Tony Gallopin a braccia al cielo: la settima tappa della Vuelta a España è sua © Photo Gómez Sport
Tony Gallopin a braccia al cielo: la settima tappa della Vuelta a España è sua © Photo Gómez Sport

Gallopin trotta da solo fino all’arrivo

Vuelta a España, una sparata nel finale permette al francese di vincere la settima tappa. Secondo Sagan, Kwiatkowski perde 30″ per una caduta

Sette in fuga, ci sono anche Conci e Ravasi
Già rimpiangete l’Andalusia? Nessun problema: anche oggi, per l’ultima volta, la comunità più meridionale del paese (con l’ovvia eccezione delle Canarie) è protagonista. L’arrivo della settima tappa della Vuelta a España si disputa qui: un terzo di grande giro con una regione come catalizzatrice, se non è record poco ci manca. La Puerto Lumbreras-Pozo Alcón misura 185.7 km e ha un andamento particolare: nessuna asperità importante, tanto che solamente due sono i gpm previsti (per altro brevi e di terza categoria), ma un saliscendi continuo fin sul traguardo.

Partenza alle 12.32 per tutti i 176 corridori che hanno iniziato la prova sabato scorso: nessun problema neppure per quanti sono stati coinvolti in una caduta nella giornata di ieri. La fuga buona, anche quest’oggi, non tarda a formarsi: dopo una manciata di km si avvantaggiano gli spagnoli Alex Aranburu (Caja Rural-Seguros RGA) e Óscar Rodríguez (Euskadi-Murias), gli italiani Nicola Conci (Trek-Segafredo) e Edward Ravasi (UAE Team Emirates), il belga Floris De Tier (Team LottoNL-Jumbo), il francese Alexis Gougeard (AG2R La Mondiale) e il canadese Michael Woods (Team EF Education First-Drapac).

Buona andatura, il gruppo controlla
Il gruppo lascia immediatamente fare tanto che Woods, vittima di una caduta senza conseguenze al km 7, riesce senza problemi a riportarsi sui colleghi. La prima ora scorre via senza altro da segnalare, con i battistrada che percorrono 39.3 km e il gruppo, controllato da Bora Hansgrohe e Groupama-FDJ, ad inseguire a 2’35”. Il margine massimo toccato nel corso del pomeriggio viene raggiunto al km 56 quando a separare le due entità sono 3’35”.

La rapida andatura fa in modo che, per la prima volta in quest’edizione, la corsa sia in anticipo rispetto alla tabella di marcia prevista dall’organizzazione. E così dopo due ore la media balza a 42.5 km/h mentre il distacco del gruppo oscilla fra i 2’30” e i 2’50”. Non cambia nulla neppure sull’Alto Collado de Laude: in cima (km 117) De Tier coglie i 3 punti in palio davanti a Rodríguez e Gougeard, mentre il gruppo passa dopo 2’30”.

La situazione cambia sull’Alto de Ceal, salita breve ma caratteristica
Niente di nuovo neppure al cartello dei meno 50 km: davanti i sette in testa a collaborare, dietro, 2’05” dopo, Marcus Burghardt (Bora Hansgrohe) e Antoine Duchesne (Groupama-FDJ) a tirare il gruppo. Il gruppo inizia ad accelerare poco più tardi, tirando giù in poco tempo oltre mezzo minuto. I sette battistrada però reagiscono e smettono di perdere, entrando negli ultimi 30 km con 1’15”. La rapidissima discesa che porta ai piedi dell’ultima ascesa permetter però al gruppone di pedalare costantemente sopra gli 80 km/h e di guadagnare in un battibaleno sui sette: ai meno 20 km, con il Team LottoNL-Jumbo particolarmente attivo, il disavanzo è ridotto a soli 25″.

Decisamente particolare la salita: l’Alto de Ceal presenta una pessima pavimentazione con tantissimi detriti presenti sulla carreggiata, con tanti di brevi tratti di sterrato. E a centro gruppo si registra subito una caduta: vanno giù Tiesj Benoot (Lotto Soudal), Mitchell Docker (Team EF Education First-Drapac) e Simone Petilli (UAE Team Emirates). Si rialzano tutti senza grossi problemi, ma la frattura nel plotone indubbiamente c’è.

Woods stacca tutti ma non fa strada, Viviani resta in gruppo
Davanti, invece, il primo a muoversi è Alex Aranburu. La sparata del basco fa in modo che restano con lui solo Conci, De Tier, Ravasi e Woods. Proprio il canadese è il più pimpante: prima è l’unico che reagisce al contrattacco di De Tier, quindi distanzia anche il belga e si invola con un bel passo, in una salita dal panorama molto più nordamericano che europeo. Il gruppo controlla la situazione e non forza: davanti si mettono, più per controllare che per tirare, i Movistar Team con Andrey Amador e Nelson Oliveira.

