Silvia Zanardi con la maglia iridata della Corsa a punti juniores
Silvia Zanardi con la maglia iridata della Corsa a punti juniores

Zanardi e Guazzini, le azzurrine dominano ai Mondiali su pista

Bastano le ragazze d’Italia per vincere il medagliere dei Campionati del Mondo su pista Juniores? A giudicare dalle posizioni a un giorno dalla fine della competizione in corso di svolgimento a Aigle in Svizzera… sì!

L’Italia è per l’appunto al comando del medagliere grazie ai 4 ori conquistati dalle azzurrine, in particolare quello nell’Inseguimento a squadre e quello dell’Omnium con Vittoria Guazzini nei giorni scorsi, e i due che oggi sono andati ad aggiungersi al raccolto: a segno ancora la toscana, nettissima vincitrice dell’Inseguimento individuale, e – già prima della terza medaglia per Vittoria (presente anche nel quartetto) – memorabile affermazione per Silvia Zanardi nella Corsa a punti. Andiamo con ordine.

Vittoria Guazzini ha fatto segnare il primo tempo in qualifica nell’Inseguimento individuale, 2’22″134 per lei, 2’22″293 per la russa Daria Malkova, e non lontane anche la francese Marie Le Net e l’australiana Sophie Edwards, in un turno eliminatorio davvero equilibrato (le prime quattro erano racchiuse in meno di mezzo secondo). In finale poi l’italiana ha fatto polpette dell’avversaria, la Malkova: costantemente in testa alla sfida sin dal primo giro, Guazzini ha chiuso in bellezza andando a raggiungere la russa proprio in dirittura d’arrivo, facendo segnare un tempo finale di 2’22″053. Bronzo alla Edwards (2’22″444) sulla Le Net. In gara anche un’altra italiana, Camilla Alessio, uscita in qualifica col 15esimo tempo (2’27″566).

 

Corsa a Punti incredibile per Silvia Zanardi!
A dir poco entusiasmante la Corsa a punti di Silvia Zanardi: sui 100 giri della prova la piacentina doveva misurarsi con avversarie di tutto rispetto, ma il fatto che abbia vinto la sua batteria di qualificazione al mattino aveva fatto intuire che il mood era quello giusto. In finale nel primo terzo di gara ha lasciato fare, mentre su tutte la russa Aigul Gareeva faceva la voce grossa. Ma sullo slancio del terzo sprint l’azzurra è partita in caccia, e molto rapidamente è andata a conquistare il giro, guadagnando per la prima volta la testa della classifica.

Le principali rivali non sono ovviamente state a guardare, e a poco dopo anche Gareeva ha conquistato il giro, insieme alla belga Shari Bossuyt, alla britannica Pfeiffer Georgi e alla francese Laura Da Cruz. Tutto da rifare per Silvia, scivolata a metà classifica e tampinata anche dall’australiana Sarah Gigante, pure lei capace di prendere il giro tutto da sola. A metà gara un altro tentativo di caccia (non riuscito) per Zanardi, mentre Gareeva esibiva un’impressionante continuità negli sprint, andando praticamente sempre a punti.

Nell’ultimo terzo di gara, fasi convulse ed emotivamente coinvolgenti: a 28 tornate dalla conclusione Silvia è uscita ancora una volta in caccia, e stavolta ha fatto le cose per bene, andando a volare un altro giro guadagnato, e superando in tromba proprio Gareeva; dopo l’ottavo sprint l’azzurra guidava la classifica con 42 punti, la russa seguiva a 41, più indietro Bossuyt e l’ucraina Olha Kulyniych (33), la Georgi a 28, la Da Cruz a 27 e la Gigante a 26.

A questo punto due cadute determinanti: nella prima è rimasta coinvolta proprio la Gareeva (ai -22), la quale è stata addirittura costretta al ritiro. Nella seconda è andato giù mezzo gruppo, a 13 giri dalla conclusione, e con la Gigante che era impegnata in una caccia. Corsa sospesa per lunghi minuti, diverse atlete ritirate, pista scartavetrata e piallata dagli addetti, e si è ripartiti: all’australiana è stato riconosciuto un mezzo giro di vantaggio, e lei ha monetizzato ottimamente, andando a conquistare la tornata ai -9, e prendendosi en passant pure i 5 punti del nono sprint. Uno sprint in cui Zanardi si è districata benissimo, battendo tutte le altre del gruppo, a partire da Georgi e Kulynych.

