Elia Viviani conquista la decima tappa alla Vuelta a España © Getty Images
Elia Viviani conquista la decima tappa alla Vuelta a España © Getty Images

Contro questo Viviani non c’è storia

Vuelta a España, anche a Fermoselle il campione italiano è il migliore. Battuti Sagan e Nizzolo, classifica invariata

Si riparte da Salamanca, manca Dan Martin
Dopo il primo giorno di riposo la Vuelta a España riparte da una delle più belle città dell’intera penisola iberica, vale a dire Salamanca. Sede di una delle più antiche università del mondo occidentale, fondata per altro esattamente 800 anni fa, la località castigliana dà il là all’unica frazione per velocisti nella seconda settimana, con il traguardo dopo 177 km a Fermoselle. In una tappa totalmente pianeggiante nella meseta, l’unica difficoltà altimetrica è l’Alto de Fermoselle, posto a 30 km dalla conclusione.

Un solo non partente, in una corsa sinora estremamente positiva da questo punto di vista (ancora 174 dei 176 iscritti a Malaga sono ancora in gruppo): ha concluso anzitempo la propria esperienza in gara Daniel Martin. L’irlandese, giunto in Andalusia sia come battitore libero in casa UAE Team Emirates che per rifinire la condizione in vista del Mondiale di Innsbruck, è tornato a casa ad Andorra per stare vicino alla moglie Jess, prossima all’anticipato parto di due gemelle.

Scatta Ezquerra, l’unico che lo raggiunge è Machado
Il via viene dato alle 13.21 e vede subito battaglia per centrare la fuga. Attorno al km 8 prende vantaggio Jesús Ezquerra, alfiere di una Burgos BH sinora non disprezzabile nel suo debutto nella corsa di casa. Il cantabro guadagna terreno, ma è ovvio che un’azione solitaria sia di difficilissima realizzazione. E nel gruppo c’è chi prova ad aggiungersi: i tedeschi Johannes Fröhlinger (Team Sunweb) e Michael Schwarzmann (Bora Hansgrohe), il belga Thomas De Gendt (Lotto Soudal), lo spagnolo Markel Irizar (Trek-Seagfredo) e il portoghese Tiago Machado (Team Katusha-Alpecin) si mettono in moto al km 17 ma il Movistar Team si riporta presto su di loro.

Machado ci riprova ancora al km 22, stavolta assieme a Richie Porte (BMC Racing Team): ma se il tasmaniano si rialza, il lusitano no e va in caccia di Ezquerra. Il ricongiungimento fra i due avviene al km 31, quando sul plotone vantano 3’10”. Da questo momento iniziano due ore abbondanti in cui non accade nulla, data anche l’assenza di traguardi intermedi. Gli unici dati degni di cronaca sono i parziali della media oraria: dopo la prima ora i battistrada hanno pedalato a 42.9 km/h, dopo la seconda a 42.1 km/h e dopo la terza a 42.7 km/h.

Il gruppo controlla agevolmente, brutta caduta e ritiro per Petilli
Per quanto riguarda il distacco fra le due entità, il margine massimo viene toccato a 3’50” al km 64. Le formazioni che si incaricano di controllare la situazione sono Bora Hansgrohe, Cofidis, Solutions Crédits, Quick Step Floors e Trek-Segafredo, che fanno in modo di far diminuire, anche con eccessivo anticipo, il vantaggio dei due di testa: ai meno 50 km il divario è di 1’55”, per altro in aumento rispetto il transito ai meno 60 km, quando era solo di 1’30”.

Niente lotta davanti al traguardo volante di Trabanca (km 135.3), con Ezquerra che passa per primo. Anche in gruppo tutto tranquillo, se non per una coppia del Team LottoNL-Jumbo che va a porsi in testa per far prendere a George Bennett il secondo ancora in palio per il terzo al transito. Poche centinaia di metri prima, nella coda del plotone, una bruttissima caduta coinvolge Simone Petilli: il lecchese della UAE Team Emirates, che viene colpito alle gambe da un incolpevole Jelle Wallays (Lotto Soudal), sanguina dal volto. Inizialmente incosciente, lo scalatore azzurro viene caricato in barella e portato in ambulanza dove si riprenderà: la sua Vuelta, purtroppo, termina anzitempo. Ma per quanto visto, è andata bene così.