L’avventura di Woods si conclude a 460 metri dallo scollinamento, ossia a 12.8 km dalla conclusione. Non c’è sfida al gpm (km 173), con Jack Haig che transita davanti a tutti. Nel gruppo composto da una settantina di unità vi sono ancora Peter Sagan e soprattutto un Elia Viviani in forma superlativa: niente da fare invece per Matteo Trentin e Vincenzo Nibali. con il siciliano che perde qualche metro nella parte terminale.

Strada pessima, Kwiatkowski cade e la corsa si anima
Come la salita, anche la discesa è in condizioni pessime, per cui non c’è l’intenzione dei big di prendere rischi particolari. La scarsa cura del manto stradale provoca un paio di forature degne di nota: prima è il turno di Nairo Quintana, poi di Daniel Martin. Ci sono anche un paio di cadute sempre in questo tratto: vanno giù Damien Howson e addirittura Michal Kwiatkowski, uno tra i migliori al mondo nella conduzione del mezzo. Il polacco resta staccato, con Sergio Henao a dargli una mano nel tentativo di rientro.

Nel mentre, a 11 km dalla fine, si muove Lluis Mas: lo spagnolo della Caja Rural-Seguros RGA guadagna anche una decina di secondi prima di venire ripreso a 7.5 km dalla conclusione. La corsa scoppia in questi momenti, su uno zampellotto: prima si muovono Wilco Kelderman, Steven Kruijswijk e Rafal Majka, con Alejandro Valverde che chiude il buco. Poco più tardi si muovono George Bennett e Gianluca Brambilla, ma anche nel loro caso quel che resta del gruppo, ora composto da meno di trenta elementi, rientrano. Viviani non c’è più, diversamente da Sagan, e la compagine più interessata a lavorare è la Mitchelton-Scott con la volontà di distanziare Kwiatkowski: ai meno 5 km il gruppo con la maglia verde, per altro rimasta senza compagni di squadra, è a 35″

Herrada parte, Gallopin lo prende, lo stacca e va a vincere
Poco prima in testa c’è stato lo scatto di Jesús Herrada (Cofidis, Solutions Crédits) e al suo inseguimento, a 4.3 km, si muovono in sei: e sono nomi di peso come George Bennett, David De la Cruz, Ion Izagirre, Miguel Ángel López, Lluis Mas e soprattutto Nairo Quintana. Ma questo drappello viene chiuso dal gruppo Valverde. Non Herrada, che resta davanti da solo sino ai meno 2.1 km quando viene raggiunto e immediatamente staccato da Tony Gallopin (AG2R La Mondiale).

Il francese ha una bella pedalata ed entra nell’ultimo km con una decina di secondi sul gruppo tirato da un Rafal Majka in versione gregario. Intanto, alle spalle, Kwiatkowski lavora come meglio non potrebbe e riduce per quanto possibile le perdite. Davanti, invece, la cavalcata di Tony Gallopin non trova risposte: il forte transalpino prosegue con la stessa velocità e va a vincere in maniera splendida. Per lui una affermazione che lo ripaga dei problemi vissuti nell’avvicinamento al Tour de France, suo obiettivo stagionale alla vigilia.

Sagan precede Valverde, Kwiatkowski perde mezzo minuto
Il ritardo del gruppo è stato di 5″, con Peter Sagan (Bora Hansgrohe) che stampa Alejandro Valverde (Movistar Team). Completano la top 10 Eduard Prades (Euskadi-Murias), Omar Fraile (Astana Pro Team), Rigoberto Urán (Team EF Education First-Drapac), Ion Izagirre (Bahrain Merida), Enric Mas (Quick Step Floors), Wilco Kelderman (Team Sunweb) e Sepp Kuss (Team LottoNL-Jumbo). In questo gruppo tutti i big, compresi Fabio Aru buon quindicesimo e il leader Rudy Molard. Il gruppetto con Michal Kwiatkowski è giunto invece dopo 30″

La classifica generale vede ancora Rudy Molard (Groupama-FDJ) conservare la maglia rossa. Il primo rivale diventa ora Alejandro Valverde che, con i secondi di abbuono guadagnati (compresi 2 nel traguardo volante posto a 8 km dalla conclusione), lo insidia a 47″. Seguono poi Emanuel Buchmann (Bora Hansgrohe) a 48″, Simon Yates (Mitchelton-Scott) a 51″ e Tony Gallopin (AG2R La Mondiale) a 59″: tutti gli altri sono ora sopra il minuto, a partire da Michal Kwiatkowski (Team Sky), sesto a 1’06”. Domani in programma un’altra frazione di non semplice lettura: da Linares si risale verso a nord nella Castilla la Mancha fino ad Almadén. 195.1 i km con l’ultimo km che tira verso l’alto.

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