Col giro conquistato dalla Gigante, ci si presentava alla volata conclusiva con l’australiana al comando (51 punti), l’azzurra seconda a 45 e a seguire Kulynych a 34, Bossuyt a 33 e Georgi a 30. Il finale è stato un capolavoro per la piacentina, che con autorità ha gestito come ha voluto lo sprint, prendendo la ruota della Kulynych e superandola già al penultimo giro, non dando al contempo la possibilità alla Bossuyt di sopravanzarla, mentre la Gigante, provata dalla fresca conquista della tornata, non è stata proprio della partita.

Silvia ha stravinto lo sprint finale tenendo a bada la Bossuyt e aggiudicandosi quindi i 10 punti che le hanno permesso di scavalcare di nuovo la Gigante. Alla fine 55 per l’azzurra, 51 per l’aussie, e 39 per Bossuyt terza, con Georgi e Kulynych rimaste ai piedi del podio a quota 34. Anche per Zanardi non è stato il primo oro conquistato a Aigle, visto che pure lei come Guazzini era nel quartetto dell’Inseguimento.

 

Le altre gare
Nelle altre gare della giornata da segnalare in primo luogo un record mondiale, quello dei 500 metri fatto segnare in qualifica dalla tedesca Lea Sophie Friedrich con 33″922 (il precedente primato era di 33″937, stabilito l’anno scorso a Montichiari da Mathilde Gros); la Friedrich ha poi vinto l’oro in finale col tempo di 34″045, davanti alla russa Iana Tyshenko (34″645) e all’altra tedesca Alessa-Catriona Propster (35″123). 12esima in qualifica Giada Capobianchi col tempo di 36″227.

Tra gli uomini poca gloria per l’Italia: nella Velocità non avevamo rappresentanti (39esimo in qualifica ieri Mattia Pinazzi), e si segnala un’Australia che mastica amaro. I due rappresentanti oceanici si sono scontrati in semifinale, e Thomas Cornish ha avuto bisogno della bella per piegare il connazionale Leigh Hoffman; troppe energie spese nell’occasione? Può essere, dato che poi nelle finali l’uno e l’altro le hanno sonoramente buscate. L’oro è andato al polacco Cezary Laczkowski, il bronzo al ceco Jakub Stastny, entrambi impostisi nettamente per 2-0 su Cornish e Hoffman.

Infine l’Omnium, che ha visto una partecipazione abbastanza media per Tommaso Nencini: 11esimo nello Scratch, decimo nella Tempo Race, nono nell’Eliminazione, l’azzurro non ha poi inciso nella Corsa a punti finale, pur avendo più volte tentato la sortita. Per lui alla fine 11esimo posto con 68 punti. Vibrante la sfida per le medaglie, ed è stato il francese Donavan Vincent Grondin a respingere con gran cipiglio l’assalto del danese Frederik Wandahl: l’esito dice 115 a 111 per il transalpino, in una Corsa a punti abbastanza bloccata, in cui i giri guadagnati sono stati pochissimi (giusto un paio, conquistati tra l’altro da corridori finiti lontani dalla zona podio). Terzo posto per l’australiano Blake Quick, 106 punti per lui, senza medaglie il neozelandese Corbin Strong a 101.

Domani ultima giornata con in programma le seguenti gare (tra parentesi gli italiani in competizione): tra i ragazzi Chilometro (Davide Boscaro e Matteo Bianchi) e Madison (Alessio Bonelli e Mattia Pinazzi), tra le ragazze Keirin (Giada Capobianchi) e Madison (Vittoria Guazzini e Gloria Scarsi). Solo per la Madison femminile l’accesso è direttamente alla finale, nelle altre tre prove bisognerà passare dalle qualifiche (e non sarà facile accedere all’ultimo atto). Speranze di altre medaglie, quindi, ancora incentrate soprattutto sulla Guazzini, vera protagonista di questo Mondiale Juniores 2018.

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