Fuga ripresa sul gpm, alcune forature in discesa
L’Alto de Fermoselle inizia a 33 km dalla conclusione, con il solito Marcus Burghardt a tirare il gruppo portatosi a 1’15”. Sono i gregari di Sagan a fare un ritmo particolarmente elevato, che allunga il plotone, ma l’interesse principale è di mettere tossine nelle gambe dei velocisti più puri. L’andatura porta alla conclusione l’avventura dei due di testa: Ezquerra viene staccato da Machado a 31.5 km, riassorbito dal gruppo a 31 km dalla fine, mentre per Machado l’avventura dura fino ai meno 30.4 km.

Al gpm (km 147.8) non c’è alcuna battaglia e Alejandro Valverde (Movistar Team) passa al comando quasi senza accorgersene, prima di Pieter Serry e Nairo Quintana. Già nelle primissime fasi di discesa i pochi attardati sono tutti rientrati senza la minima fatica. Diverse le forature in discesa, con Martijn Tusveld (Team Sunweb), Brent Bookwalter (BMC Racing Team) e Thibaut Pinot (Groupama-FDJ) che devono ricorrere al supporto dei rispettivi meccanici.

Pöstlberger prova la sorpresa, la Quick Step lavora bene
Quando mancano 22 km dalla conclusione, entrando in lunghi rettilinei con vento a favore, Diego Rubio (Burgos BH) decide di partire e andare all’avventura, lui bravissimo a pedalare in queste situazioni. Intanto le forature non si contano più: cambio ruota per Simon Yates, Nairo Quintana, Wilco Kelderman, Nelson Oliveira, Michael Albasini, Franco Pellizotti e tanti altri. Da valutare se si tratti semplicemente di sede stradale particolarmente sporca o se qualche esterno abbia voluto in qualche maniera danneggiare in qualche maniera la corsa.

L’avventura di Rubio termina a 9 km dalla fine. Si giunge stancamente ai meno 3 km, quando la Quick Step Floors inizia le consuete operazioni di preparazione, per altro con eccessivo anticipo. Giusto sotto l’arco dell’ultimo km prova a sorprendere tutti Lukas Pöstlberger, ma il campione austriaco della Bora Hansgrohe viene ripreso a 450 metri dal solito, impeccabile Michael Mørkøv. Dopo il campione danese entra in azione Fabio Sabatini, oggi senza alcuna pecca.

Viviani è imbattibile, ennesima vittoria. Secondo Sagan, terzo Nizzolo
Il toscano lascia nella posizione migliore Elia Viviani che parte e senza alcuna fatica va a vincere per la seconda volta in questa Vuelta, la diciassettesima nel suo 2018 stradistico mentre per la Quick Step Floors è l’affermazione numero sessanta da gennaio in poi. Seconda posizione per Peter Sagan (Bora Hansgrohe), che ha scelto il lato sbagliato (ossia quello fra Viviani e le transenne) per lanciarsi: oggi, comunque, il secondo posto era il massimo risultato.

Terza piazza per Giacomo Nizzolo (Trek-Segafredo), autore di una buona volata ma che nulla poteva per la vittoria. Bel quarto posto per il giovane colombiano Nelson Soto (Caja Rural-Seguros RGA). Completano la top 10 Marc Sarreau (Groupama-FDJ), Danny van Poppel (Team LottoNL-Jumbo), Iván García Cortina (Bahrain Merida), Jon Aberasturi (Euskadi-Murias), Simone Consonni (UAE Team Emirates) e Matteo Trentin (Mitchelton-Scott).

Generale invariata, domani possibile tappa per la i fuggitivi
In classifica nessun cambiamento per cui Simon Yates (Mitchelton-Scott) rimane in rosso con 1″ su Alejandro Valverde (Movistar Team). Nairo Quintana è terzo a 14″, quindi Emanuel Buchmann è quarto a 16″ e Ion Izagirre è quinto a 17″. Undicesimo posto a 1’08” per Fabio Aru.

Domani nuova possibile tappa da fuga in direzione nordovest. Da Mombuey si giunge, dopo 207.8 km, a Ribeira Sacra Luintra: frazione nervosa come poche, con un continuo saliscendi nella parte centrale. Sono solo quattro i gpm contabilizzati, ma sarebbero potuti tranquillamente essere nove. L’ultimo zampellotto termina a 4 km dalla fine, con il traguardo raggiunto in discesa.

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