Simon Yates in maglia rossa © Photo Gomez Sport
Simon Yates in maglia rossa © Photo Gomez Sport

Yates, un rosso che ricorda il rosa

Simon Yates sembra tornato quello del Giro d’Italia, vince a Les Praeres ed riprende la leadership alla Vuelta a España

Al Giro d’Italia aveva fatto fuoco e fiamme fin dall’inizio vincendo tre tappe, conquistando la maglia rosa e accumulando un vantaggio che ad un certo punto ha fatto pensare ad una corsa chiusa: nelle ultime tappe di montagna, però, Simon Yates era clamorosamente crollato lasciando dubbi sulle sue capacità di tenuta sulle tre settimane di corsa. Adesso alla Vuelta a España il britannico della Mitchelton-Scott sembra aver cambiato leggermente il proprio approccio alla gara ma senza snaturare le proprie caratteristiche con l’obiettivo di non bruciare tutto nelle prime due settimane.

Yates si è presentato al via da Malaga in buonissima forma, è sempre rimasto davanti talvolta guadagnando e talvolta perdendo qualcosa, ma anche quando ha conquistato la maglia rossa per la prima volta a La Covatilla non è mai apparso straripante come al Giro. Per esporsi il meno possibile ha anche mollato in fretta il simbolo del primato ma ora che la Vuelta sta entrando nel vivo ecco che lo ritroviamo splendido vincitore sulla durissima salita di Les Praeres: certo, quello di domani ai Lagos di Covadonga sarà un test molto più probante per capire le sue velleità di vittoria finale, ma la sensazione è che stavolta si stia gestendo con più cautela e che da qui a Madrid sarà dura toglierselo di torno.

Kwiatkowski porta via la fuga di giornata
Con il passare dei giorni il percorso di questa Vuelta a España si fa sempre più impegnativo e la quattordicesima tappa prevedeva ben cinque gran premi della montagna di cui tre di prima categoria: non si poteva parlare di un vero e proprio tappone perché non si trattava di salite lunghe e non si saliva molto di quota, ma almeno c’era la possibilità di affaticare un po’ le gambe e almeno provare ad inventare qualcosa di diverso prima dell’ascesa clou di giornata, l’inedito muro concluso di Les Praeres, quattro chilometri all’insù con un dislivello di 500 metri.

E se non bastavano tutte queste difficoltà altimetriche, ad indurire la corsa ci ha pensato anche la fuga di giornata che ancora una volta vedeva coinvolti corridori di spessore con una seria minaccia per gli uomini di alta classifica. Al sesto chilometro di gara, approfittando di un breve tratto in salita, è uscito da gruppo il polacco Michal Kwiatkowski (Sky) e poco dopo si sono accodati a lui anche Brent Bookwalter e Nicolas Roche della BMC, Thomas De Gendt della Lotto Soudal, Michael Woods della EF Education First e l’asturiano Ivan García Cortina (Bahrain-Merida) che oggi correva sulle strade di casa. Al chilometro 20 i sei battistrada avevano quasi due minuti e mezzo di vantaggio sul gruppo che inizialmente non è danno troppo nell’inseguimento, ma una volta che il gap ha raggiunto i 3’45”, con Kwiatkowski virtualmente secondo, Cofidis e Movistar hanno aumentato in ritmo per tenere la situazione sotto controllo.

La Bahrain-Merida attacca in discesa
Le salite del Puerto de San Isidro e dell’Alto de la Colladona non hanno mutato lo scenario in corsa, cosa che invece è successa a circa 50 chilometri dall’arrivo sull’Alto Alto de la Mozqueta. Con il plotone ormai a due minuti dalla testa della corsa Ivan García Cortina si è rialzato, si è fatto riprendere e poi si è messo a lavorare con decisione assieme ai compagni di squadra, compreso un Vincenzo Nibali che sembra acquisire sempre maggiore brillantezza con il passare dei giorni: la Bahrain-Merida ha quindi scremato leggermente il gruppo in salita, ma il vero obiettivo della squadra era la successiva discesa, molto tecnica, dove con un ritmo forsennato ha fatto esplodere la corsa.

