e Van’T Hoenderdaal, poi quest’ultimo è stato sostituito da Van den Berg per semifinale e finale dove i tempi sono stati sempre confermati. Sul podio anche la Francia, argento, mentre il bronzo è andato alla Germania che ha superato di poco il terzetto della Polonia. Presente al via anche l’Italia, e questa è già una notizia: i fratelli Francesco e Davide Ceci e loro cugino Luca Ceci hanno fermato il cronometro in 46″228 che non è bastato ad evitare il decimo ed ultimo posto.

Nel torneo femminile, grandissimi riscontri cronometrici da parte della collaudata coppia russa formata da Anastasia Voinova e Daria Shmeleva che per ben due volte si è avvicinava a mezzo secondo dal record del mondo che appartiene alla Cina: un tempo di 32″4 era fuori portata per tutte le nazionali presenti qui a Glasgow e la medaglia d’oro è stata praticamente scontata. L’argento è andato alla sorprendente Ucraina di Liubov Basova e Olena Starikova mentre il podio è andato ad una Germania ancora sotto shock dal terribile incidente avvenuto alla fuoriclasse Kristina Vogel a fine giugno: con Miriam Welte ha corso la giovane Emma Hinze (classe 1997) che ha retto bene l’impatto con una situazione tecnica e psicologica davvero difficilissima. Le azzurre Elena Bissolati e Miriam Vece hanno chiuso con il decimo ed ultimo tempo in 34″653.

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