Un Van Der Hoorn incredulo ritrova il successo al Binck Bank Tour © Getty Sport
Un Van Der Hoorn incredulo ritrova il successo al Binck Bank Tour © Getty Sport

Rientro con vittoria in fuga per Van Der Hoorn al BinckBank Tour, Mohoric leader

Epilogo inaspettato con una bella storia da raccontare per la terza tappa del Binck Bank Tour, la prima frazione belga da Aalter ad Anversa per un totale di 175 km. La frazione, totalmente pianeggiante, vede consumarsi la solita fuga, costituita però da un bell’assortimento di ossi duri: si tratta di Sean De Bie (Verandas-Willems), Maxime Vantomme (Wb Aqua Protect), Jesper Asselman, Taco Van Der Hoorn (Roompot – Nederlandse Loterij), Matej Mohoric (Team Bahrain-Merida).

Se il campione sloveno Mohoric non ha bisogno di presentazioni, ed i belgi De Bie e Vantomme, pur militando in formazioni professional, sono rinomati ossi duri con una lunga esperienza WT, un discorso a parte meritano i due olandesi della Roompot, entrambi rientrati a correre soltanto 4 giorni fa alla KOGA Slam om Norg dopo una lunga convalescenza: Jesper Asselman in febbraio si è rotto la caviglia cadendo nella seconda tappa della Vuelta a Andalucia, mentre lo stop di Taco Van Der Hoorn risale addirittura a novembre, quando in un allenamento offroad andò a sbattere violentemente testa e mascella cadendo, causandosi una commozione cerebrale con diverse complicanze successive, prevalentemente problemi cervicali con violente nausee anche per due mesi dopo l’incidente.

La fuga non ha acquisito un enorme vantaggio (massimo 4’40”), ma la presenza di forti passisti da un lato e di corridori estremamente motivati dall’altro non ha permesso al gruppo, tirato principalmente da BMC e LottoNL-Jumbo nelle fasi iniziali, poi supportato dalla Mitchelton di Ewan e dalla Quick-Step di Jakobsen, di recuperare il divario in tempo per l’arrivo. Il finale prevedeva un circuito interno ad Anversa con due passaggi oltre all’arrivo: il primo corrispondeva al Golden Km, dove Mohoric ha fatto il pieno di abbuoni arrivando a sorpassare virtualmente in classifica De Bie di 5″, un risultato che dopo si rivelerà importantissimo: all’ultimo passaggio a 13 km dal termine è apparso chiaro che l’esito sarebbe stato favorevole alla fuga.

Si aprono così le ostilità tra i fuggitivi ai -5 km, quando Mohoric piazza il primo affondo: lo sloveno non riesce a fare il vuoto ma mette fuori dai giochi un esausto Asselman. Tutte le attenzioni sono su di lui, ma ad 1,5 km dall’arrivo è Van Der Hoorn a sorprendere tutti: l’attacco in progressione del 24 enne olandese risulta irresistibile per tutti, e si ritrova a braccia alzate per quello che è il secondo successo della sua carriera, dopo la Schaal Schels vinta l’anno scorso con un attacco da finisseur sorprendendo nientemeno che Wout Van Aert, mentre per la Roompot si tratta della seconda vittoria World Tour dopo un successo di tappa di Pieter Weening al Giro di Svizzera 2016.. La volata per il secondo posto al fotofinish è vinta dal più veloce, Maxime Vantomme, su De Bie e Mohoric, Asselman arriva esultando a 35″, il gruppo, comandato da Dylan Groenewegen (LottoNL-Jumbo), è ancora lontanissimo ad 1’11”: questo permette a Mohoric di diventare nuovo leader della corsa, nonché di entrare prepotentemente nella lotta per il successo.

A Groenewegen seguono Rudiger Selig (Bora-Hansgrohe), Fabio Jakobsen (Quick Step Floors), Max Walscheid (Team Sunweb) e Tom Van Asbroeck (EF – Education First) a completare la top ten. La nuova generale vede invece Mohoric comandare per appena 1″ su De Bie, proprio grazie agli abbuoni del golden Km, e Stefan Küng che scivola in terza posizione a 22″, precedendo Maxime Vantomme a 25″ e  Taco Van Der Hoorn a 34″. Campenaerts si ritrova invece da secondo a sesto a 36″, e perdono così 4 posizioni anche tutti gli altri che ieri avevano guadagnato i vertici della classifica grazie alla cronometro.

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