Al termine della discesa il risultato non era probabilmente quello sperato, anche se tra coloro che sono rimasti attardati senza più riuscire a rientrare c’erano anche nomi interessanti: in primis la maglia rossa Jesús Herrada che non è riuscito a difendersi finendo poi a 9’16”, ma hanno perso terreno anche il neozelandese George Bennett (7’42”) che già aveva sofferto ieri e lo spagnolo David De La Cruz (4’55”). Nel frattempo in testa alla corsa erano rimasti Brent Bookwalter, Nicolas Roche e Michal Kwiatkowski: De Gendt aveva avuto un problema meccanico in salita, Woods invece era caduto in discesa impattando fortunatamente senza gravi conseguenze contro un guardrail. Prima dell’ascesa conclusiva c’era ancora il gran premio della montagna dell’Alto de la Falla de los Lobos dove Kwiatkowski ha staccato i due uomini della BMC rimanendo solo al comando della tappa: la Bahrain-Merida ha continuato nel suo lavoro e il polacco del Team Sky ha visto il margine ridursi sotto i 40″.

Simon Yates stacca tutti nell’ultimo chilometro
Kwiatkowski è stato ripreso a poco più di cinque chilometri dall’arrivo quando Nibali aveva già concluso il proprio lavoro e in gruppo s’era messo davanti Majka. Iniziata la salita vera, però, è stato subito Steven Kruijswijk a prendere l’iniziativa con Richard Carapaz e Alejandro Valverde a pochi metri e poco più indietro il resto del gruppetto dei favoriti: l’olandese della LottoNL-Jumbo è riuscito ad allungare leggermente, ma davanti la sua azione non è durata a lungo perché lì davanti sono riusciti tutti a ricompattarsi. A quel punto, nel tratto più duro a circa 1500 metri dall’arrivo, sono partiti Nairo Quintana e Miguel Ángel López ma il corridore della Movistar si è messo a cercare una collaborazione dal connazionale dell’Astana che su pendenza al 15% non aveva molto senso: i due si sono guardati e così, appena la strada ha spianato leggermente, da dietro sono di nuovo rientrati in molto.

Nel finale la salita s’impennava nuovamente ed è stato a quel punto che Simon Yates ha piazzato la mossa vincente: un allungo bruciante che gli ha permesso di guadagnare un vantaggio considerevole nel giro di pochissime pedalate e poi difendersi negli ultimi metri dal rientro degli inseguitori. Ritardo di 2″ per un brillante Miguel Ángel López e per Alejandro Valverde, poi a 5″ è arrivato Thibaut Pinot, a 7″ un non esaltante Nairo Quintana, a 11″ Steven Kruijswijk che sembra in crescendo di forma e si è difeso bene anche il giovane Enric Mas, settimo a 19″. Un piccolo segnale di ripresa è arrivato da Fabio Aru che continua ad essere lontano dai più forti, ma almeno oggi si è gestito bene sulla dura salita finale per andare a chiudere decimo a 39″.

La classifica inizia ad allungarsi
Come detto, domani in programma ci sarà il terzo arrivo in salita consecutivo: il traguardo sarà quello classico dei Laghi di Covadonga, una salita molto conosciuta ed ultilizzata da parte della Vuelta e con caratteristiche diverse da questi muri dalle pendenze estreme. Si partirà con Simon Yates in maglia rossa braccato dalla coppia della Movistar, Alejandro Valverde e Nairo Quintana, a 20″ e 25″ rispettivamente: a 47″ c’è Miguel Ángel López, a 1’23” Steven Kruijswijk, a 1’28” Rigoberto Urán, a 1’40” Ion Izagirre. Il miglior italiano è Fabio Aru che oggi ha guadagnato quattro posizioni salendo al tredicesimo posto a 3’26” dalla vetta.

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